VIA LIBERA A RIFORMA CONCESSIONI BALNEARI, GARE DA 2024, MA TUTELA PER INVESTIMENTI FATTI

MINISTRI VOTANO ALL'UNANIMITA' DISEGNO DI LEGGE VOLUTO DA DRAGHI, POI SCONTRO TRA LEGA E PARTITO DEMOCRATICO. 423 IMPRESE REGIONALI COINVOLTE, SIB ABRUZZO, "DECRETO FORZATO E IDEOLOGICO, IL 28 ASSEMBLEA PER FAR VALERE NOSTRE RAGIONI". PREVISTE MISURE CONTRO IL CARO OMBRELLONI, PER ADEGUATA PERCENTUALE SPIAGGE LIBERE E ACCESSO DISABILI

16 Febbraio 2022 08:45

Italia - Cronaca, Politica

ROMA  – Il via libera, alla fine, arriva all’unanimità: Mario Draghi incassa l’attesa modifica delle concessioni balneari, tassello mancante di quella riforma della concorrenza a cui sono legati i fondi del Pnrr.

Una partita che riguarda anche 423 di concessioni balneari della costa abruzzese, sulle 6.823 totali i n Italia con le associazioni di categoria contrarie alle gare europee imposte dall’Ue.

Sblocco delle gare tutela degli investimenti e delle piccole realtà familiari ma anche dei consumatori, con il freno al ‘caro-ombrelloni’, non bastano però alla Lega, che ha votato le norme in Consiglio dei ministri ma un minuto dopo si dice pronta a chiedere modifiche in Parlamento.

Mentre Fdi si scaglia contro quello che Giorgia Meloni definisce il primo “atto di esproprio” per 30mila imprese. In allarme le associazioni di categoria che minacciano barricate se il testo non verrà modificato in Parlamento.

Quello che non serve, si innervosisce il Partito democratico, “sono invece doppiogiochismi e ambiguità, come quelli che ha mostrato la Lega di nuovo sulle spiagge, con i ministri che danno il via libera e il partito che subito va all’attacco”.

Insoddisfatto della norma Riccardo Padovano, presidente del Sib Abruzzo, il sindacato del balneari italiani, “il 28 febbraio organizzeremo un’assemblea in Comune per far sentire le nostre ragioni. In democrazia non ci si comporta così rimarca occorre maggiore collegialità. A me sembra un decreto forzato, quello di Draghi, sul nostro settore, che andrà inserito nel disegno di legge Concorrenza. Io non credo che queste decisioni debbano essere prese dai tecnici, ma dai politici, e non devono essere frutto di alchimie ideologiche”.

COSA PREVEDE LA RIFORMA

Concessioni assegnate tramite gara dal 2024, ma anche tutela degli investimenti fatti, considerazione per gli imprenditori che nei cinque anni precedenti hanno utilizzato lo stabilimento come principale fonte di reddito e massima partecipazione di microimprese, piccole imprese ed enti del terzo settore.

Adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o libere attrezzate, ma anche un giusto rapporto tra tariffe proposte e qualità del servizio per tutti, anche per i disabili.

E l’accesso al mare gratuito garantito a tutti con la previsione di una costante presenza di varchi (disposizione già prevista per legge ma oggetto di violazioni e abusi).

Sono alcuni dei punti salienti degli emendamenti al ddl Concorrenza che introducono la riforma delle concessioni balneari a cui il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’unanimità.

E’ previsto anche un disegno di legge che prevede una delega al governo per l’adozione, entro sei mesi, di uno o più decreti legislativi per semplificare la disciplina sulle concessioni. Gli obiettivi – spiegano fonti di Palazzo Chigi – sono quelli di assicurare un utilizzo più sostenibile del demanio marittimo, di favorirne la pubblica fruizione e di promuovere un maggiore concorrenza sulle concessioni balneari.

Tra i principi dei decreti legislativi – si legge nella bozza – ci sono inoltre l’affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di imparzialità, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, da avviare con bando di gara almeno dodici mesi prima della loro scadenza.

Andranno definiti “presupposti e i casi per l’eventuale frazionamento in piccoli lotti” e individuato un “numero massimo di concessioni” di cui si può essere titolari per “favorire l’accesso delle microimprese e delle piccole imprese”, oltre agli “enti del terzo settore”.

Si dovrà poi assicurare il minimo impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema.

Attenzione speciale anche per coste e spiagge libere a cui sarà destinata una quota del canone annuo concessorio.

Tra i criteri per la scelta del concessionario ci sono l’esperienza tecnica e professionale già acquisita, comunque tale da non precludere l’accesso al settore di nuovi operatori, i soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura, hanno utilizzato la concessione come prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare, la previsione di clausole sociali per promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato dal concessionario uscente.

La durata della concessione deve essere per un periodo non superiore a quanto strettamente necessario per garantire l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti autorizzati, con divieto espresso di proroghe e rinnovi anche automatici.

Previsto anche un indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati.

 

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