VERSO IL VOTO: CANDIDATI “PARACADUTATI” IN ABRUZZO. SU 13 ELETTI, 4 DA FUORI REGIONE?

di Filippo Tronca

20 Settembre 2022 08:43

Regione - Politica

L’AQUILA – In campagna elettorale entrata nell’ultima incandescente settimana, un tema assai frequentato è quello dei “paracadutati”, ovvero dei candidati “previlegiati” che non hanno legami con quel dato territorio ma la cui elezione in Parlamento è considerata fondamentale, e vengono così piazzati in posti sicuri, nelle liste blindate del Rosaltellum che non prevedono le preferenze dei cittadini, con buona pace degli aspiranti onorevoli locali, che masticando amaro, devono loro malgrado cedere il passo agli “invasori” stranieri.

Avviene in tutta Italia, ed anche in Abruzzo, dove, anagrafe alla mano, e al di là dei distinguo, “paracadutati” sono in primis il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, candidata nel collegio uninominale L’Aquila – Teramo, e sempre in Fdi, nei primi due posti al proporzionale alla Camera dei deputati, il presidente nazionale dei giovani del partito, il romano Fabio Roscani, e la deputata uscente delle Marche, Rachele Silvestri, ex pentastellata.

Nella Lega, c’è poi la parlamentare Laura Ravetto, paracadutata da Cuneo, seconda nella lista proporzionale della Camera, dietro al segretario regionale e deputato uscente, Luigi D’Eramo.

Seppure sia toscano, invece, il senatore ed economista Alberto Bagnai,  blindato per la Lega all’uninominale alla Camera di Chieti, è già stato eletto in Abruzzo nel 2018, frequenta da anni l’Abruzzo e qui svolge l’attività politica, e soprattutto perchè è docente all’università D’Annunzio.

Centrosinistra, M5s e Terzo polo, che devono recuperare lo svantaggio nei confronti del centrodestra, non hanno però certo perso l’occasione di stigmatizzare questa “invasione”. La Lega ha assicurato da parte sua che di fatto i suoi posti eleggibili sono tutti ad appannaggio di candidati abruzzesi, visto che Ravetto sarà eletta in Lombardia, e ha però così inteso marcare le distante, nella dialettica interna alla coalizione rispetto a Fratelli d’Italia.

Al di là di precisazioni e distinguo, c’è chi insiste sul fatto che dei dei già pochi posti disponibili per l’Abruzzo in Parlamento, appena 13 rispetto ai 21 uscenti eletti nel 2018, a causa della riforma costituzionale che ha abbattuto il numero degli onorevoli,  3 eletti dati dal centrodestra come sicuri, ovvero Meloni, Roscani e Silvestri non saranno abruzzesi. E c’è chi aggiunge all’elenco anche Bagnai, per arrivare a 4 “stranieri”.

Ha sottolineato velenosamente il segretario regionale del Pd, Michele Fina, candidato  capolista al proporzionale al Senato: “abbiamo evitato i paracadutati, nell’unica Regione d’Italia in cui il Presidente è un paracadutato”, con riferimento al presidente della Regione  di Fdi, Marco Marsilio, romano e abruzzese di origine.

A sfidare nel collegio aquilano e teramano proprio Giorgia Meloni, per la coalizione “Italia Democratica e Progressista”, è l’indipendente Rita Innocenzi,  sindacalista aquilana della Cgil, che ha subito fissato in una intervista ad Abruzzoweb, un suo argomento forte in campagna elettorale: “Fratelli d’Italia con la sua scelta di candidare in questo collegio la leader nazionale, di fatto sottrarre al territorio aquilano e alla comunità abruzzese un parlamentare, il cui numero è stato già drasticamente ridotto dalle recenti riforme”.

Significativo poi che nella conferenza stampa di presentazione dei candidati, Forza Italia, per voce del segretario regionale Nazario Pagano, senatore uscente e ricandidato capolista alla Camera, abbia più volte insistito sul fatto che i candidati azzurri in Abruzzo sono tutti rigorosamente abruzzesi. Sottintendendo che negli alleati competitor del centrodestra lo stesso non accade.

Ed altrettanto significativo è che Fratelli d’Italia, nel presentare le sue liste, ha magnificato la scelta di Meloni di correre all’uninominale proprio a L’Aquila, come segno di vicinanza  e appartenenza, come attestato di  stima per il partito abruzzese, dove Fdi ha cominciato la scalata al potere, con la conquista del comune dell’Aquila con il sindaco Pierluigi Biondi, rieletto il 12 giugno, e della Regione Abruzzo, con Marsilio.

Una  aquilana “ad honorem” nella visione di Fdi, la Meloni, possibile futura premier, a tutto vantaggio della città e del territorio.

Il paracadutato Fabio Roscani, eletto con certezza in Abruzzo, toglierà un altro seggio a un rappresentante abruzzese. E anche Silvestri sarà nel caso eletta in Abruzzo, visto che nel proporzionale alla Camera nelle Marche è in terza posizione, dietro al deputato uscente Lucia Albano e Antonio Baldelli, con possibilità quasi nulle.

Pertanto si riducono, vittima dei paracadutati, le chance per Antonio Tavani, terzo in lista dietro a Roscani e Silvestri, sindaco di Fara San Martino, coordinatore provinciale e presidente dell’Ater di Chieti.

Significativo infine che per la Lega, nel presentare la lista a Pescara, il segretario D’Eramo abbia con forza sottolineato che “Matteo Salvini che ci ha dato carta bianca, abbiamo candidato, e ne siamo orgogliosi, donne e uomini abruzzesi in posizione eleggibile su tutte e quattro le province, in modo da assicurare a Roma una rappresentanza dell’intera regione. Si tratta di persone capaci ed inserite che hanno già ricoperto con competenza e puntualità importanti ruoli amministrativi, dando prova di saper gestire delicati dossier”.

Spiegando la “abruzzesità delle scelte”, D’Eramo ha sottolineato che Ravetto, candidata al secondo posto al proporzionale della Camera dei Deputati, è candidata in altri quattro collegi proporzionali e in un uninominale, ha un seggio sicuro in Lombardia  e lì sarà eletta,  consentendo la permanenza in Parlamento ad Antonio Zennaro, deputato uscente che “ha già fatto bene in questi anni e che potrà continuare a portare avanti il suo lavoro”.

Infine per quanto riguarda Bagnai, D’Eramo ha tagliato corto: il senatore è un fiore all’occhiello della Lega, abruzzese di fatto, dove è stato eletto cinque anni fa e dove ha svolto la sua attività politica, garantendo una costante presenza, tenuto conto anche della sua attività di docente universitario alla D’Annunzio, e che da tanti anni viene pure in vacanza in Abruzzo.

Argomenti che però non hanno fatto breccia su parte della Lega chietina, che sperava in una candidatura di un rappresentante del territorio. E figuriamoci nei competitor del centrosinistra, M5s e centristi.

Allargando lo sguardo, tra i “paracadutati” eccellenti in Italia ci sono la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, veneta ma candidata in Basilicata con Forza Italia, il ministro della Cultura Dario Franceschini, ferrarese ma candidato con il Partito democratico a Napoli, e la compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina, che correrà per l’uninominale alla Camera nel collegio blindato di Marsala, in Sicilia.

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