CLIMA SEMPRE PIU' TESO NEL CENTRODESTRA ABRUZZESE DOPO ESITO BALLOTTAGGI, D'ERAMO E GIULIANTE ATTACCANO AZZURRI IN CONFERENZA STAMPA CANDIDATO SINDACO GENOVESI, "HANNO SPACCATO COALIZIONE SENZA NEMMENO AVERE UNA STRATEGIA, CHIEDANO SCUSA", "PARTITO PROSSIMO ALLA SCOMPARSA"

VOTO AVEZZANO: ALTRE BORDATE LEGA CONTRO FORZA ITALIA, “VERA RESPONSABILE DELLA SCONFITTA”

7 Ottobre 2020 13:19

AVEZZANO – “Tutti hanno commesso errori, ma gran parte della responsabilità della sconfitta qui ad Avezzano e a Chieti va ascritta a Forza Italia, che dovrebbe chiedere scusa ai cittadini elettori: il suo atteggiamento ha minato la credibilità del centrodestra, e nella sua incoerenza e inaffidabilità non c’è nemmeno una  strategia politica, siamo ad un livello bassissimo. E questo per il centrodestra abruzzese è un problema”.

Resa dei conti parte due: il segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, dopo le bordate della conferenza stampa di ieri a Chieti, rincara oggi la dose ad Avezzano, al fianco del candidato salviniano Tiziano Genovesi, sconfitto al ballottaggio dall’ex sindaco di centrosinistra Giovanni Di Pangrazio,  e di Gianfranco Giuliante, responsabile regionale Enti locali della Lega e presidente della Tua, la società regionale dei trasporti.

Destinatario, manco a dirlo, Forza Italia, che ad Avezzano ha preso ha contestato la candidatura di Genovesi, appoggiata oltre che dalla Lega, da Fdi e Udc e Cambiamo,  lanciando nell’agone  la docente e presidente Aciam Anna Maria Taccone, con la benedizione dell’ex sindaco, Gabriele De Angelis, coordinatore provinciale, e del coordinatore regionale, il senatore Nazario Pagano. Sfumata l’ipotesi di apparentamento, che avrebbe garantito a Fi posti in consiglio e pure in giunta, Taccone, che ha preso 4.084 voti, pari al 16,5%, potenzialmente determinanti per la rimonta, non ha dato il sostegno a Genovesi nemmeno al secondo turno. A Chieti il candidato della Lega Fabrizio Di stefano è stato clamorosamente e sonoramente sconfitto al secondo turno dal candidato del centro sinistra Diego Ferrara, ed è accaduto che l’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo, con deleghe pesantissime ad Attività produttive, Turismo e Cultura, ha puntato i piedi appoggiando assieme ai consiglieri di Fi uscenti,  – rompendo con la posizione ufficiale del suo partito -, il civico Bruno Di Iorio, appoggiato anche da Italia viva, per poi tornare all’ovile nel secondo turno, dopo che nel primo non aveva risparmiato legnate a Di Stefano.

D’Eramo ha colto l’occasione per replicare intanto a quanto affermato ad Abruzzoweb sull’ipotesi che Lega voglia ora la sua cacciata in giunta:  “se vogliono cacciarmi vado all’opposizione che avrebbe 15 consiglieri contro i 16 della maggioranza: e si deve considerare che ho altri due consiglieri di FI ai quali mi lega una profonda amicizia. Se vogliono fare un danno sopra un altro, facessero pure”.

Per poi rincarare la dose:  “a Chieti ci sarebbe voluta una candidatura di rottura rispetto al passato giudicato molto negativamente. Ho indicato mille percorsi da fare, anche con lo stesso Di Stefano candidato, bocciati sempre con arroganza dalla Lega. A quel punto, sono stato costretto, non Febbo, ma sulla spinta di tutto il gruppo consiliare uscente, a fare un altro discorso”.

Afferma dunque D’Eramo: “siamo alla follia: Febbo ha deciso contro il suo partito, ha preteso che Forza Italia non presentasse simbolo nella lista a sostegno di di Stefano, ha fatto perdere il centrodestra, e ora arriva a minaccia la crisi della maggioranza in regione. insomma se qualcuno gli fa notare la sua incoerenza e inaffidabilità…”




Riverendosi ad Avezzano: “Pagano dovrebbe riconoscere il suo fallimento politico, invece di difendere l’indifendibile. E dovrebbe chiedere scusa,  ma non alla Lega, bensì ai cittadini che hanno dato fiducia al centrodestra, ai tantissimi elettori anche di forza Italia che si sono trovati disorientati. Chiaramente se questo processo di chiarimento  non dovesse avvenire, in tempi particolarmente brevi, è in discussione la coalizione sia alle prossime scadenze elettorali”.

Minaccia dunque in caso di accordi tra Taccone e la nuova maggioranza: “faremo fare opposizione intransigente, se qualcuno pensa di riciclarsi nella maggioranza molto variegata di Di Pangrazio, troverà il secco no della Lega, da sempre contraria al trasversalismo”.

Infine ne ha anche per de Angelis, vero ispiratore della candidatura di Taccone: “se lo scopo della politica è far perdere qualcun altro, e non vincere, contento lui”.

Non usa il guanto di velluto nemmeno Giuliante: “La lega è il primo partito, Forza Italia invece scompare scopare dall’agone politico, sia ad Avezzano e Chieti. Ad Avezzano non ha preso nemmeno un consigliere

Questa è la plastica dimostrazione di come si sia dimostrata fallimentare l’arroganza  di Forza Italia, partito alla deriva e oramai prossimo alla scomparsa, che qui ha voluto affermare una supremazia che non esiste, con un disperato colpo di coda”.

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