VASTO: TRAFFICO DROGA ED ESTROSIONI, SEQUESTRI DI BENI

9 Novembre 2022 21:34

Chieti - Cronaca

CHIETI – I militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Chieti hanno eseguito un decreto di sequestro di prevenzione di beni nella disponibilità di un uomo ritenuto a capo di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti che opera in provincia di Chieti, accusato anche di aver commesso reati quali estorsione, lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, porto illegale di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’uomo da gennaio è in custodia in carcere, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale dell’Aquila. Il decreto è stato emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale Ordinario dell’Aquila, Sezione Specializzata nelle Misure di Prevenzione, in relazione ai beni nella disponibilità della persona, dei familiari o la cui titolarità è stata fittiziamente intestata a terze persone.

Il sequestro, eseguito fra Vasto e San Salvo (Chieti), riguarda tre terreni del valore di oltre 40.000 euro, 18 autovetture con valutazione di mercato stimata in circa 140.000 euro, 5 conti correnti, altre disponibilità finanziarie e 9 società, tutte con sedi nel territorio della provincia di Chieti, riferibili alla gestione di quattro bar, un autosalone, un esercizio commerciale per la vendita di frutta e verdura, una sala giochi e due esercenti altri servizi, il cui valore è ancora in via di determinazione.

Al destinatario del sequestro sono risultate riconducibili molte attività economiche che le indagini hanno portato a ritenere siano state utilizzate anche quali centrali operative per le riunioni degli associati, spesso intestate a prestanome, ma di fatto gestite dall’uomo e che, secondo le contestazioni mossegli, sono state finanziate con gli introiti economici derivanti dai traffici illeciti. E’ stato inoltre ipotizzato che abbia coinvolto tutto il nucleo familiare nella gestione delle proprie risorse nonché altri soggetti a lui molto vicini, provvedendo ad attribuire loro fittiziamente la titolarità di diverse imprese.

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