VOLANO STRACCI NEL CENTRODESTRA AD AVEZZANO, GENOVESI CONTRO “INCIUCI” DI FDI AQUILANI

20 Agosto 2021 08:17

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA- Un conflitto che cova da oltre un anno sotto la cenere, con scintille che hanno brillato a più riprese, e con le fiamme che ora divampano: è quello in atto al Comune di Avezzano tra la Lega, del consigliere e coordinatore provinciale, Tiziano Genovesi, e una parte di Fratelli d’Italia, accusata dal già candidato sindaco del centrodestra, di “inciuciare” oramai con la maggioranza del sindaco civico Gianni Di Pangrazio, per di più ora sospeso dalla carica a seguito della condanna ad un anno e quatto mesi di reclusione dal tribunale dell’Aquila per peculato, per fatti risalenti al 2014, quando era dirigente della provincia dell’Aquila. Sostituito dal vicesindaco Domenico Di Berardino, in attesa dell’esito dei ricorsi.

E quello che è più “grave”, sostiene Genovesi, dietro ci sarebbe la regia dei Fratelli d’Italia aquilani, ovvero di Guido Quintino Liris, assessore regionale al Bilancio e Personale. Come pure, tra le righe, le accuse si estendono anche Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e coordinatore provinciale del partito, con luogotenente in campo ad Avezzano Roberto Alfatti Appetiti, coordinatore comunale di Fdi di Avezzano. Mentre resta nei ranghi dell’opposizione l’ala di Fdi che fa riferimento a Massimo Verrecchia, attuale capo della segreteria del governatore Marco Marsilio anche lui di Fratelli d’Italia, ed ex parlamentare del Pdl, per un breve periodo in sostituzione del deputato dimissionario Filippo Piccone.

Veleni che scorrono da quando Genovesi, imposto come candidato dalla Lega agli alleati su iniziativa in primis dall’aquilano Luigi D’Eramo, deputato e coordinatore regionale della Lega, è stato sconfitto al ballottaggio da Di Pangrazio, pagando anche la defezione di Forza Italia dalla coalizione di centrodestra, ma anche, questo il sospetto di Genovesi per non dire la certezza, a causa del “doppio gioco” e delle defezioni dentro Fdi.

Sospettato di non aver dato il suo apporto alla corsa di Genovesi anche un altro big di Fratelli d’Italia, anche il consigliere regionale Mario Quaglieri, già sindaco di Trasacco, presidente della quinta commissione Sanità.

Tanto che l’inizio della consiliatura è stata subito segnata dall’elezione di Iride Cosimati, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, a presidente della Commissione di Vigilanza, al posto di Genovesi. Primo strappo che ha innescato la faida interna al centrodestra.

Lo scontro a suon di feroci comunicati stampa che è tornato nei giorni scorsi a scuotere la politica cittadina, è stato aperto da Genovesi, che ha stigmatizzato il fatto che Di Pangrazio, sindaco “sospeso e condannato” continui a gestire “situazioni delicate per il capoluogo marsicano, e sia ancora a capo del gruppo di lavoro, in particolare, costituito dagli amministratori delle città di Sulmona, Vasto, Lanciano e della stessa Avezzano, nella battaglia per evitare la chiusura dei tribunali di quei territori”. Nota firmata a nome del “centrodestra”, senza specificare le sigle dei partiti, in quanto  sarebbe stato condiviso da tutti, meno che dal sindaco e coordinatore provinciale Fdi Biondi, contrario al passaggio  relativo al tribunale di Avezzano.

A replicare è stato però Maurizio Bianchini, componente dello staff del Comune ed  ex coordinatore di Forza Italia, passato a Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 2019, entrando nella corrente dei “fittiani”, e sostenendo la candidatura dell’assessore regionale Liris. Poi alle elezioni di Avezzano, Bianchini si è schierato con Gianni Di Pangrazio, ed è stato poi assunto nello staff del sindaco.

Nella sua nota di replica Bianchini accusa Genovesi di “minare la compattezza del fronte contro la chiusura del Tribunale”, pur di attaccare Di Pangrazio,  ed evidenziando che la nota ha “anonimi sottoscrittori”, trattandosi di “un comunicato non firmato di un fantomatico centrodestra, dove nell’intestazione appare il nome di Tiziano Genovesi, il candidato a sindaco sonoramente sconfitto da Di Pangrazio con il 17% di scarto”.

Apriti cielo: Genovesi ha replicato lanciando bordate contro Bianchini, “una pulce con la tosse” , un “garzone” che “replica a una intera coalizione senza averne alcun titolo”. E lo fa “con lo scopo di difendere ad ogni costo Giovanni Di Pangrazio, un sindaco condannato in primo grado”.

Genovesi ha dunque lanciato la bomba: nell’accusare Bianchini lo accusa di essere “stato raccolto fuori dal Municipio dal sindaco civico, ma di centrosinistra”, e soprattutto che “ha forse dimenticato che ogni sua mossa è stata fatta per accontentare il pianolese Guido Quintino Liris, che continua a tentare di monopolizzare Avezzano e la Marsica nella sua personale scalata al Parlamento”, parlando esplicitamente  di “imposizioni che arrivano da luminosi paesi dell’Aquilano”.

A quel punto è arrivata la replica di Alfatti Appetiti, per conto di Fdi, che ha definito “sgradevole” il riferimento di Genovesi all’assessore Liris, ricordando che è pur sempre “l’assessore regionale alle aree interne che è tenuto, proprio in virtù del mandato che gli è stato affidato, a essere presente in tutta la provincia”,  ricordando a Genovesi che “l’unica lista di Fratelli d’Italia presente alle scorse elezioni comunali cittadine è quella che ne ha sostenuto con convinzione e determinazione la candidatura a sindaco e lo ha fatto con spirito di lealtà”.

Genovesi ha però risposto per le rime anche ad Alfatti Appetiti, rincarando la dose: “il gruppo di Fdi in Comune di Avezzano vota quasi sempre a favore dell’amministrazione pur essendo in minoranza, non fa opposizione di alcun genere”.

Arrivando ad insinuare che “Liris continua indisturbato nelle sue scorrettezze istituzionali ma non è chiaro il motivo: qualche detrattore potrebbe pensare che Giovanni Di Pangrazio abbia posto veti in questo senso al componente dell’esecutivo regionale in virtù di un accordo politico”.

Insomma, il centrodestra è  questo punto sempre più spaccato, con il sindaco “sospeso” Gianni Di Pangrazio che si gode lo spettacolo, e raccoglie i frutti della sua strategia, agevole per un civico che si professa trasversale a tutti i partiti, di rompere le uova nel paniere nel fronte avversario, cooptando esponenti politici da ogni lido, sia nelle liste elettorali, sia una volta diventato sindaco.

Ma sarebbe ingeneroso ascrivere tutti i meriti a Di Pangrazio. Un ruolo decisivo  in Fdi lo hanno, per Genovesi, anche Liris e Quaglieri,  accusati già prima del voto di appoggiare “sottobanco” Di Pangrazio.

Liris, al pari del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, durante la campagna elettorale non si è quasi mai visto ad Avezzano, tenuto anche conto che in quei mesi i rapporti con la Lega erano a dir poco tesi, nel comune dell’Aquila,  in conseguenza della crisi che solo di recente è rientrata.

Per non parlare di Quaglieri, apertamente accusato, con sdegnate smentite del diretto interessato, di aver appoggiato Nello Simonelli,  candidato di una delle otto civiche di Di Pangrazio, Io sto con Avezzano, anche lui esponente Fdi autosospesosi al pari di Bianchini.

Quaglieri ad un articolo di Abruzzoweb che dava conto dell’ipotesi di un suo appoggio a Di Pangrazio, ha risposto seccato che “il mio impegno sarà profuso unicamente per il mio partito Fratelli d’Italia, in ordine agli accordi presi con gli alleati di centrodestra, nel totale rispetto e trasparenza che il caso richiede. A fugare ogni ulteriore dubbio spero serva la discesa in campo, nella lista di FdI, del mio segretario di quinta Commissione e stretto collaboratore personale, Vincenzo Retico”.

Fatto sta che Retico ha preso, nonostante l’appoggio di un pezzo da novanta come Quaglieri la miseria di 11 voti, mentre  Simonelli ne ha ottenuti ben 256.

Va poi ricordato che il duo Liris-Quaglieri si è più volte contrapposto, prima e durante la campagna elettorale con la parte di Fdi che fa riferimento a Massimo Verrecchia, capo della segreteria dello staff del presidente Marsilio , che alle elezioni di Avezzano ha preso 452 voti, mancando di poco l’elezione.  A fare da paciere in un partito spaccato, ha avuto il suo bel da fare il segretario regionale Etel Sigismondi, anche lui nello staff di Marsilio.

Inevitabile, visti i chiari di luna, la deludente performance di Fdi che ha racimolato alle elezioni di Avezzano solo 1.496 voti, pari al 6,6%.

Perse le elezioni, il duo Liris e Quaglieri si è poi ritrovato al fianco di Di Pangrazio nelle settimane drammatiche dell’emergenza coronavirus, nella battaglia del sindaco  contro i vertici della Asl per la gestione dell’ospedale cittadino e della macchina dell’assistenza nell’intera Marsica, in particolare contro l’ex direttore generale Roberto Testa, che pure aveva avuto in Liris uno dei principali sponsor nella nomina avvenuta nell’agosto 2019. Ma non è forse un caso che con i buoni uffici di Liris, la posizione di Di Pangrazio su Testa si sia man mano ammorbidita, fino a quando la Lega è riuscito a cacciarlo, con il beneplacito del presidente Marsilio. Filippo Tronca

 

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