VELENI BUSSI: DISCARICHE 2A E 2B CONTINUANO AD INQUINARE, ANALISI ARTA CHOC, NON BASTA IL “CAPPING”

RILEVAZIONE NELL'AMBITO DELL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PESCARA: RIFONDAZIONE E FORUM H20 INVOCANO AVVIO LAVORI BONIFICA IMMEDIATI E CON RIMOZIONE INTEGRALE DELLE SOSTANZE TOSSICHE EREDITA' DEL POLO CHIMICO

27 Novembre 2021 17:48

L'Aquila: Abruzzo

BUSSI SUL TIRINO – Dai 7 ettari delle discariche 2A e 2B a Bussi, in provincia di Pescara, i veleni continuano a inquinare. Lo dicono le analisi dell’Agenzia regionale tutela ambientale (Arta), che confermano che non basta il “capping”, cioè la “messa in sicurezza” attraverso la copertura con teloni. Sono stati rinvenuti i veleni cancerogeni e tossici come tetracloroetilene, esaclorobutadiene, esacloroetano. Ben 4 piezometri su 6 hanno registrato superamenti delle soglie di legge per diversi parametri. Le analisi sono state effettuate nell’ambito dell’accertamento irripetibile svolto per l’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara sul caso della mancata bonifica delle due discariche.

Sei i filoni di indagine aperti, di cui uno sarebbe stato trasferito per competenza a Roma, con quattro indagati tra i massimi vertici dirigenziali del Ministero della Transizione ecologica, dopo le indagini dei carabinieri-forestali di Pescara.

Ennesimo colpo di scena nella battaglia politica e giudiziaria dopo la decisione del Ministero dell’Ambiente del precedente governo giallo-rosso,  di cancellare, nel dicembre 2019, il provvedimento di aggiudicazione del bando di gara per la bonifica assegnata già alla Dec Deme nel 2018, con fondi pubblici, per presentare poi le fatture alla Edison, dichiarata responsabile dell’inquinamento.

Revoca della gara annullata dal Tar e poi dal Consiglio di Stato, mentre erano pronti 50 milioni stanziati nel 2011 su iniziativa dell’allora sottosegretario all’Economia con delega al Cipe e alla ricostruzione post terremoto dell’Aquila, l’abruzzese Giovanni Legnini. E così in 13 anni sono stati finora effettuati, sia nei siti “2A” e “2b”, che nell’altra discarica, la Tre Monti, solo gli interventi di capping, ovvero di copertura e impermeabilizzazione, ed il sistema di emungimento delle acque sotterranee.

A presentare una dettagliata denuncia sui ritardi della bonifica era stato Salvatore La Gatta, sindaco di Bussi, nel giugno 2020 con più di 160 pagine di documentazione. Esposti anche da parte di Augusto De Sanctis del Forum dei Movimenti per l’acqua.

Forum H20 che commenta con durezza le risultanze delle analisi dell’Arta.

“Il rinvenimento dei veleni conferma quello che l’Arta evidenzia da anni e, cioè, che qui inquinanti continuano ad uscire con l’acqua dalle diverse aree con rifiuti e terreni contaminati. I vari capping, cioè le coperture dei rifiuti con teli in materiali plastici, sono solo un palliativo quando in generale serve la rimozione dei rifiuti e, in questo caso, anche dei terreni contaminati”

“La notizia del rinvenimento di veleni cancerogeni e/o tossici come tetracloroetilene, esaclorobutadiene, esacloroetano e diversi altri nella falda attorno alle discariche 2A e 2B a Bussi, vaste 7 ettari, quasi come 10 campi di calcio, confermano quello che l’Arta evidenzia da anni e, cioè, che qui inquinanti continuano ad uscire con l’acqua dalle diverse aree con rifiuti e terreni contaminati. I vari capping, cioè le coperture dei rifiuti con teli in materiali plastici, sono solo un palliativo quando in generale serve la rimozione dei rifiuti e, in questo caso, anche dei terreni contaminati” così Augusto De Sanctis del Forum H2O commenta la notizia del ritrovamento di diverse sostanze pericolose oltre i limiti di legge nella falda attorno alle discariche 2A e 2B, con 4 piezometri su 6 con superamenti delle soglie di legge per diversi parametri, nell’ambito dell’accertamento irripetibile svolto per l’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara sul caso della mancata bonifica delle due discariche”.

“Ora gli attivisti del Forum H2O, dopo essere stati sentiti per 10 ore dai carabinieri-forestali lo scorso anno su questa vicenda, stanno predisponendo un ulteriore dossier da inviare alla Procura di Roma, che, secondo quanto riportato dalla stampa, sta curando uno dei filoni dell’inchiesta, quello che vede tra gli indagati per falso, omissione e omessa bonifica quattro tra i massimi vertici dirigenziali del Ministero – prosegue la nota -. Nella documentazione che sarà inviata ai magistrati romani con gli aggiornamenti sul caso saranno anche incluse le nostre valutazioni circa quest’ultima notizia sulla presenza dei contaminanti in falda.

“L’eventuale sussistenza di reati penali nei vari filoni sarà accertata dalla Magistratura. Quello che è certo è che per le discariche 2A e 2B abbiamo perso tempo tre preziosi anni a causa dell’illegittima revoca, promossa dai dirigenti ministeriali, della gara per la bonifica nonostante avessimo inviato preventivamente puntuali lettere circa le criticità dell’operazione di revoca, osservazioni rimaste inascoltate. Sono dovuti intervenire TAR e Consiglio di Stato per bocciare l’operato del dirigente Lo Presti che aveva sottoscritto la revoca. Nel frattempo in questi giorni abbiamo acceso di nuovo un faro anche sul cuore del Sito Nazionale per le Bonifiche, l’area industriale, vasta ben 26 ettari. Non vediamo grandi operazioni in corso per la bonifica dei suoli nonostante siano passati 13 anni dalla perimetrazione del Sito Nazionale per le Bonifiche di Bussi, oltre 5 dalla nostra lettera con cui stigmatizzavamo gli enormi ritardi nella bonifica dell’area industriale e quasi 2 anni dall’ordinanza della Provincia di Pescara che il 19 dicembre 2019 ha assegnato a Edison la responsabilità per la gran parte della bonifica. Ritardi inaccettabili e intollerabili anche perché gran parte della zona è abbandonata non essendoci attività produttive per cui da tempo è possibile attuare qualsiasi azione necessaria per il risanamento. Per questo vogliamo capire cosa stanno facendo i vari attori, pubblici e privati” conclude De Sanctis.

Intervengono per Rifondazione comunista anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Corrado Di Sante, segretario della Federazione di Pescara.

“Come ripetiamo da anni, i rifiuti e i terreni contaminati vanno rimossi. C’è bisogno della bonifica integrale. Purtroppo abbiamo perso tre anni a causa della revoca da parte del ministero della gara per la bonifica già aggiudicata. Una scelta disastrosa avallata da M5S e Pd abruzzesi. Ora che la giustizia amministrativa ha dato ragione al Comune di Bussi il Pd la smetta di fare manovre. Si vada avanti con la bonifica integrale delle discariche 2A e 2B. Non è accettabile che vi siano ulteriori ritardi nella rimozione di sostanze tossiche e cancerogene che inquinano la falda. Abbiamo già perso tre anni. Il progetto di Edison, sponsorizzato dal PD, non dà garanzie che venga rimosso tutto il terreno inquinato come invece previsto dal progetto che si è aggiudicato la gara della ditta belga Dec Deme. Va ribadito che i costi saranno sempre a carico della Edison come confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato. Ricordiamo ai consiglieri regionali del PD che se non era per noi 500.000 cittadini starebbero a bere acqua emunta dai pozzi a valle delle discariche chimiche”, affermano Acerbo e Di Sante.

 

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