VIADOTTI A24 E A25: ACERBO, “TOTO ESULTA PER ANNULLAMENTO SEQUESTRO BENI, MA NON E’ ASSOLUZIONE. GESTIONE AUTOSTRADE DEVE TORNARE PUBBLICA”

27 Novembre 2020 22:01

PESCARA – “Il dissequestro parziale da parte del Tribunale del Riesame ha causato un comprensibile entusiasmo dell’ufficio stampa del Gruppo Toto. Il comunicato del gruppo però cerca di trasformare il dissequestro in assoluzione rispetto alle questioni poste in luce da esposti e dalle varie inchieste aperte. Però una cosa va detta: Toto canta vittoria perché la politica – di centrodestra e centrosinistra – ha consentito ai concessionari privati di auto-assegnarsi i lavori di manutenzione. Una normativa contraria alle regole comunitarie che ha consentito ai concessionari come Toto di fare affari due volte: con i costosissimi pedaggi e con i lavori che si auto-affida”.

Lo afferma in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, dopo che il Tribunale del Riesame di Teramo ha annullato interamente il sequestro preventivo di ingenti fondi nei confronti di 6 dirigenti di Strada dei Parchi, la concessionaria delle autostrade abruzzesi A24 e A25, indagati nell’ambito dell’inchiesta sui viadotti della A24 nel tratto provinciale di Teramo, per presunta mancata manutenzione e, per la maggior parte (21,8 milioni circa su complessivi 26,7 milioni circa), il sequestro dei fondi delle sue Società, a conferma di quanto sempre sostenuto dal Gruppo in merito alle infondate accuse formulate.




Secondo Acerbo, “Il risultato è che vediamo sempre lavori in corso per i quali Toto ha avuto pure la faccia tosta di chiedere soldi pubblici mentre i viadotti sono in stato di evidente degrado come dimostrano montagne di immagini e diverse relazioni tecniche ministeriali e delle procure. Guardate il servizio sullo stato dei viadotti. Attendiamo che siano note le motivazioni del riesame e intanto ringraziamo i magistrati che stanno lavorando per fare luce sulla gestione delle nostre autostrade e il Forum H20 che ha presentato esposti. Certo il silenzio della politica abruzzese e nazionale è inquietante e non incoraggia certo chi deve indagare su un potente gruppo con relazioni ramificate in tutti i palazzi del potere”.

“Per quanto ci riguarda il fallimento dell’affidamento ai privati è palese a prescindere dalle vicende giudiziarie. La gestione delle autostrade deve tornare pubblica”, conclude.

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