VENDITA CARBURANTI, FRODE DA 82MLN EURO
PESCARA, 56 INDAGATI DI CUI 3 ABRUZZESI

5 Agosto 2020 13:13

PESCARA – Una frode fiscale da 82 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Pescara che ha indagato 56 persone.

Sequestri di beni richiesti per 16,7 milioni di euro.

L'operazione, coordinata dal Pm Anna Rita Mantini della Procura della Repubblica di Pescara, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa, dal comandante provinciale colonnello Vincenzo Grisorio e dal tenente colonnello Franco Tuosto che hanno spiegato come le indagini sono partite dopo due verifiche avviate nel 2019 nei confronti di due società pescaresi che gestiscono alcuni distributori di carburanti nel capoluogo e in provincia e che riuscivano a praticare prezzi concorrenziali rispetto ad altri.

Dai primi riscontri è emerso come i prezzi di acquisto dei carburanti risultassero sistematicamente più bassi anche di quelli all'ingrosso praticati da note compagnie.

Rilevata questa anomalia, i finanzieri hanno iniziato ad indagare sulla filiera di approvvigionamento e sui fornitori del prodotto, attraverso controlli fiscali, commerciali e cartolari capillari che hanno fatto scoprire 29 società cartiere (di fatto inesistenti o fittizie) che, frapposte nella filiera commerciale, ed evadendo l'Iva, facevano in modo di fornire alle società poi controllate un prodotto a basso costo perché sgravato dall'Iva evasa.






In pratica la società cartiera acquistava solo sulla carta il carburante dal grossista, emettendo una lettera di intenti falsa con la quale si dichiarava esportatore abituale, per beneficiare dell'esenzione Iva, con il carburante poi destinato alle imprese pescaresi che lo immettevano sul mercato a prezzi concorrenziali.

I 56 indagati devono rispondere di dichiarazioni fraudolente ed emissione di fatture false: tre sono abruzzesi mentre gli altri sono di regioni del Nord e Centro Italia.

Nei giorni scorsi, su 16,7 mln di euro richiesti a sequestro, i militari hanno eseguito un sequestro di 11,766 mln di euro, e nel dettaglio 25 immobili (terreni e fabbricati) per 6,3 mln di euro, quote societarie per 2 mln e disponibilità contanti per 3,5 mln.

“Si tratta di una indagine – ha detto il colonnello Grisorio – fondamentale in un settore importante come quello della vendita di carburanti in un territorio come quello della provincia di Pescara e dove, grazie al lavoro dei nostri uomini abbiamo scoperto, partendo da due verifiche fiscali, risalire attraverso la filiera della vendita di carburanti da parte di due società pescaresi di 8mila tonnellate di carburanti venduti negli ultimi cinque anni in maniera slealmente concorrenziali, con una evasione di 18 mln di euro di Iva, recuperata in gran parte con i sequestri effettuati nelle ultime ore”.

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