VIADOTTI: SEQUESTRATI 27 MLN A VERTICI A24-A25, “ABBIAMO SEMPRE RISPETTATO REGOLE”

23 Novembre 2020 19:09

TERAMO – “Abbiamo la consapevolezza di aver sempre rispettato le prescrizioni, le regole, la tutela della sicurezza dei nostri utenti. Abbiamo la coscienza tranquilla in attesa della decisione del Tribunale del riesame di Teramo che, riunitosi oggi, non si è ancora pronunciato, e nella cui serenità e serietà di giudizio confidiamo pienamente”.

Lo scrive in una nota il Gruppo Toto a seguito del provvedimento con il quale la Procura di Teramo ha disposto oggi il sequestro preventivo di 27 milioni di euro nei confronti dei vertici della Concessionaria Strada dei Parchi. Le autostrade A24-A25 sono nel mirino di sei Procure della Repubblica, 5 abruzzesi e una laziale, a seguito delle numerose denunce sulle condizioni dei viadotti.

La Guardia di Finanza di Teramo ha proceduto al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili, immobili, dei sei soggetti indagati che nel tempo hanno assunto cariche apicali della “Strada dei Parchi Spa” nonché di altre 2 società collegate. Le ipotesi di reato alla base del provvedimento sono inadempimento di contratti di pubbliche forniture, per non aver adempiuto quindi agli obblighi di manutenzione ordinaria; attentato alla sicurezza dei trasporti e abuso d’ufficio continuato. I sequestri sono stati disposti a carico degli indagati Lelio Scopa, presidente del Consiglio di amministrazione di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, amministratore delegato, Mauro Fabris, vicepresidente del CdA, Igino Lai, direttore generale, e dei procuratori e direttori operativi Carlo Marco Rocchi e Gabriele Nati.

Nel mirino degli inquirenti 9 viadotti del tratto teramano, ossia San Nicola, Grotte, San Nicola 1, San Nicola 2, Cerchiara, Cretara, Biselli, Collecastino, Temperino. Secondo l’accusa, gli indagati “facevano mancare opere necessarie ad un pubblico servizio non assicurando la funzionalità e l’esercizio in sicurezza dell’infrastruttura A24 nella tratta teramana da Isola del Gran Sasso a Colledara”. Ma un focus ancora più significativo è stato acceso sui rapporti tra la concessionaria e la casa madre, il Gruppo Toto, da cui deriva il reato ipotizzato di abuso d’ufficio.

In sostanza, scrivono i pm Laura Colica e Silvia Scamurra, nonostante sentenze Tar Lazio e interlocuzioni documentate con il Mit, il concessionario Strada dei Parchi “ha continuato ad affidare in modo diretto alla Toto Costruzioni Generali ( bypassando qualsiasi procedura di evidenza pubblica) la pressoché totalità dei lavori appaltati a far data dall’anno 2017”, con la “piena consapevolezza della portata di tale condotta” e “inequivoca volontà di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale alle società del gruppo Toto”. Secondo le Fiamme Gialle sono state “accertate a carico dei vertici della concessionaria plurime condotte di abuso d’ufficio”. Ed infatti, evidenzia la procura, “abusando della loro qualità di ‘incaricato di pubblico servizio’ pur avendo da Concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del Ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del Codice degli Appalti”.




La decisione della Procura di Teramo è solo l’ultima in ordine di tempo: lo scorso 11 novembre anche i colleghi pescaresi hanno iscritto i vertici sul registro degli indagati grosso modo per gli stessi reati, e nella stessa direzione ci sono le procure dell’Aquila, Chieti, Sulmona e Rieti. Quella che ha la maggior mole di lavoro a causa del peggior stato di conservazione dei viadotti è Sulmona: qui la chiusura delle indagini è in dirittura d’arrivo dopo il lungo lavoro dei periti e una partnership con i colleghi aquilani. I sei fascicoli nascono da esposti del Forum H2O.

 

 

 

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