VELENI DI BUSSI: IN ATTESA BONIFICA SCONTRO TRA PD E SINDACO, PRC E AMBIENTALISTI

18 Novembre 2021 08:57

L'Aquila: Abruzzo

Scontro sempre più duro sulla bonifica delle discariche 2a e 2b di Bussi. il sindaco Salvatore Lagatta accusano il Pd di voler “rallentare” l’opera mettendo in discussione il progetto della Dec Deme, ed “vitare alla Edison di pagare la bonifica. Sulla stessa linea si schiera il Forum H2.

Il consigliere regionale Antonio Blasioli respinge le accuse e contrattacca.

 LA NOTA DEL FORUM H20

Dopo la conferenza stampa di esponenti del PD di lunedì scorso e il dibattito che ne è scaturito, ci troviamo però nostro malgrado a dover intervenire per fare chiarezza da subito sulla questione specifica della bonifica delle altre discariche 2A e 2B a Bussi, quando pensavamo che le cristalline sentenze del TAR Pescara e del Consiglio di Stato avessero spazzato via quelle scorie procedurali che hanno ritardato di anni l’avvio del risanamento anche di quelle ulteriori vaste aree.

In questi 14 anni sul caso del disastro di Bussi come Forum H2O abbiamo rintuzzato le più incredibili proposte e azioni, provenienti praticamente da ogni schieramento, che poi a volte si sono trasformate in ritardi da recuperare.

A mero titolo di esempio ricordiamo quelle più recenti, con il ministro Costa e il sottosegretario Morassut che appoggiano la revoca della gara per le bonifiche delle discariche 2A e 2B, con motivazioni, messe nero su bianco dal dirigente ministeriale Lo Presti, poi censurate pesantemente dal Consiglio di Stato. Azioni spericolate, quelle del Ministero, la cui illegittimità avevamo immediatamente segnalato inutilmente anche a quegli esponenti del PD che oggi addirittura ripropongono quelle stesse motivazioni nonostante appunto siano state smontate pure dalle sentenze.

Ricordiamo anche questioni più antiche, come la proposta messa a verbale il 23 maggio 2007 dall’allora presidente della Provincia De Dominicis, oggi protagonista della conferenza stampa di lunedì scorso, che al momento di perimetrare il SIN chiese ufficialmente di limitare lo stesso alla sola discarica Tre Monti, 3,5 ettari, escludendo quindi l’intera area industriale, le discariche 2A e 2B, i pozzi S.Angelo e molte altre aree che oggi costituiscono un SIN vasto 230 ettari, 65 volte la superficie della sola discariche Tre Monti.

Fortunatamente il Ministero operò diversamente in considerazione dei dati che erano disponibili fin dal 2004. Se fosse passata quella proposta chissà quale sarebbe stata la storia delle discariche 2A e 2B e dell’area industriale che oggi devono venir bonificate a spese di Edison, secondo le ordinanze emanate dalla Provincia di Pescara rispettivamente nel 2018 e nel 2019.

Dopo questi svarioni uno si aspetterebbe maggiore cautela, limitandosi magari a festeggiare l’avvio della bonifica della discarica Tre Monti, seppur a nostra memoria, avendo noi partecipato attivamente a tutte le conferenze dei servizi al Ministero dove abbiamo contribuito a far bocciare la proposta di Edison di lasciare lì i rifiuti e a far approvare il progetto di bonifica il 6 agosto 2018, non ricordiamo di aver visto allora, nel momento della lotta, lo stesso attivismo degli esponenti politici PD che ora giustamente gioiscono.

Riassunto della situazione. Le discariche 2A e 2B sono vaste circa 7 ettari, poste a monte dell’area industriale verso Bussi e lungo il fiume Tirino (la Tre Monti invece è a valle lungo il fiume Pescara).

Il Commissario di Governo Goio nel 2015 bandì una gara per la bonifica integrale con rimozione di rifiuti e terreni contaminati. La gara a febbraio 2018 è stata assegnata a un’ATI guidata dalla società Dec Deme. A giugno 2018 la Provincia individua in Edison la responsabile per la contaminazione che si deve accollare i costi della bonifica. A giugno 2020 il Ministero revoca la gara. Un anno dopo l’11 giugno 2021 il Consiglio di Stato boccia l’operato del ministero, ritenendo illegittima la revoca. Ora il ministero sta procedendo con la validazione del progetto di bonifica di Dec Deme.
Lunedì esponenti del PD hanno proposto di far fare i lavori direttamente a Edison cancellando di nuovo l’esito della gara per l’attivazione del cantiere.

Ci chiediamo se i rappresentanti del PD vogliano accollarsi per senso di responsabilità i costi delle loro proposte e non farli pagare allo Stato.

Infatti come è noto grazie all’ultima sentenza della Cassazione (e alle precedenti di Consiglio di Stato e TAR) nel progetto Dec Deme il costo integrale della bonifica sarà poi ripagato da Edison, soggetto responsabile della contaminazione.

L’autocensura preventiva – cioè che sarà faticoso recuperare i soldi dalla multinazionale, ipotesi ventilata improvvidamente dall’avvocatura dello Stato oltre un anno fa – è stata poi bocciata sonoramente dal Consiglio di Stato, anche perché sarebbe come ammettere che lo Stato non sia in grado di recuperare denaro da una grande multinazionale con cui ha anche rapporti quotidiani per rilevanti questioni, come quelle energetiche (vedi capacity market).

Con un progetto svolto direttamente da Edison, i rappresentanti del PD ammettono – anzi, lo propongono! – che comunque dovrà essere pagata Dec Deme che avendo vinto la gara potrà pretendere il mancato guadagno, pari immaginiamo almeno a 5-10 milioni di euro. Soldi che a questo punto dovrebbe metterci lo Stato.

Con l’ipotesi PD la bonifica avrebbe un costo di milioni di euro per lo Stato, alla faccia del principio “chi inquina paga”

Il segretario regionale del PD Fina sostiene esserci un progetto di Edison per le discariche 2A e 2B consultabile sul sito WEB del Ministero.

Sulle pagine web ministeriali dedicate al SIN di Bussi in realtà non vi è alcun progetto. Ovviamente di conseguenza non vi è neanche alcuna conferenza dei servizi convocata per discuterne.
C’è solo una presentazione power-point di n.6 (sei) slide con un verbale a commento delle stesse che contiene una mera proposta di piano operativo per giungere, dopo 6 mesi secondo il crono-programma visibile nella slide, al progetto di bonifica (https://www.mite.gov.it/sites/default/files/bonifiche/Bussi/2020/tavoli_tecnici/tt_01_10_2020.zip).

Solo a quel punto sarebbe stato disponibile il progetto rendendo possibile avviare la necessaria conferenza dei servizi per l’approvazione (per Tre Monti è durata più di due anni giusto per spiegare a Fina i tempi per il varo di un progetto da zero…).

Tali slides erano state inviate al Ministero da Edison dopo la revoca della gara, poi dichiarata illegittima. Pertanto l’iter della proposta Edison si è ovviamente fermato a quello stadio del tutto embrionale, distante anni luce dalla consistenza di un progetto di bonifica.

Edison o Dec Deme: quando un solo particolare può cambiare il futuro della qualità dei terreni di un’area (e i costi per Edison)

Quale sarebbe la vostra risposta alla seguente domanda: quale procedura di bonifica scegliere tra un’opzione 1, che sicuramente porterà gli inquinanti nei terreni ai valori più restrittivi possibili, e un’opzione 2, nella quale oggi non si sa quali concentrazioni dei contaminanti saranno alla fine lasciate nei terreni?

Noi da subito abbiamo scelto il percorso più cautelativo con soglia certa da subito e più restrittiva possibile; il PD incredibilmente l’altra!

Edison aveva infatti proposto di arrivare al progetto di bonifica tramite la cosiddetta analisi di rischio per calcolare i valori delle concentrazioni dei contaminanti nei terreni da raggiungere con la bonifica.

Qui serve una breve e semplice spiegazione che è FONDAMENTALE per comprendere queste vicende.

Tutte le procedure di bonifica partono quando in un terreno si trova una concentrazione di contaminante oltre una soglia fissata dalla legge. Facciamo l’esempio del mercurio: per legge il limite nei suoli per far scattare la procedura è 1 milligrammo/kg.

Una volta tolti i rifiuti se il terreno sottostante ha, per fare un esempio, 50 milligrammi/kg, quindi superiore alla soglia di 1, allora parte l’analisi di rischio per individuare per quel contaminante il valore accettabile in quello specifico caso, valore che potrà risultare anche molto più elevato della soglia iniziale di legge che fa scattare la procedura (come detto 1 mg/kg).

Nell’analisi di rischio si valutano molti fattori che possono limitare l’esposizione del contaminante presente con gli umani. Ad esempio, se un terreno è coperto di asfalto magari l’analisi di rischio ti dice che quei 50 mg/kg di mercurio, anche se superiori di 50 volte alla soglia iniziale, sono accettabili. A quel punto quel terreno resta lì e l’area viene dichiarata bonificata!

Infatti, per fare ipotesi di scuola, dalle analisi di rischio può venire fuori nei diversi siti che a Gela la concentrazione “accettabile” è 10 mg/kg, a Marghera 50 e a Taranto 100. Magari in un altro sito è 1. Sembrerà incredibile ma è così.

Ci verrebbe la voglia di dire: è l’analisi di rischio, bellezza! Una procedura totalmente pro-aziende purtroppo introdotta nel codice dell’ambiente nel 2006!

Con il progetto Dec Deme che succede? Al contrario con questo progetto, sulla base di quanto deciso dalla gara di appalto iniziale, è stata scelta una procedura diversa, chiamata semplificata, anch’essa prevista dalla legge e ritenuta corretta anche dal Consiglio di Stato. È molto più cautelativa, in quanto elimina il passaggio dell’analisi di rischio e prevede di riportare i contaminanti nei terreni direttamente alla soglia di legge iniziale, cioè ad esempio per il mercurio a 1 mg/kg che appunto è il valore più restrittivo possibile.

Cioè si scava e si smaltiscono i terreni fino a trovare un suolo con valori di concentrazione sotto la soglia più restrittiva.

Quale delle due opzioni scegliereste per il futuro di Bussi, visto che a pagare sarà sempre Edison? Quella più cautelativa e restrittiva o quella meno?

Il progetto Dec Deme è in una fase molto avanzata (gara svolta, integrazioni progettuali fatte ecc). La validazione del progetto è una procedura assolutamente normale prevista per qualsiasi intervento sopra una certa soglia economica. Non lo sanno gli esponenti del PD?
Invece per il fantomatico progetto Edison non è stata neanche avviata la conferenza dei servizi, cioè siamo all’anno zero. Per la discarica Tremonti, come ricordato, ci sono voluti due anni di conferenza dei servizi solo per approvare il progetto di Edison e altri tre per avviarlo materialmente.

Questi fatti smentiscono totalmente quanto dichiarato dagli esponenti del PD circa i tempi della loro ipotesi.

Tra l’altro è veramente singolare e surreale che ora parlino di possibili ritardi quando i loro rappresentanti ministeriali hanno appoggiato una revoca illegittima che ci ha fatto perdere oltre due-tre anni di tempo.

Chiediamo a tutti maggiore responsabilità nel trattare una vicenda complessa e grave quale quella di Bussi, studiando attentamente gli atti e partecipando alle riunioni avendo a cuore la bonifica dei terreni e delle acque e il principio “chi inquina paga”. Sabato prossimo sarà l’occasione per ribadire questi principi.

LA NOTA DI BLASIOLI 

Le dichiarazione dei due esponenti di Rifondazione comunista come al solito sfuggono alla realtà dei fatti e non contribuiscono a svelare agli abruzzesi la verità. Con queste poche righe di replica spero di poter aiutare a comprendere.

Riaffermiamo la nostra richiesta, avanzata ormai in ben due conferenze stampa: il 12 luglio 2021 e il 15 novembre 2021. Noi abbiamo chiesto che la Regione Abruzzo, assieme al Comune di Bussi, incontri il Ministero dell’Ambiente e verifichi se i nostri dubbi (che sono gli stessi per cui per 19 mesi il Ministero giallo-verde [senza Pd] non ha sottoscritto il contratto con DecDeme, sulla bonifica delle aree ex 2A e ex 2B) siano fondati e, se legittimi, si cambi strategia. Questo abbiamo detto e questo ribadiamo per il nostro territorio.

Che il PD, che chiede il rispetto del “chi inquina paga”, a loro dire sarebbe complice di chi ha inquinato, è una fantasia degna di un film della Walt Disney, come pure l’illazione che sottoporremo a rilettura del nostro Partito che vorrebbe bloccare la bonifica.

Basterebbe leggere ogni nostra posizione, dalla relazione della Commissione, ai comunicati, alla conferenza stampa del 12 luglio 2021 (integralmente reperibile online) fino a quella del 15 novembre scorso, per comprendere la posizione del PD, che sostiene che della bonifica se ne faccia carico chi ha inquinato, cioè Edison. Del resto Edison, su richiesta del Ministero, aveva presentato il progetto di bonifica e questo progetto comprendeva anche le aree dei capannoni Ex Iprite e fosgene, attualmente di proprietà del Comune di Bussi e non comprese invece nella bonifica DecDeme che si basa sul progetto Goio. Quindi, se c’è chi deve spiegare la posizione pubblicamente, è chi con la stessa posizione di Fratelli d’Italia, anziché spingere per la bonifica di Edison che ha inquinato, spinge per una bonifica di un privato che lo fa con fondi pubblici,  salvo richiederli successivamente al soggetto riconosciuto inquinatore, fondi che potrebbero essere utilizzati per altri settori di un SIN che conta 232 ettari (e ancora tanti a Bussi) e non solo le aree fin qui citate, ma soprattutto in base ad un progetto di bonifica che ha già sollevato molti dubbi tecnici, non da noi, ma dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e dai dirigenti, che mai lo hanno voluto sottoscrivere. Preciso che i fondi di cui alla L. 10/2011 sono stati fortemente voluti e stanziati, ricordiamolo, proprio dal PD.

Il PD, in due conferenze stampa pubbliche, ha sollevato dei dubbi e li ha sollevati sulla base della documentazione studiata. Non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere il futuro, ma sappiamo che i dubbi sollevati sono tutti lì sul tavolo e sono queste criticità che ci fanno ancor di più propendere per la bonifica a carico di Edison, che aveva presentato il progetto dopo una diffida proprio del Ministero dell’ambiente e che avrebbe proceduto con i giusti tempi tecnici previsti dalla norme. E’ vero che il capping realizzato sulle aree 2A e 2B, anche quello fortemente voluto e portato a casa dal PD e sempre a carico di Edison, ha rallentato la liscivazione e la contaminazione delle falde, ma la bonifica va iniziata il prima possibile e nutriamo dubbi che questo procedimento di DecDeme possa partire ad agosto 2022, come sostengono i rappresentanti di Rifondazione. Lo abbiamo detto e a loro ricorderemo ogni scadenza del cronoprogramma che non verrà rispettata. Per noi è fondamentale che queste criticità vadano approfondite, senza interrompere di un solo giorno il procedimento, che peraltro è in fortissimo ritardo, come abbiamo dimostrato, al fine di capire se questo che passa non sia tempo perso e un ennesimo buco nell’acqua.

Riteniamo quindi, come abbiamo detto in conferenza stampa, che se i dubbi sollevati si dovessero rivelare insormontabili, vada valutata una via alternativa che preveda il coinvolgimento diretto di Edison.

La conferenza stampa di Rifondazione, tuttavia, ci avrebbe appassionato di più se si fosse parlato meno del PD e più dei dubbi che abbiamo sollevato. Ci dirima, quindi, Rifondazione questi dubbi, ci spieghi se i rilievi tecnici sono inventati, ci spieghi mai sostiene un progetto che lascia fuori le aree che il Comune di Bussi ha provveduto ad acquisire benché inquinate, ci spieghi perché non ha reso pubblici i dubbi che abbiamo sollevato noi, con spirito costruttivo, nella conferenza stampa, che sono gli stessi che l’esponente di Rifondazione conosceva, avendo partecipato alla Conferenza di servizi del 25 giugno 2021 e ci spieghi come, sulla base del percorso illustrato, è certo che la ditta individuata supererà il vaglio dell’organismo di valutazione entro novembre, come indicato dal cronoprogramma. Ci spieghi come si può sostenere che ad agosto 2022 partirà la bonifica se siamo ancora ad un progetto definitivo (ma non esecutivo) e che dovrà ancora essere sottoposto a valutazione, per cui non è certo che supererà i rilievi critici già evidenziati all’epoca dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici, quando la società che dovrà effettuare questa valutazione non inizia ancora a lavorare.

Inoltre, sveliamo anche un altro aspetto che spogli la strumentalizzazione posta in essere e aiuti tutti a comprendere perché questi dubbi non siano solo i nostri. L’aggiudicazione del progetto di bonifica a DecDeme è del febbraio 2018. Il Governo era un Governo giallo-verde e non ha proceduto alla sottoscrizione del contratto per i tanti dubbi sollevati dai dirigenti, i quali, dobbiamo presumere, non abbiano voluto firmare il contratto con la società. Solo a settembre 2019 il PD ha avuto il suo rappresentante al Ministero. Qualche domanda ce la dobbiamo porre se in 19 mesi nessuno ha sottoscritto il contratto. Rifondazione attribuisce al PD questa colpa, ancora una volta strumentalizzando la vicenda, ma buttando fumo negli occhi della cittadinanza. Il Consiglio di Stato ha bocciato la revoca in autotutela degli atti di aggiudicazione sul punto decisivo del passaggio dei 18 mesi di tempo previsti dalla norma per procedere alla revoca, ma i dubbi tecnici sono rimasti tutti ed è proprio per questi dubbi che, a fronte di un progetto di bonifica pronto a partire, quello di Edison, che è il soggetto inquinatore, noi riteniamo che potrebbe avere meno rischi, essere più giusto e rispondente al principio del “chi inquina paga” e soprattutto essere più completo, comprendendo tutte le aree, anche quelle dei capannoni che con l’altro progetto resterebbero fuori, ma come abbiamo più volte precisato, non siamo contrari ad un progetto di bonifica diverso se è attualizzabile e concreto.

Un appunto, infine, per quel che riguarda la bonifica di Tre Monti, che partirà la prossima settimana e che rappresenta un risultato enorme; non una sola parola è stata spesa dai due esperti per rimarcare il ritardo della Regione Abruzzo. Da chi tiene al territorio ci si sarebbe attesa una parola durante i ritardi nella concessione dell’Autorizzazione Unica Ambientale, ma di questo si è occupato solo e sempre il PD, che oggi giustamente esulta per l’avvio della bonifica che ci ha visti impegnati, come sono stati determinanti e lo abbiamo riconosciuto: Procura della Repubblica, Corpo forestale dello Stato, Avvocatura di Stato. Insomma, nulla di nuovo sotto al sole di Rifondazione che, anziché cercare le vere colpe e riscontrare l’impegno, mai ha detto una parola tra la data dell’approvazione del progetto di bonifica, che risale ad agosto 2018, fino a ieri, né quando si dovevano sollecitare gli atti autorizzativi della Regione, colpevolmente tardivi, né quando si doveva individuare il vero responsabile del ritardo.

Per fortuna le nostre attività in Consiglio regionale sono pubbliche e mi riferisco non solo alla Commissione d’inchiesta, ma anche all’interpellanza discussa il 29 settembre 2020, che evidenziava questi enormi ritardi della Regione, ritardi riconosciuti dall’Assessore regionale Campitelli, come si può leggere dagli atti.

Voglio sperare che questa ennesima precisazione aiuti a superare la smania di protagonismo di qualcuno e induca ad un atteggiamento più cauto nel solo interesse della bonifica e del territorio.

Una forza politica che s’impegna, studia e cerca di anticipare quello che potrebbe accadere è ciò che è il PD in Val Pescara e per questi obiettivi mai ci tireremo indietro.

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