VERSO IL VOTO: OPPORTUNITA’ ZONE ECONOMICHE SPECIALI, D’ALFONSO SCRIVE A IMPRESE ABRUZZESI

30 Agosto 2022 16:31

Pescara - Cronaca, Politiche 2022

PESCARA – “Vi chiedo di darmi il vostro aiuto raccontandomi lo specifico della vostra realtà e le difficoltà che affrontate e che grazie allo strumento legislativo e al lavoro di squadra possiamo continuare a fronteggiare, assicurando così a voi che avete creduto nelle potenzialità del nostro Abruzzo, investendo in questa meravigliosa terra, oltre alle opportunità derivanti dalla ZES, la concretizzazione dei vantaggi previsti dagli ulteriori strumenti normativi messi in campo, anche tramite eventuali proposte di ulteriore innovazione che possiamo mettere in campo”.

La richiesta agli operatori economici, in una lettera a firma del senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso, ex presidente della Provincia di Pescara a soli 29 anni, poi due volte sindaco di Pescara, ex consigliere regionale e governatore, oggi senatore uscente e presidente della Commissione Tesoro e Finanze, candidato al proporzionale della Camera dei deputati con il Partito democratico, il 25 settembre, di fatto certo dell’elezione.

LA LETTERA

Carissimi,

in questi anni, come sapete, il legislatore nazionale ha assunto una serie di iniziative importanti rispetto all’attività d’impresa e alla relativa attrattività degli investimenti, che hanno riguardato anche la nostra amata Regione Abruzzo .

Il percorso è stato scandito, tra gli altri:

•     dall ‘adozione del DL 91/ 2017, che ha istituito le Zone Economiche Speciali (ZES) per favorire lo sviluppo dell ‘attività d ‘impresa nelle regioni del Paese meno sviluppate e in transizione,·

•     dai commi da 61 a 65 dell ‘art. 1 della legge 20512017, che – istituendo le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) – hanno esteso ai porti del Nord Italia alcune delle agevolazioni previste per il Mezzogiorno dal citato DL 91117,·

•    dall ‘art. 1 comma 313 della L. 16012019 che, modificando il regime contemplato dalla L. 205117 con riguardo alle ZLS, ha operato la sostanziale equiparazione alle ZES delle ZLS, che infatti inforza di tale provvedimento hanno assunto il nome di ZLS rafforzate.

Un’area speciale ubicata all’interno delle ZES o delle ZLS è stata inoltre identificata dall ‘art. 3-ter del Decreto Legge n° 135 del 2018, convertito in Legge n° 12 del 2019, che, modificando l ‘art. 5 del DL 9112017, ha previsto le Zone Franche Doganali Intercluse (ZFDI) originariamente introdotte dall’art. 243 del Regolamento UE n° 952 del 2013, il Codice doganale dell ‘Unione Europea. Senza la ZFDI, la ZES o la ZLS non possono offrire alle imprese che in esse operano agevolazioni doganali, ma solo agevolazioni fiscali  ed amministrative.

Pertanto quest’ultimo tipo di zona economica speciale è essenziale per avere una ZES od una ZLS completa nel senso che può offrire tutte le tipologie di agevolazioni di cui essa è capace (fiscali, doganali e amministrative) .

L ‘iniziativa del legislatore si colloca in un quadro internazionale che ascrive alle ZES, cresciute nel mondo dalle 500 del 1997 alle circa 5.400 attuali, un ruolo strategico per reagire alla crescente concorrenza internazionale nell’attuazione degli investimenti esteri, offrendo benefici fiscali  e doganali e semplificazioni amministrative e burocratiche in aree geograficamente delimitate.

Le ZES e le ZLS rafforzate italiane non mancano di valorizzare le prerogative d’ordine fiscale, mediante il riconoscimento di un credito d’imposta commisurato alla quota del  costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro, attingibile nelle ZES e nelle ZLS rafforzate, e la riduzione dell ‘imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dellattività nella zona economica speciale del 50%, prerogativa quest’ultima peraltro riconosciuta dall ‘art. 1 co. 173-176 della Legge Finanziaria 2021 alle sole ZES.

Importanti appaiono le risorse previste nel PNRR per interventi di infrastrutturazione all’interno delle ZES: 63O milioni di euro, divisi tra le 8 aree (Abruzzo, Campania, Adriatica, Ionica, Calabria, Sicilia orientale, Sicilia occidentale, Sardegna), sono destinati  agli  interventi  sull ‘ultimo miglio,  ovvero  ai  collegamenti all ‘interno delle ZES tra le aree industriali, le aree portuali e la rete  ferroviaria, nazionale e trans europea, così come con la rete autostradale . Inoltre, il PNRR destina ulteriori 1,2 miliardi di euro ad interventi di rafforzamento dei porti del Mezzogiorno d’Italia.

Proprio per dare maggiore impulso alle ZES in relazione agli investimenti previsti nel PNRR, queste sono state nel tempo riformate con:

•     il  decreto-legge     “Governance  e  Semplificazioni ‘  (DL  n.   7712021 convertito in legge n. 10812021);

•     il decreto-legge  “Recovery” (DL n.  15212021 convertito  in legge n. 23312021);

•     il decreto-legge 3612022 “Ulteriori misure urgenti per l ‘attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) “.

In particolare l ‘ultimo DL citato, ovvero il 3612022 ha inoltre previsto uno stanziamento di ulteriori 250 milioni di euro, tramite una delibera CIPESS a valere sulla programmazione 2021 -2027 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, destinati ad appositi Contratti di Sviluppo finalizzati  a semplificare e ridurre i tempi degli interventi.

Lo stesso decreto ha poi innalzato il tetto del credito di imposta per le nuove attività che da 5O milioni è stato ampliato a 100 milioni d; euro, inserendo tra le spese ammissibili anche l ‘acquisto di immobili e di terreni, o l ‘ampliamento e la realizzazione di immobili strumentali agli investimenti, anche mediante il ricorso allo strumento della locazione finanziaria .

Diventa, di conseguenza, essenziale oltre ali ‘effettiva realizzazione dei previsti interventi infrastrutturali, anche la capacità di attrarre investimenti, da primari attori nazionali e internazionali, che siano finalizzati a sviluppare, sia da un punto di vista logistico che produttivo , quelle connessioni geografiche, ali ‘interno dei settori di primo interesse quali ad esempio quello energetico, funzionali al progetto di rendere l ‘Italia hub europeo nel Mediterraneo.

Servirà a talfine la capacità di concertare le azioni da parte di tutti i principali soggetti coinvolti: il Parlamento, il Governo nazionale, Le Regioni, gli Enti Locali e la rete delle Camere di Commercio italiane ali ‘estero.

In particolare  l ‘ultimo DL citato, ovvero il 3612022 ha inoltre previsto  uno stanziamento di ulteriori 250 milioni di euro, tramite una delibera CIPESS a valere sulla programmazione  2021-2027  del Fondo per  lo Sviluppo  e  la  Coesione,  destinati  ad appositi Contratti di Sviluppo finalizzati  a semplificare e ridurre i tempi degli interventi.

È per questo importante che anche l ‘Abruzzo, oltre alla Zona Economica Speciale il cui percorso istitutivo regionale è stato peraltro prontamente avviato già dal 2017, possa usufruire degli ulteriori strumenti di semplificazione amministrativa e agevolazione fiscale messi in campo dal legislatore nazionale e dinnanzi ricordati, alfine di poter far ji -onte alle difficoltà crescenti del periodo che viviamo.

Vi chiedo, quindi, di darmi il vostro aiuto raccontandomi lo specifico della vostra realtà e le difficoltà che affrontate e che grazie allo strumento legislativo e al lavoro di squadra possiamo continuare a fronteggiare, assicurando così a voi che avete creduto nelle potenzialità del nostro Abruzzo, investendo in questa meravigliosa terra, oltre alle opportunità derivanti dalla ZES, la concretizzazione dei vantaggi previsti dagli ulteriori strumenti normativi messi in campo, anche tramite eventuali proposte di ulteriore innovazione che possiamo mettere in campo.

Il Parlamento, se utilizzato fino in fondo con adeguatezza di dedizione competente, può aggiungere norme ulteriori per rendere facile  la vita delle imprese.

Abbiamo approvato in pochi mesi la Riforma della Giustizia Tributaria attesa da 30 anni. Sono stato relatore di questa Riforma e Presidente della Commissioni Riunite .

Si è trattato di una Riforma che ha permesso la riscossione della tranche da 24 miliardi di euro del PNRR, che avremmo perso se non fosse stata approvata la richiamata riforma, concordata a Bruxelles.

In attesa di leggervi, Vi saluto con riconoscenza per  tutto quello che fate per inverare le riforme che il Parlamento mette in cantiere.

Dalle terre alte della Majella

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