VERSO IL VOTO: CASTALDI, “TORNO A FARE IMPRENDITORE, ORGOGLIOSO REGOLA DUE MANDATI M5S, NOI DIVERSI”

10 Agosto 2022 13:58

Regione - Politiche 2022

L’AQUILA – Mentre gli altri partiti in queste ore si contendono i posti in lista blindati, decisi dai segretari di partito,  noi daremo voce ai cittadini che potranno democraticamente decidere chi li rappresenterà eventualmente in Parlamento. Io non ci sarò perché ho fatto due mandati. Tornerò alla mia attività imprenditoriale, nel settore della fornitura alberghiera. Ma il mio cuore e la mia mente resteranno tutte per il MoVimento 5 stelle”

Così nell’intervista streaming  al coordinatore regionale del Movimento 5 stelle,  il due volte parlamentare e senatore uscente Gianluca Castaldi,  in vista del voto del 25 settembre. In queste ore tutti i partiti sono impegnati a compilare le liste che dovranno essere depositate il 22 agosto all’ufficio elettorale in Corte d’Appello e ancor prima, entro il 14 agosto, dovranno essere depositati i simboli elettorali al Ministero dell’Interno.

Sono invece  43 gli aspiranti parlamentari del Movimento 5 stelle in Abruzzo, 30 per la Camera e 13 per il Senato, che parteciperanno alle Parlamentarie previste per martedì 16 agosto, quando a decidere chi saranno i candidati pentastellati alle elezioni del 25 settembre, saranno i 4.300 iscritti abruzzesi al Movimento, votando sulla piattaforma web Skyvote. Le liste ufficiali andranno poi consegnate tra il 21 e 22 agosto.

I nomi non sono stati ufficializzati, in quanto sono in corso le verifiche dei requisiti. Ma salvo sorprese ci dovrebbero essere in lizza gli onorevoli al primo mandato uscenti Gabriella Di Girolamo, Daniela TortoValentina Corneli e Carmela Grippa.

Fuori dai giochi invece il coordinatore  Castaldi, che ha già fatto due mandati in Parlamento, come pure, in base alle regole, gli attuali consiglieri regionali in carica, Domenico Pettinari, Giorgio Fedele, Barbara Stella, Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi.

“Il MoVimento 5 stelle farà una campagna elettorale sui temi che erano contenuti nell’agenda che abbiamo proposto a Mario Draghi e che non ha accettato, costringendoci ad astenerci dalla fiducia, per coerenza. Perché riteniamo che sia questo che serve agli italiani. I temi sono ad ad esempio il salario minimo a 9 euro l’ora, il miglioramento e anche un potenziamento del reddito di cittadinanza, la difesa del super bonus per dare risposte a 50.000 aziende vittime delle modifiche sul meccanismo della cessione del credito”.

Infine una frecciata all’ex capo politico pentastellato e vicepremier, Luigi Di Maio, che se n’è andato dal movimento per fondare Insieme per il futuro, e sarà candidato in un posto blindato offerto dal Partito democratico.

“Cosa vuole che le dica, io quando mi sono candidato 10 anni fa ero pienamente consapevole, come poi è avvenuto, che avrei potuto fare massimo due mandati, e che sarei tornato a fare il semplice cittadino. Questa regola Di Maio l’ha rinnegati, vuole evidentemente fare il politico a vita sentendosi indispensabile per il futuro degli italiani e del Paese”.

 

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