VERSO IL VOTO: BAGNAI, “PACE FISCALE PER FAR RIPARTIRE ITALIA”, “SUPERBONUS: RINNOVARLO, MA AD 80%”

19 Settembre 2022 13:53

Chieti - Politiche 2022

L’AQUILA – “Combattere l’evasione fiscale”, e in parallelo affermare la pace fiscale, a vantaggio di quei contribuenti che hanno dichiarato le loro imposte, ma che sono nella impossibilità oggettiva di pagare, consentendo dunque una rateizzazione e un taglio di quanto dovuto all’erario con il ‘saldo e stralcio’. In quanto la “priorità è ora quella di garantire liquidità alle imprese per far ripartire l’economia”. Per quanto riguarda invece il superbonus al 110%, “garantire le stesse condizioni fino alla scadenza naturale della misura, ma poi arrivare gradualmente ad una riduzione all’80%, che è il livello degli altri bonus edilizi”.

Questi i temi affrontati, e le proposte formulate nell’intervista ad AbruzzoWeb da Alberto Bagnai, senatore uscente della Lega, eletto in Abruzzo, responsabile economico del partito, componente della Commissione Finanze a Palazzo Madama, ricandidato alle elezioni politiche di domenica 25 settembre con la Lega per il centrodestra nel collegio uninominale di Chieti.

“Quello dell’evasione è senz’altro un problema, è un comportamento illecito e va contrastato e combattuto, e né la Lega, né il centrodestra sono dalla parte degli evasori – esordisce Bagnai -. Questo ci tengo a dirlo, perché viene data una rappresentazione un po’ macchiettistica delle nostre proposte. Il tema della pace fiscale è diverso: dopo una pandemia che ha visto molte aziende chiudere per motivi sanitari, dopo una crisi energetica che purtroppo potrebbe far chiudere altre aziende per l’insostenibilità dei costi, noi dobbiamo porci il tema della liquidità delle aziende, sul come assicurare loro le risorse per essere operative e risollevarsi”.

Spiega poi l’economista: “La pace fiscale non è un condono. Parliamo di contribuenti che hanno dichiarato le loro imposte, ma sono nell’impossibilità di onorare il loro debito con l’erario per una serie di problemi oggettivi, come quelli causati appunto dall’impossibilità di fatturare durante la pandemia, ed ora per l’insostenibilità dei costi delle bollette. Quello che questi contribuenti onesti, e sottolineo onesti, vogliono è semplicemente la possibilità di rateizzare questo carico fiscale e anche avere la possibilità, in alcuni casi, di accedere al cosiddetto ‘saldo e stralcio’ cioè di patteggiare con lo Stato, ma sulla base di un debito verso l’orario riconosciuto, pagando una percentuale, e ripartendo tirando una linea”.

C’è poi il tema centrale dell’inesigibilità di buona parte delle tasse: “C’è chi va in giro a dire che gli italiani hanno in tasca un tesoretto da mille miliardi, quindi due terzi del Pil italiano. E’ il cosiddetto magazzino fiscale, soldi che sono dovuti all’erario, e dunque, si sostiene, occorre recuperare questo denaro con cartelle e con pignoramenti. Io non voglio certo dire che si debba evadere, che non si debbano pagare le imposte, ma vanno letti e capiti i numeri: se si prendono i dati effettivi dell’Agenzia delle entrate, quelli che ha portato in Commissione finanze, si scopre che del magazzino fiscale, la maggior parte dei soldi sono di fatto inesigibili. Per l’esattezza, il 13% riguarda soggetti deceduti, aziende che sono fallite e per un altro 12% e di persone che sono nullatenenti all’anagrafe tributaria, poi c’è un 45% che è già sottoposto ad azioni cautelari con pignoramenti in corso. Insomma, di questi mille miliardi, solo 86 miliardi risultano effettivamente esigibili e, altro aspetto importante, oltre l’80% di queste pratiche riguardano cartelle sotto i mille euro”.

Morale della favola: “E’ la stessa Agenzia delle entrate che ci chiede di fare pace con la realtà, di poter considerare inesigibili le partite che riguardano nullatenenti, morti e falliti. Quale è infatti il problema dell’Agenzia delle entrate? E’ che se non esercita tutti gli atti, continuando a mandare la raccomandata all’utente, potrebbe essere accusata dalla Corte dei Conti di non far bene il suo lavoro. Quindi siamo in una situazione un po’ paradossale e kafkiana: l’Agenzia delle entrate è costretta a chiedere dei soldi che sa che non ci sono, perché altrimenti un altro pezzo dello Stato potrebbe renderla responsabile del non aver recuperato dei soldi che non ci sono. La Lega ha dunque proposto di applicare le leggi dello Stato già esistenti che consentono di cancellare quelle partite che corrispondono a crediti oggettivamente inesigibili”.

Per quanto riguarda invece il superbonus al 110% Bagnai propone una rimodulazione nel medio lungo periodo.

“Nell’emergenza  il superbonus edilizio è stato prezioso, come altri bonus,  ha consentito alle imprese di alleviare una  situazioni grave, però noi dovremo in prospettiva passare da un’economia dei bonus ad un’economia della semplificazione, con un fisco più leggero e soprattutto più semplice. La proposta della flat tax è sostanzialmente questo. Il superbonus, anche se alla Lega non è mai piaciuto, va mantenuto fino alla sua scadenza, non si possono cambiare le carte in tavola in corso d’opera, e Mario Draghi questo voleva fare, boicottandolo, con la scusa, ottima, di limitare le frodi. Ma dopo, è possibile pensare a una riduzione dal 110% all’80%, gradualmente, facendolo convergere verso l’entità degli altri bonus in ambito edilizio”, spiega l’economista.

L’INTERVISTA 

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