VERSO IL VOTO: D’ALFONSO, “NUOVA LEGGE ELETTORALE”. IL MONOLOGO DI’NDUCCIO IN OMAGGIO A FLAIANO

28 Agosto 2022 19:38

Pescara - Cronaca, Politiche 2022

PESCARA – “Serve una nuova legge elettorale che restituisca il trono ai cittadini. Io non ho mai avuto paura, neanche quando hanno progettato attacchi nelle stanze delle istituzioni, ci metto sempre la faccia”.

E’ uno dei passaggi dell’intervento di ieri di Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, senatore uscente del Partito democratico  e candidato come capolista nel proporzionale alla Camera della coalizione “Italia democratica e progressista”, in occasione dell’apertura della campagna elettorale negli spazi dell’ex Cofa a Pescara.

Questi i candidati: all’uninominale al Senato Abruzzo Massimo Carugno, all’uninominale Camera Chieti Elisabetta Merlino; all’uninominale Camera Pescara-Teramo, Luciano Di Lorito, all’uninominale Camera L’Aquila-Teramo, Rita Innocenzi (indipendente).

Al proporzionale del Senato: Michele Fina, segretario regionale Pd, Stefania Catalano ed Ernesto Graziani.

Al proporzionale della Camera, oltre a D’Alfonso, Stefania Di Padova, Fabio Ranieri e Emma Zarroli.

Tra i protagonisti della serata il testimonial d’eccezione della campagna elettorale di D’Alfonso, il comico e cantautore pescarese ‘Nduccio, al secolo Germano D’Aurelio, suo personale amico, che si è reso protagonista del monologo “Lettera di Flaiano a Scarpitti”, ispirata al grande scrittore e sceneggiatore pescarese Ennio Flaiano.

“Un altro difetto abruzzese, il più grave, quello del pudore dei propri sentimenti… Aggiungerei, il pudore di non chiedere! La rassegnazione di accettare il proprio destino così com’è. La candidatura di Luciano oggi, diversamente, è la possibilità di chiedere, di cambiare, di ottenere. E’ giunta l’ora, vogliamo la Luna”, uno dei passaggi topici.

“Non era tempo di elezioni – ha proseguito D’Alfonso – , ma per la brama di potere è stato mandato a casa il governo di Mario Draghi, anziché continuare in questo periodo molto difficile con un esecutivo che potesse portare il Paese fuori dalle sabbie mobili. Bramosi di potere soprattutto il centrodestra e M5s. Noi ora dobbiamo dare continuità al centrosinistra, perché il  centrodestra è incapace di governare e amministrare. Ci sono tre miliardi in gioco in Abruzzo del  Pnrr, che non andrà ridiscusso, occorre solo mettere le risorse a terra.

IL MONOLOGO DI ‘NDUCCIO

Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora “nu cristiane”), la benevolenza dell’umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie, quel fermarmi alla prima impressione e non cambiare il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei.

Quel senso ospitale che è in noi, un po’ dovuto alla conformazione di una terra isolata, un’isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne…  le nostre cattedrali!

Tra i dati negativi della stessa eredità: il sentimento che tutto è vanità, ed è quindi inutile portare a termine le cose, inutile far valere i propri diritti; misto al senso profondo della giustizia e della grazia, a un’accettazione della vita come preludio alla morte.

Da qui il disordine quotidiano, l’indecisione, la disattenzione a quello che ci succede attorno. Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine con una sola morale: il Lavoro.

E con le nostre Madonne vestite a lutto e le sette spade dei sette dolori ben confitte nel seno.

Un altro difetto abruzzese, il più grave, quello del pudore dei propri sentimenti… Aggiungerei, il pudore di non chiedere!

La rassegnazione di accettare il proprio destino così com’è. La candidatura di Luciano oggi, diversamente, è la possibilità di chiedere, di cambiare, di ottenere.

 

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