VERSO IL VOTO, ORE DI FUOCO PER LISTE: PD HA DECISO, FI IN PANNE, PER M5S OGGI PARLAMENTARIE

DIRETTIVO NAZIONALE DEM DI FERRAGOSTO, D'ALFONSO CAPOLISTA ALLA CAMERA, FINA AL SENATO, IN POSIZIONE UTILE PER ELEZIONE ASSESSORE TERAMANA DI PADOVA

16 Agosto 2022 09:00

L'Aquila - Cronaca, Politica, Politiche 2022

L’AQUILA – Appena 13 candidati che possono aspirare in Abruzzo ad andare al Parlamento con il voto del 25 settembre,  garantendosi uno stipendio intorno ai 14mila euro al mese e gloria e potere, 9 alla Camera e 4 al Senato. Ma solo se piazzati, di fatto “nominati”, vista la legge elettorale del Rosatellum che non prevede preferenze, o in un collegio blindato dell’uninominale, come candidato unico della coalizione, oppure come capolista nel proporzionale.

Da questi numeri, e da queste regole di ingaggio si comprende quanto sia incandescente il clima nelle segreterie dei pertiti che dovranno chiudere le liste e consegnarle tra le ore 8 del 20 agosto e le ore 20 del 21 agosto, presso le cancellerie delle Corti di appello.

A seguire il totonomi aggiornato, in base alle ultime novità e indiscrezioni, cominciando dal centrosinistra.

Non si deve più parlare, anzi, di totonomi per  i candidati di “Italia Democratica e Progressista”, coalizione incardinata sul Partito democratico: la lista dei candidati compresa quella abruzzese, è arrivata ieri, giorno di ferragosto e a tarda sera, nel tavolo del direttivo nazionale, che fatto le sue scelte non senza strappi e scontri. La presentazione ci sarà domani mercoledì 17 agosto alle 11 a Pescara, presso Spazio 010 in via dei Peligni 93.

Capolista al proporzionale al Senato è Michele Fina, segretario Pd Abruzzo, che doveva essere capolista alla Camera, dove invece c’è ora, con uno scambio di posti, Luciano D’Alfonso,  senatore e presidente della Commissione Finanze del Senato, ex presidente della Regione.

Al proporzionale al Senato in seconda posizione c’è  Stefania Catalano, consigliera comunale a Pescara, insegnante di sostegno e sindacalista. In terza posizione Ernesto Graziani avvocato, Sindaco di Paglieta (Chieti) e presidente del Consiglio Direttivo dellAutorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti  (Agir).

Al proporzionale alla Camera dietro D’Alfonso, con una concreta possibilità di essere eletta c’è Stefania Di Padova assessora al Bilancio al Comune di Teramo. A seguire Fabio Ranieri,  aquilano, funzionario di Abruzzo Progetti (società di ingegneria della Regione Abruzzo), e coordinatore regionale di Articolo 1. In quarta posizione Emma Zarroli del Partito socialista,  avvocato di Martinsicuro.

All’uninominale al Senato Abruzzo c’è Massimo Carugno di Sulmona, avvocato, della Segreteria nazionale PSI, ma il nome non è stato confermato, è rimane ad ora una proposta del Pd alla coalizione.

All’ Uninominale Camera Chieti, Elisabetta Merlino, di Lanciano, avvocata, già assessora comunale e vice segretaria regionale del Pd.

All’Uninominale Camera Pescara-Teramo c’è Luciano Di Lorito, dirigente Cna, eletto due volte sindaco di Spoltore.

All’Uninominale Camera L’Aquila-Teramo infine Rita Innocenzi, come indipendente, sindacalista da 27 anni, nell’esecutivo regionale della CGIL Abruzzo-Molise.

Il Pd dato intorno al 23% potrebbe eleggere due parlamentari, Fina e D’Alfonso, dei 13 in Abruzzo, ma anche un terzo, ovvero Di Padova.

Confermata la regola che non prevede la candidatura dei consiglieri regionali in carica, a cominciare da Silvio Paolucci, che potrebbe essere il prossimo candidato presidente della Regione nella primavera del 2024. Dovrà aspettare il suo turno anche il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci che in molti dalla base lo volevano in partita.

Nel Terzo polo, dopo l’intesa ufficializzata da Matteo Renzi e Carlo Calenda con la  nascita del terzo polo, dato al 4,7% apre una timida speranza per i due candidati di punta: il deputato renziano Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale,  e dell’ex parlamentare Giulio Sottanelli, coordinatore regionale di Azione. Ci sarebbe poi  Gianfranco Giuliante, l’ex presidente di Tua, ex assessore regionale del Pdl, poi passato nella Lega da cui è andato via, sbattendo la porta, e che ora con il suo movimento civico Futur-a  ha fatto un patto con Italia viva.

In Azione scalda il motori l’ex parlamentare e consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini, ma non per le politiche del 25 settembre, ma come candidato presidente della Regione del Terzo polo alle prossime  regionali.

Per quel che riguarda il Movimento 5 stelle, oggi si svolgeranno le Parlamentarie: a decidere quali saranno i candidati pentastellati alle elezioni del 25 settembre, saranno i 4.300 iscritti abruzzesi al Movimento, votando sulla piattaforma web Skyvote.

Alla Camera ci sono Valentina Corneli, Carmela Grippa e Daniela Torto, parlamentari uscenti, Livio Sarchese, consigliere comunale di Francavilla, Rosario
Buzzelli, Lorenzo Cappelli, Rocco Carullo, Daniele Caruso, Maurizio Consorte, Attilio D’Andrea, Angelo De Santis, Maurizio Antonio Di Cioccio, Mauro Di Felice, Giovanna Di Pietrantonio, Gabriele Di Silvestre, Fabrizio Eleuterio, Marco Ferrante, Santino Ferretti, Antonio, Iacomacci, Umberto Mazziotti, Andrea Paci e Nicola Salucci.

Al Senato Gabriella Di Girolamo, senatrice uscente, Wladimir Ambrosini, Marzio
Casa, Attilio D’Annibale, Biagio Di Francescantonio, Isidoro Gianluca Malandra, Paolo Mancini, Franca Orsini, Carlo Pace, Lucia Scogna, Fabio Stella e Fabrizio Trapani.

In tutto in Italia 2000 i candidati che correranno alle Parlamentarie del prossimo 16 agosto.

Fa discutere però il listino blindato del leader Giuseppe Conte, di 18 candidati a prescindere, senza sottoporsi al voto tra cui molti parlamentari uscenti.

Fuori dai giochi invece il coordinatore regionale, il senatore Gianluca Castaldi, che ha già fatto due mandati in Parlamento. E non ci sono i consiglieri regionali in carica, Domenico Pettinari, Giorgio Fedele, Barbara Stella, Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi.

Le regole stabilite dal partito di Giuseppe Conte escludono infatti dalla candidatura tutti gli iscritti che hanno già svolto due mandati, a qualunque livello istituzionale, salvo quelli da consigliere comunale, municipale o presidente di municipio. E inoltre, non possono candidarsi gli iscritti che già ricoprono una carica elettiva, a meno che questa non scada nel 2022 oppure non si tratti di consiglieri comunali, municipali o presidenti di municipio in carica per il loro secondo mandato, indipendentemente dalla scadenza. Esclusi dunque i consiglieri regionali in carica.

M5s è dato oltre il 10% potrebbe eleggere in Abruzzo un parlamentare, difficilmente due.

C’è poi ‘Impegno Civico’, nato dall’unione di  Insieme per il futuro, il nuovo partito di Luigi Di Maio, nato dalla clamorosa scissione dal Movimento 5 stelle, con Centro democratico di Bruno Tabacci. Dai sondaggi Impegno civico è dato sotto la soglia del 3%, ed è alleato del Partito democratico, nelle cui liste Di Maio dovrebbe trovare ospitalità . A non candidarsi sarà come da lei annunciato, il consigliere regionale di Chieti, Sara Marcozzi, l’unica che all’Emiciclo che ha seguito Di Maio, e due volte candidata presidente della Regione per M5s. Restano come papabili, ma con davvero scarse possibilità di essere eletti ad oggi, il senatore Primo Di Nicola e i deputati Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso.

Veniamo a centrodestra.

Con il vento in poppa anche in Abruzzo Fratelli d’Italia, dato sopra il 24% e con la leader Giorgia Meloni premier in pectore, e che in regione, potrebbe eleggere una piccola pattuglia di 5 parlamentari.

Fdi avrà, tranne sorprese, un seggio uninominale in più, oltre ai due che deteneva, dopo che Forza Italia ha deciso di toglierlo all’Abruzzo, l’unico che aveva, per giocarselo nelle Marche, dove lo ha ceduto proprio Fdi, poi compensato in Abruzzo.

Posto blindato, sembra oramai certo per Guido Quintino Liris, medico aquilano ed assessore regionale al Bilancio e Personale, ex vice sindaco dell’Aquila, pronto ad abbandonare Palazzo Silone. A mostrare perplessità il suo amico-rivale politico, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che non vede di buon occhio la sua irresistibile ascesa nel partito regionale, come pure teme il ridimensionamento della rappresentanza aquilana in Regione. Se Liris sarà eletto,  entrerebbe infatti in giunta il presidente della quinta commissione Sanità e medico cardiologo,  Mario Quaglieri, marsicano, ex sindaco di Trasacco. E come suo “surrogato” in consiglio, un altro marsicano, Massimo Verrecchia, dirigente regionale tra i più stretti collaboratori del presidente della Regione, di Fdi,  Marco Marsilio nello staff presidenziale.

Altro nome blindato è quello di Etel Sigismondi, il segretario regionale, capo della segreteria del presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio anche lui di Fdi.

Spunta poi il nome forte di Carla Mannetti, ex assessore comunale dell’Aquila ai Trasporti, agevolata dalle quote rosa.

Nell’Aquilano aspirano ad una candidatura  anche il sindaco di Navelli, Paolo Federico, ed  Ersilia Lancia, moglie di Sigismondi, rieletta alle elezioni comunali dell’Aquila del 12 giugno ed ora assessore al Turismo, Politiche giovanili e Pari opportunità.

A Pescara salgono le quotazioni di Guerino Testa. A Teramo circola un documento della base del partito a sostegno della candidatura  di Umberto D’Annuntiis, il sottosegretario di Giunta in Regione, eletto con Forza Italia, e poi passato a Fdi, e di Marilena Rossi, coordinatrice provinciale.

Pezzo da novanta è poi il presidente del consiglio di amministrazione della Banca del Fucino, il  Mauro Masi.  

E sono altri ancora gli aspiranti candidati, che non scoprono le carte. A complicare il gioco poi i paracadutati da Roma, con Fdi, partito che ha più posti a disposizione chiamato a fare sacrifici per cedere il posto a esponenti del centrodestra che altrimenti non avrebbero nessuna possibilità di essere rieletti. E’ il caso in Abruzzo del democristiano Gianfranco Rotondi, eletto nel 2018 in regione, decano in parlamento, che l’anno scorso ha lanciato la sua nuova creatura politica Verde è Popolare e che potrebbe essere candidato per un seggio al Senato nell’uninominale in quota Fratelli d’Italia proprio in Abruzzo.

Passiamo alla Lega, data intorno al 13% e che potrebbe aspirare a 2 o anche 3 eletti in Abruzzo.

Un posto blindato è intanto riservato al segretario regionale e deputato uscente, Luigi D’Eramo, in un collegio uninominale.

La novità che sono state respinte al mittente le proposte di candidatura dell’assessore regionale al Sociale e Lavoro, il teramano Pietro Quaresimale, e dell’assessore regionale all’Ambiente ed energia, il chietino Nicola Campitelli, visto che la Lega non vuole indebolirsi in giunta regionale.

A Teramo correrà tranne soprese per un secondo mandato Antonio Zennaro, entrato nella Lega, dopo essere stato eletto nel 2018 nel Movimento 5 stelle. E poco spazio ci sarà per il deputato uscente, Giuseppe Bellachioma.

A Chieti la Lega schiererà invece l’economista fiorentino, eletto nel 2018 in Abruzzo, il senatore uscente Alberto Bagnai, proiettato verso incarichi di governo, con buona pace di  parte della base del partito in provincia di Chieti, che non lo vorrebbe come “paracadutato”.

Se regge la regola del non candidare gli attuali consiglieri e assessori regionali, non c’è spazio nemmeno per il potente vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, che ha la delega all’Agricoltura,  e per l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.

C’è poi tra gli “esterni” anche la teramana Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e figlia dell’ex presidente regionale di Confindustria, Agostino Ballone, patron del colosso dei trasporti Baltour srl. che ha bussato anche alle porte di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Per quanto riguarda Forza Italia, data all’8% e che può ambire a massimo due seggi: qui a tenere banco è la decisione del partito nazionale di togliere l’unico seggio sicuro all’uninominale all’Abruzzo, per darlo alle Marche, per assicurare un posto al commissario regionale del partito, Francesco Battistoni, sottosegretario all’Agricoltura del governo uscente. E così l’Abruzzo è unica regione in Italia, assieme al Friuli Venezia Giulia , che non avrà seggi blindati all’uninominale. A farne le spese è il segretario regionale e senatore uscente, Nazario Pagano, che dava certo per se stesso quel posto. C’è chi sospetta che sia una mossa del partito nazionale per far fuori Pagano, anche dal ruolo di segretario regionale, e rinnovare il partito anche dal punto di vista anagrafico. Ai due posti da capolista al proporzionale potrebbero dunque andare presidente del Consiglio regionale, il pescarese Lorenzo Sospiri, che potrebbe diventare a breve il nuovo coordinatore, e il deputato uscente Antonio Martino, entrambi 47enni. Il capogruppo in Regione, Mauro Febbo, invece, resterà all’Emiciclo.

Aspirano ad un posto poi tra gli azzurri Fabio Altitonante, sindaco di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, che è anche consigliere regionale in Lombardia.

Ancora presto per vedere chi schiererà in Abruzzo “Noi moderati”, la nuova lista unitaria dei centristi del centrodestra, nata solo due giorni fa, e che unisce Noi con l’Italia di Maurizio Lupi, Italia al centro di Giovanni Toti, l’Udc di Lorenzo Cesa e Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia. La nuova compagine è data seppur di poco dai sondaggi sopra il 3%. Tra i nomi quelli dell’ex parlamentare teramano Paolo Tancredi.

Mentre in Italia al Centro, Gaetano Quagliariello, accademico napoletano, eletto nel 2018 in Abruzzo, dovrebbe optare per un seggio in Puglia oppure in Calabria.

 

 

 

 

 

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