VACCINO: ALBANO, “ASL L’AQUILA DICE CHE NON ARRIVERANNO NUOVE DOSI, MEDICI COSTRETTI A SCEGLIERE A CHI SOMMINISTRARLE”

1 Dicembre 2020 08:39

L’AQUILA – “In questi giorni, la Asl ha inviato una nota ai medici di famiglia del territorio aquilano comunicando che ‘non è arrivato, e molto probabilmente non arriverà neanche in seguito, il quantitativo di vaccino preventivato a livello aziendale per cui necessariamente occorre definire le categorie cui offrire, in via prioritaria, la vaccinazione’, aggiungendo poi che ‘verrà consegnato un numero di dosi destinato, per il momento, ai soli assistiti ultra 65enni che terrà conto del 70% di quanto da Voi indicato nella ricognizione telefonica, delle dosi precedentemente consegnate e del n. di assistiti ultra 65enni a Vostro carico'”.

A rivelarlo il consigliere comunale dell’Aquila del Pd, Stefano Albano, dopo che il centrosinistra in Regione ha denunciato che  a fronte di un fabbisogno di 405.000 dosi (dato delle 4 Asl Abruzzesi), la Regione ha aggiudicato il 78% delle dosi dei vaccini necessari, pari a 331.500 ma ha consegnato solo 247.700 dosi, pari al 60% del fabbisogno.




“Dopo aver scoperto che in Abruzzo non sono state recapitate 157mila dosi per inadempienze del dipartimento regionale per la salute, come denunciato ieri dai consiglieri del Pd – spiega Albano -, questa lettera dimostra ancora una volta come la gestione della vaccinazione di quest’anno sia chiaramente caratterizzata da ritardi e inadempienze, specchio di una grave mancanza di organizzazione generale nella gestione della seconda ondata del covid; non a caso, si apprende dai giornali che dalla settimana prossima l’Abruzzo sarà l’unica regione d’Italia a rimanere rossa. Mentre la seconda ondata del covid – sebbene annunciata – è pur sempre un evento straordinario, la vaccinazione antinfluenzale si fa ogni anno, al netto del coronavirus, quindi è inaccettabile arrivare a dicembre con un numero di dosi addirittura inferiori rispetto all’anno scorso, quando non c’era una pandemia in corso. L’importanza della vaccinazione sta nella possibilità di ridurre il numero di influenze ordinarie e di permettere  così ai sanitari di individuare e curare più facilmente i soggetti affetti da covid. Costringere i medici di base a dover scegliere quali dei loro pazienti vaccinare è vergognoso, soprattutto in considerazione del tanto tempo a disposizione tra l’estate e l’inizio autunno per procurarsi più dosi di vaccino”.

“A questo punto chiediamo alla ASL e alla Regione se hanno in programma di somministrare le dosi mancanti con un’altra procedura, straordinaria, oppure se queste dosi proprio non arriveranno sul territorio aquilano – si legge ancora nella nota -. Attendiamo una risposta anche dal sindaco dell’Aquila in qualità di presidente del comitato ristretto dei sindaci, l’organo di indirizzo politico-amministrativo della ASL. Con una lettera indirizzata giorni fa al direttore dell’azienda sanitaria e al presidente della Regione, insieme ai consiglieri comunali dell’opposizione e a ben 32 sindaci della provincia, abbiamo lanciato l’allarme sulla disorganizzazione della campagna vaccinale nel territorio aquilano, chiedendo di agire al più presto per reperire le dosi mancanti. Alla luce degli ultimi sviluppi, risulta ancora più attuale la nostra proposta di attivare un mutuo soccorso fra regioni, con l’obiettivo di garantire quantomeno la vaccinazione alle fasce di popolazione a rischio o più esposte; interessando il commissario Arcuri, la nostra proposta prevede di chiedere alle regioni virtuose che hanno completato la propria vaccinazione sul territorio di mettere le dosi avanzate a disposizione delle altre regioni.
I rappresentanti degli enti locali ascoltino le nostre proposte o ne facciano di loro, purché facciano qualcosa: questo immobilismo non ci porterà da nessuna parte”.

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