VERTENZE ATR E VECO: SINDACATI CHIEDONO A REGIONE TAVOLO ISTITUZIONALE

9 Luglio 2021 12:31

Teramo: Cronaca

TERAMO – Le Segreterie provinciali Fim, Fiom E Uilm di Teramo, in riferimento alle due vertenze del territorio teramano, la Veco di Martinsicuro e Atr di Colonnella, chiedono la convocazione di un tavolo istituzionale all’Assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, Pietro Quaresimale.

“Un’azienda del carbonio – concorrente della Atr, situate per di più a pochi chilometri di distanza – ha fatto sapere a mezzo stampa che nel giro di qualche tempo, visto all’andamento positivo aziendale, ha intenzione di implementare il personale di 200 unità. Ci sembra opportuno, oltre che logico a questo punto, immaginare che tra queste 200 persone ci siano le competenze dei 75 lavoratori della Atr, che per cause non legate alla loro volontà, sono a casa di più di un anno: si salvaguarderebbero le professionalità del territorio a beneficio della azienda concorrente che avrebbe personale già formato”, si spiega nella nota. È opportuno, dunque, attivare una cabina di regia politica, che possa governare il futuro del settore e dare finalmente attuazione ad una legge regionale n.28/2003 “Istituzione del Polo per la lavorazione industriale del carbonio”, finora rimasta solo carta – prosegue la nota”.

Per quanto riguarda la Fonderia di Martinsicuro, invece, “gli investitori del Nord, attratti al know-how dei lavoratori, saranno a breve nel teramano per poter espletare dei colloqui di lavoro con alcuni lavoratori della Fonderia, i quali, pur di lavorare, sarebbero disposti a trasferirsi a chilometri e chilometri di distanza dalle proprie famiglie. In questa occasione, gli imprenditori bresciani prenderanno visione dei macchinari della Veco, attualmente in disuso e messi in vendita dalla Curatela così come previsto dalla procedura fallimentare”.

“E’ necessario avviare quanto prima un confronto affinché le professionalità, le competenze, le attività e i macchinari della fonderia, rimangano nel nostro territorio, anziché farli emigrare interamente, e dunque definitivamente. Per questi motivi, riteniamo che l’azione politica sia necessaria a cristallizzare la situazione e a creare le condizioni affinché queste opportunità irripetibili, per i lavoratori e per la nostra provincia, non vengano disperse e dissipate, depauperando ulteriormente il poco che è rimasto in un territorio di confine, che insiste in quella che consideriamo l’”incompiuta” Area di Crisi complessa”, conclude la nota

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