VERSO IL VOTO: LA CARICA DEI 101 SIMBOLI.
PD, OGGI LISTE, TENSIONI. DOMANI PARLAMENTARIE M5S

15 Agosto 2022 09:01

Italia - Cronaca, Politiche 2022

ROMA  – Sono in tutto 101 i contrassegni depositati al Viminale per concorrere alle elezioni politiche in programma il 25 settembre. Il tempo utile per presentare i simboli è terminato alle ore 16. I simboli sono stati presentati da 98 soggetti politici. Ora parte l’attività istruttoria del Viminale. Entro 48 ore, ovvero entro la mezzanotte del 16 agosto, verranno notificati gli ammessi e i ricusati, poi saranno concesse altre 48 ore per presentare le eventuali integrazioni, modifiche richieste, o ricorsi. La partita dei simboli al Viminale dunque si chiuderà definitivamente il 18 agosto.

La stragrande maggioranza di loro dovrà raccogliere le firme per essere sulle schede elettorali. Le liste andranno presentate nelle varie Corti d’Appello domenica 21 e lunedì 22 agosto.

E comporre il puzzle, per i partiti che già sono certi di partecipare non sarà facile, visto che il numero dei parlamentari eleggibili si è dimezzato.

Il primo a chiudere i giochi in ampio anticipo potrebbe essere il Partito democratico che oggi tiene la direzione nazionale per stabilire i suoi candidati. In origine, la Direzione de Pd doveva tenersi nella mattinata , poi è slittata nel primo pomeriggio, infine l’ultimo appuntamento: in serata, alle 20. Perché “Nessuna tensione, ma fisiologiche discussioni”, dicono dal partito, ma è chiaro che il problema c’è.

L’Abruzzo ha proposto  come capolista alla Camera al proporzionale Michele Fina, segretario regionale del partito, mentre capolista al proporzionale al Senato, anche qui nessuna sorpresa, il senatore ed ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Il Pd dato intorno al 23% potrebbe eleggere due parlamentari, Fina e D’Alfonso, dei 13 in Abruzzo, ma anche un terzo, ovvero la seconda della lista al proporzionale alla Camera, Stefania Di Padova, assessore comunale di Teramo, dove si voterà nella primavera prossima.

Nel Pd forti sono le fibrillazioni però per gli esclusi, e il senatore pugliese Dario Stefàno,  ha annunciato che riconsegnerà la tessera in quanto la sua candidatura è stata sacrificata assieme ad altre per fare spazio a esponenti vicini al governatore Michele Emiliano, dentro e soprattutto fuori dal partito.

A Bologna è rivolta della base per la  ricandidatura nel collegio uninominale del Senato di Pier Ferdinando Casini. 

I dirigenti locali della Toscana non hanno gradito il fatto che il Nazareno starebbe pensando di paracadutare nella loro Regione i leader alleati Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana, Angelo Bonelli, dei Verdi, Roberto Speranza ministro della Salute di Leu, e Benedetto Della Vedova di + Europa.  In Lombardia dovrebbe correre anche Susanna Camusso, ex segretaria generale della Cgil.

Il Movimento 5 stelle ha pubblicato sul proprio sito la lista dei 2000 candidati che correranno alle Parlamentarie del prossimo 16 agosto.

Tra i punti del programma il salario minimo legale di 9 euro lordi l’ora e agevolare la sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato, la riduzione dell’orario lavoro a parità di salario e il rafforzamento del reddito di cittadinanza.

Come annunciato, anche il leader pentastellato Giuseppe Conte ha inviato la propria autocandidatura per il collegio della Camera Lazio 1.

Tornando ai simboli: la Cassazione avrà quindi altri due giorni per decidere sugli eventuali ricorsi: dunque il ministero dell’Interno entro il 20 agosto comunicherà alle Corti di Appello i nomi dei rappresentati per le liste. Dopodiché i partiti promossi dovranno presentare, il 21 e 22 agosto, la lista dei candidati nei tribunali e nelle Corti d’appello dei capoluoghi.

Tra gli ultimi simboli depositati arriva anche Italiani con Draghi – Rinascimento, unico logo con il nome del presidente del consiglio: oltre alla scritta Italiani con Draghi il simbolo è corredato da una striscia tricolore.

Il premier Mario Draghi non era al corrente del simbolo Italiani con Draghi, fa sapere Palazzo Chigi in riferimento ai requisiti di trasparenza del simbolo che, a questo punto, potrebbero non essere soddisfatti portando anche all’annullamento.

I contrassegni sono 101, perché Pd, Italia democratica e progressista’ ha presentato un simbolo leggermente diverso per le circoscrizioni estere (la scritta ‘Italia democratica e progressista’ è in corsivo invece che in stampatello).

‘Alleanza Verdi Sinistra’ ha inoltre presentato simboli in lingua tedesca e slovena per le circoscrizioni di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Nel 2018 i simboli depositati furono 103.

Le grandi coalizioni sono soltanto due: centrodestra e centrosinistra. Terzo polo e M5s si cimentano con un unico simbolo e senza alcun alleato.

Il centrodestra corre in Italia con un programma in comune e con quattro simboli: FdI, Lega, FI e Noi moderati. Ogni forza ha il proprio capo politico. All’estero i centristi passano la mano e ci sarà un simbolo unitario ‘Salvini-Berlusconi-Meloni’.

Il centrosinistra corre in Italia e all’estero con quattro simboli: ‘Pd. Italia democratica e progressista’, Impegno civico, ‘Alleanza Verdi Sinistra’, +Europa. Ogni forza ha il proprio capo politico e programma.

Il terzo polo di Azione e Italia viva ha un unico simbolo e non è in alcuna coalizione. Il capo politico è Carlo Calenda. M5s corre da solo in Italia e all’estero. Il capo politico è Giuseppe Conte.

Clemente Mastella raccoglierà le firme per presentare la moglie Sandra Lonardo nell’uninominale per la Camera a Benevento (Noi di centro).

Cateno De Luca tenterà di correre nell’uninominale in Sicilia (Sud chiama nord). Roberto Fiore spera che Forza Nuova possa essere esentata dalla raccolta delle firme, in virtù del collegamento con l’associazione europea di estrema destra Apf. ‘Unione popolare con De Magistris’ afferma di avere già raccolto le firme necessarie per il Lazio.

Le elezioni politiche 2022 registrano la novità di un ex Presidente del Consiglio e di un ministro degli Esteri in carica, seppur dimissionario, che depositano personalmente il proprio simbolo al Viminale. Sono Giuseppe Conte e Luigi Di Maio.

All’ufficio elettorale del ministero dell’Interno operano in prima persona anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli (per il leghista si tratta di una tradizione consolidata), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci (Impegno civico), l’ex Guardasigilli Clemente Mastella e l’ex pm Antonio Ingroia, protagonista del processo Dell’Utri e presentatore con Marco Rizzo del simbolo ‘Italia sovrana e popolare’.

Le uniche forze politiche che hanno messo nel simbolo la propria famiglia europea sono FI (Ppe), Azione-Iv (Renew Europe), ‘Alleanza Verdi sinistra’ (Europa verde, European Green Party), Forza Nuova (Apf).

È  preponderante la personalizzazione della politica. Ben 26 simboli contengono il nome di un leader: Merlo (Maie), Calenda, Mastella, Salvini, Cateno De Luca, Giarrusso, Panzironi (Rivoluzione sanitaria), Pappalardo/Presutti (Gilet arancioni), Paragone (Italexit), Nappi (Naturalisti), Lista Pannella, Berlusconi, Adinolfi/Di Stefano (Alternativa per l’Italia), Lupi/Toti/Brugnaro, Musso (Forza del popolo), Di Maio (Impegno civico), Meloni, Papale (Luce del sud), Salvini-Berlusconi-Meloni (centrodestra all’estero), Sgarbi (Rinascimento), De Magistris, Peretti (Democrazia cattolica liberale), Cappato (Referendum e democrazia), Bonino, Palamara (Oltre il sistema) e Draghi (il simbolo è ‘Italiani con Draghi. Rinascimento’ ma a palazzo Chigi non sanno nulla di questo contrassegno).

Marco Cappato intende raccogliere le firme necessarie solo con modalità digitale. “Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Mario Draghi perché le elezioni non siano antidemocratiche – dice Cappato ai giornalisti – servono 60mila firme distribuite in tutto il Paese per poter partecipare alle elezioni e chiediamo di poter utilizzare le firme digitali per rivitalizzare la democrazia. Come già accade per i referendum, le firme digitali devono essere valide per partecipare alle elezioni politiche. Noi raccoglieremo le firme solo in modalità digitale. Chiediamo a Draghi di equiparare referendum ed elezioni politiche”.

Entro il 16 agosto il Viminale deciderà in prima battuta sui ‘doppioni’: ci sono quattro Democrazie cristiane; due Pli; due ‘Sud chiama Nord’; due Unioni popolari con De Magistris; un Partito comunista italiano e un Partito comunista dei lavoratori; svariate liste che includono la parola ‘moderati’.

Gli interessati entro il 18 agosto potranno adeguarsi e modificare il simbolo contestato oppure presentare ricorso presso l’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione.

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