''CONSEGNA'' QUESTA MATTINA ALL'AQUILA, BENI DAL VALORE DI 6 MILIONI DI EURO, PESCARA PROVINCIA CON PIU' ALTO NUMERO DI CONFISCHE

VILLETTE E CASE SEQUESTRATE ALLA MAFIA, ”DIVENTERANNO LUOGHI DI AGGREGAZIONE”

17 Luglio 2019 19:14

L'AQUILA – Sono 68 i beni abruzzesi, soprattutto immobili e terreni, che sono stati confiscati alla criminalità e tornati nella disponibilità, da oggi, di 17 comuni. 

La “consegna” è avvenuta, simbolicamente, nel corso di una cerimonia che si è tenuta nell’aula magna della scuola sottufficiali delle Fiamme gialle di Coppito, alla presenza del prefetto Bruno Frattasi, a capo dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla Criminalità Organizzata. Presenti i prefetti delle quattro provincie della Regione, i sindaci dei territori interessati ed i rappresentanti delle forze dell’ordine impegnati nelle attività di indagine.

I beni oggetto dei sequestri valgono circa sei milioni di euro: villette a schiera, appartamenti all’interno di condomini, ma anche terreni e box auto. 

L'idea, come ha detto Frattasi, è di consentire l'utilizzo, da parte delle amministrazioni pubbliche, come luoghi di aggregazione, centri di ascolto, spazi per case famiglia, “per ridurre emarginazione e disagio”. 

“Mi ha colpito – ha detto Frattasi – come un piccolo comune come Frisa, in provincia di Chieti, poco più di mille abitanti, abbia adottato un bene per farne un centro aggregativo, per farci giocare i ragazzi, per realizzare una ludoteca”. 





Nel corso della successiva conferenza stampa sono stati forniti alcuni dettagli: Pescara è la Provincia con il più alto numero di confische, 40 immobili e terreni per un totale di 3 milioni di euro circa. Gli altri comuni interessati sono: Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Torre de Passeri. 

A Seguire la Provincia di Teramo con 12 confische: Alba Adriatica, Martinsicuro, Mosciano Sant’Angelo, Teramo città ed infine Tortoreto. Nella graduatoria c’è poi Chieti con 11 confische a Frisa, Lanciano, San Vito Chietino, Santa Maria Imbaro.

Infine L’Aquila con 5 confische di immobili, di cui due finiti nella disponibilità di Avezzano e Carsoli. Tre immobili ubicati a Cappadocia, risultano infatti non assegnabili per una serie di difficoltà strutturali. 

Il Prefetto Frattasi ha precisato come nonostante ile 68 confische eseguite, l’Abruzzo “si posiziona nel panorama nazionale come fanalino di coda rispetto ad altre regioni come la Sicilia (6 mila unità), la Calabria e la Campania (2 mila beni in totale) . 

Secondo Frattasi dall'analisi dei beni confiscati emerge la scelta delle mafie di investire in Abruzzo, anche in appoggi logistici, ma di non stabilirsi sul territorio. 

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