VIOLENZA CONTRO LE DONNE: DENUNCE IN CRESCITA, “INFERNO NELL’ANNO DEL COVID”

di Ilaria Muccetti

25 Novembre 2020 07:40

TERAMO – “Il 25 novembre assume una connotazione particolare quest’anno, in piena emergenza sanitaria, con una pandemia che ci costringe a realizzare eventi ed iniziative solo a distanza e durante la quale, come attestano i numeri, i casi denunciati di violenza sono aumentati”.

Esordisce così la consigliera provinciale di Teramo con delega alle Pari Opportunità, Beta Costantini, contattata da Abruzzoweb, per la Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, che ogni 25 novembre nel mondo vede la realizzazione di eventi sul tema. L’emergenza Covid-19 e le conseguenti restrizioni, lockdown prima e la zona rossa oggi, fanno emergere un dato allarmante sugli abusi perpetrati all’interno delle mura domestiche ai danni delle donne, trasformando quello che dovrebbe essere un nido d’amore in un inferno a volte senza via d’uscita. E con l’emergenza Covid i numeri, purtroppo, sono anche aumentati, come confermato dal Centro La Fenice di Teramo. Dignità, libertà ed uguaglianza sono diritti che troppe volte vengono calpestati e nella maggior parte dei casi l’aguzzino è all’interno della stessa abitazione della vittima.

Per questo motivo, sono state istituite, ventisette anni fa, la “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne” approvata dalle Nazioni Unite e dal 1999, ogni 25 novembre, la “Giornata internazionale sulla violenza contro le donne” quale momento di riflessione, portando poi alla nascita di centri antiviolenza in tutto il mondo e anche in Italia. Quella di quest’anno, però, sarà una manifestazione diversa, in via telematica a causa dell’emergenza sanitaria Covid19: dunque gli eventi non si fermano ma prendono forme diverse e a Teramo, dalla provincia al centro antiviolenza La Fenice, dalla Cgil alle università, le iniziative non mancano.

“Il 25 novembre assume una connotazione particolare quest’anno, del resto non poteva essere diversamente a causa dello stress che si vive per le criticità che il virus comporta. Possiamo introdurre tutte le norme che vogliamo, come il Codice Rosso, ma se non sensibilizziamo e preveniamo servono a ben poco. In questi ultimi mesi è emerso un dato fondamentale, ovvero che molte situazioni di violenza che sembravano sopite sono riaffiorate e tante sono le richieste di supporto psicologico pervenute”, spiega ad AbruzzoWeb la consigliera Costantini che aggiunge: “la recidiva è un aspetto da non sottovalutare e quindi bene ha fatto la Regione Abruzzo ad introdurre finanziamenti per i centri di ascolto degli uomini maltrattanti che, finalmente, stanno prendendo piede. Ma per tutti gli sportelli di ascolto non ci si può improvvisare, occorre capacità ed esperienza, sennò si fanno danni. Inoltre la cosa più importante è fare veramente rete, non solo a parole. La violenza va estirpata e dico alle vittime di rivolgersi ai centri antiviolenza e di ascolto raggiungibili anche telefonicamente e servizi di messaggistica”.

A tal proposito, nella città di Teramo opera il centro antiviolenza “La Fenice” che svolge un servizio gratuito e anonimo, inserito nella Rete Nazionale e locale Antiviolenza, con tre succursali nelle città di Isola del Gran Sasso, Pineto e Martinsicuro, che ha registrato un aumento del numero di donne che vi si sono rivolte, subito dopo il lockdown nei mesi di maggio e giugno. Come si legge nel rapporto del centro antiviolenza, le donne che sono state assistite nella provincia teramana, fino a novembre 2020, sono in totale 71, di cui 3 prese in carico a Teramo, 6 a Martinsicuro, 4 a Pineto e 6 ad Isola del Gran Sasso, mentre 3 è il numero di donne che ha svolto il primo colloquio a Casa Maia, struttura che accoglie le donne vittime di violenza, e 22 attraverso un colloquio telefonico. Dai dati del centro La Fenice è, inoltre, emerso che la fascia d’età più rappresentativa per le donne è 41-50 anni.




Proprio in occasione di questa Giornata internazionale, per far conoscere il centro antiviolenza, la commissione pari opportunità della provincia e la consigliera Costantini, nei giorni scorsi hanno presentato l’iniziativa di distribuzione di adesivi e mascherine, in collaborazione con i Centri commerciali Gran Sasso, Val Vibrata, Universo e La Torre e grazie alla donazione della “Di Sante Mobili”. Adesivi, oggi, esposti nei Centri Commerciali uno dei luoghi nel quale è probabile che le donne siano da sole e libere di telefonare.

Il fenomeno di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne è stato abbracciato anche da altre realtà locali, come l’università degli studi di Teramo che ha aderito alla campagna “Orange the World in 16 days” promossa dall’Onu che, nel rapporto “Responsabilità condivisa, solidarietà globale: rispondere agli impatti socio-economici di Covid19” del segretario generale Antonio Guterres, afferma “ad accompagnare la crisi c’è stato un picco nelle segnalazioni di violenza domestica, esattamente nel momento in cui i servizi, inclusi lo stato di diritto, la salute e i rifugi, vengono deviati per affrontare la pandemia”.

L’iniziativa dell’ateneo teramano consiste in 16 giorni di attivismo, dal 25 novembre al 10 dicembre, ogni giorno uno spazio è dedicato a questo argomento che attraverso il colore arancione vuole segnalare il “No alla violenza rivolta alle donne e ragazze”, con il primo appuntamento di oggi su Radio Frequenza a partire dalle ore 11.

Anche la Cgil fa la sua parte con un incontro virtuale sulla propria pagina facebook alle 17, per riflettere sulla violenza e le politiche di genere, discriminazioni e pari opportunità. All’incontro parteciperanno Tania Bonnici Castelli, presidente della commissione pari opportunità della provincia di Teramo, Natascia Innamorati, segretaria della Cgil di Teramo, Carmela De Ceglia, responsabile del coordinamento donne dello Spi Teramo e Rita Innocenzi, segretaria regionale Cgil Abruzzo Molise. Iniziativa tutta al femminile che coinvolgerà anche una voce maschile, quella del segretario Filcams Cgil di Teramo, Mauro Pettinaro, nel ruolo di moderatore. Inoltre, per l’occasione sulla facciata principale della sede di viale Crispi 173 è stato affisso uno striscione sul tema che rimarrà esposto per l’intera settimana.

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