ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA PROPONE RACCOLTA FIRME, ''NON HA PIU' SENSO CONTINUARE A STARE IN UN ENTE CHE NON TUTELA CITTADINI'', COMUNE VOTERA' ANCHE PER ANNESSIONE ALLE MARCHE

VALLE CASTELLANA: CRISI AGRICOLTORI, REFERENDUM USCITA PARCO GRAN SASSO

30 Novembre 2019 18:15

VALLE CASTELLANA – “Ormai per gli allevatori, gli agricoltori e gli operatori della montagna di Valle Castellana, già duramente colpiti dalla crisi, dallo spopolamento, dalla concorrenza sleale e spietata che arriva da fuori regione, dagli eventi sismici e dai danni causati dagli animali selvatici, si è aggiunto un nuovo ed inatteso 'nemico' da combattere: il Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga ed i suoi burocrati che, ciechi e sordi alle esigenze della montagna e di chi ci vive e ci lavora, impongono divieti anacronistici, mostrando scarsa elasticità e poca voglia di venire incontro a chi ha deciso di vivere e lavorare nel nostro territorio”.

Così, l'assessore all’Agricoltura, alla Pastorizia, alla Foresta e gli Usi Civici di Valle Castellana, Battista Caterini, che di professione fa proprio l’allevatore e quindi conosce la delicata situazione che vivono queste categorie, costrette a fare i conti con diverse problematiche.

Le stesse che hanno portato il Comune del Teramano a promuovere un referendum per l'annessione alle Marche e, in particolare, alla provincia di Ascoli Piceno.

“La goccia che ha fatto traboccare un vaso abbondantemente colmo è di questi ultimi giorni – spiega in una nota – abbiamo richiesto, ed io per primo l’ho fatto, visto il bel tempo una proroga di dieci giorni, fino al 10 dicembre, prima di dover lasciare i pascoli montani e spostare gli animali in pianura o nelle stalle, sperando di sfruttare qualche altra bella giornata di sole e di risparmiare così il foraggio. Sapete cosa ci hanno risposto i burocrati del Parco? Ci hanno negato il permesso dicendo che non ci sono le condizioni per farlo perché mancherebbe l’erba nei pascoli”.






“A prendere questa decisione sono state persone che stanno in ufficio – sottollinea Caterini -, non sanno nemmeno come è fatto un pascoloo in che stato si trovino realmente in questo momento, ma che vogliono insegnare a noi come si fa il nostro mestiere! E così, a causa di un’altra scelta miope e senza senso, verrà perpetrato l’ennesimo odioso “danno” a carico di una categoria già duramente messa in ginocchio, tutto in nome della burocrazia e di qualche norma anacronistica”.

“Mi chiedo che senso abbia continuare a lavorare, a combattere lo spopolamento nelle zone montane quando poi, invece di sostenerci, di aiutare queste categorie e quei piccoli imprenditori che si alzano la mattina all’alba per sbarcare il lunario, proprio certe istituzioni fanno di tutto per farci chiudere”, è la dura critica dell'assessore Caterini.

“Proporrò a breve una raccolta firme tra la cittadinanza per chiedere che Valle Castellana esca dal Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Non ha senso continuare a starvi dentro quando questo Ente non fa nulla per tutelare i cittadini, gli allevatori, gli agricoltori, i boscaioli e quanti lavorano in montagna dai danni causati dai cinghiali ai pascoli e alle colture, è inerme contro i lupi che attaccano le nostre greggi, non monitora la situazione degli animali selvatici che distruggono i raccolti, ma è sempre pronto a crearci problemi e a risponderci NO ad ogni semplice richiesta di aiuto e di sostegno”, conclude Caterini.

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