VELENI BUSSI: MINISTERO, ‘EDISON DICA ENTRO 20 GIORNI SE VUOLE PROCEDERE A BONIFICA’

7 Dicembre 2019 09:24

 

PESCARA – La Edison deve comunicare entro 20 giorni se “intende procedere agli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino nel Sito di interesse Nazionale di Bussi sul Tirino”, nelle discariche di veleni chimici a ridosso del paese, denominati “2A” E “2B”. In difetto “si procederà d'ufficio alla realizzazione degli stessi a danno della Edison spa, ai sensi della normativa vigente”.

Il diktat arriva dal direttore generale del Ministero dell'Ambiente del Territorio e del Mare, Maddalena Mattei Gentili, dando ragione al sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, che aveva contestato, in una querelle infiammatasi nei giorni scorsi, la presa di posizione del consigliere regionale del Partito democratico Antonio Blasioli e del capogruppo di opposizione al Comune di Bussi Pino De Dominicis, ex presidente della Provincia di Pescara, che avanzano dubbi su chi dovesse mettere in sicurezza l'area, sostenendo che spettava al Comune, proprietario del terreno, e non, sorprendentemente, alla multinazionale.

La nota del Ministero arriva mentre di fatto si attende da oltre un anno l'avvio dei lavori di bonifica, già aggiudicati nel febbraio 2018 ad un raggruppamento d'imprese guidato dall’azienda belga Dec-Deme e composto da Safond Martini Srl, Elios Ambiente Srl, Sidra Società italiana dragaggi Spa e Cooperativa San Martino soc.coop. Ma i lavori non sono mai partiti, perché il contratto con l'ati aggiudicataria non è stato mai firmato. Lavori comunque in danno della Edison dichiarata essere responsabile delle due discariche, a ridosso del paese, di prodotti chimici, accumulati per decenni, provenienti dal polo chimico del comune pescarese, dove la Edison ha operato fino al 2002.





Motivazione ufficiale della mancata firma sul contratto è che la pratica si è incagliata al Ministero dell'Ambiente, sulla legittimità di utilizzare fondi pubblici, per una bonifica di cui è stato dichiarato responsabile un'impresa privata, appunto la Edison.

Con un accordo di programma sottoscritto il 3 maggio 2017, si è stabilito tra Ministero dell’Ambiente, Regione, Comune di Bussi sul Tirino e Solvay l’acquisizione da parte del Comune dei Siti inquinati al fine di rendere possibile l’utilizzo delle risorse finanziare pubbliche.

Intanto il sindaco può replicare soddisfatto a quanto esternato da Blasioli e De Domincis, che “sono parsi gioire con le loro dichiarazioni sulla convinzione che avrebbe dovuto essere il Comune di Bussi a ripristinare e mettere in sicurezza quelle aree. Ora la nota del Ministero non ha bisogno di commenti da parte del sottoscritto, perché rende palesemente giustizia su quanto affermato finora dalla mia amministrazione, ripristinando la verità tanto attesa. Restiamo in attesa della decisione di Edison”.

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