VIA VERDE, ALLARME PER PIANO GRUPPO INVESTITORI: “NO A CEMENTIFICAZIONE E PRIVATIZZAZIONE COSTA”

3 Novembre 2022 15:06

Chieti - AbruzzoWeb Turismo, Economia

FOSSACESIA – Confesercenti di Chieti dice ‘no’ alla cementificazione della costa dei Trabocchi raccogliendo l’allarme di molte imprese turistiche del territorio anche alla luce del progetto presentato nei mesi scorsi da investitori lussemburghesi e italiani “che rischia di trasformarsi in una operazione di privatizzazione e cementificazione”.





“Gli investimenti privati sulla Costa dei Trabocchi devono coinvolgere l’imprenditoria locale attraverso procedure chiare per tutti, tutelando il paesaggio e il contesto, puntando alla riqualificazione delle vecchie stazioni ferroviarie, migliorando l’arredo, la cartellonistica, i collegamenti – dice il presidente della Confesercenti provinciale di Chieti Franco Menna: ma tutto ciò si può e si deve fare rispettando i principi che ci hanno guidato fin qui su questa idea. Privatizzare la Via Verde e cementificarla rischia di far cogliere solo a pochi selezionati investitori stranieri le grandi opportunità che la Costa dei Trabocchi può offrire all’economia di questo territorio”.

Per il direttore regionale di Confesercenti, Lido Legnini, il territorio e il progetto Via Verde Costa dei Trabocchi vanno tutelati e valorizzato ripartendo dalle piccole imprese ed investimenti della imprenditoria locale.





“L’importante è addivenire al più presto possibile ad un progetto di sistema, che veda coinvolte le rappresentanze delle imprese e del lavoro e le associazioni ambientaliste, che indichi gli investimenti pubblici da fare e necessari per completare tutti i servizi dell’infrastruttura – sottolinea Legnini. E regoli l’esigenza di dotare la costa di servizi per i turisti e la tutela ambientale che deve rimanere un faro se vogliamo far diventare Costa dei Trabocchi una destinazione turistica”.

Per Simone Lembo, responsabile delle politiche turistiche della Confesercenti provinciale di Chieti “‘i servizi sono indispensabili, ma come avviene nelle realtà turistiche più avanzate, devono restare molto sostenibili. I nostri riferimenti sono le realtà più avanzate, non i progetti di cementificazione massiva”.

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