INTERVISTA A CANDIDATO SINDACO CENTROSINISTRA NEL BALLOTTAGGIO DEL 4 E 5 OTTOBRE, "CENTRALE NEL MIO PROGRAMMA LA CURA DELLA PERSONA E LA CURA DELLA CITTA'", "FEBBO? IL MASSIMO DELLA COERENZA VERREBBE DA IRONIZZARE..."

VOTO CHIETI: FERRARA “CON DI STEFANO CLASSE DIRIGENTE CHE HA FALLITO PER 10 ANNI”

di Filippo Tronca

2 Ottobre 2020 16:00

CHIETI – “Di Stefano si presenta come una novità, a capo di una coalizione infarcita di ex assessori ed ex consiglieri che hanno mal governato Chieti in questi ultimi 10 anni. Se sarà lui a vincere torneranno tutti in pista”.

Così Diego Ferrara candidato sindaco del centrosinistra al ballottaggio del 4 e 5 ottobre a Chieti, che si dice certo di poter recuperare al secondo turno lo svantaggio nei confronti del candidato sindaco Fabrizio Di Stefano, ex consigliere regionale e parlamentare di An, Pdl, Fi, ora alla Lega, che ha ottenuto il 38,8% pari a 11.153 voti. Mentre Ferrara sostenuto da Partito democratico, La Sinistra con Diego Sindaco, Chieti per Chieti e Ferrara Sindaco ha conseguito il 21,5%, pari a 6.183 voti.

Medico di famiglia, 66enne, sposato con tre figli, e quattro nipoti, Ferrara è consigliere comune uscente all’ opposizione del sindaco di centrodestra Umberto Di Primio, ora di Fdi, con la lista civica dei centrosinistra Chieti per Chieti.

Al secondo turno a dare però manforte a Ferrara, con tanto di apparentamento ufficiale,  che darà diritto all’”apparentato” una presenza in giunta e consiglieri eletti, il candidato civico Paolo De Cesare, 3.627 voti pari al 12,6%.  A sostenere Ferrara  anche il Movimento 5 stelle, del candidato Luca Amicone, che ha preso 1.938 voti pari al 6,7%.

Mentre della coalizione de terzo arrivato Bruno Di Iorio ( 5.848 voti pari al 20,3%), Forza Chieti che fa riferimento all’assessore regionale di Forza Mauro Febbo, sosterrà al secondo turno Di Stefano, come lo stesso Di Iorio. Le  liste di Di Iorio “più a sinistra” , i renziani di Chieti viva  (1.306 voti pari al 4,8%), e di Ad azione democratica (753 voti pari al 2,8%), anche senza apparentamento formale, da loro richiesto espressamente, dovrebbero alla fine convergere su Ferrara, pur di sbarrare la strada al candidato leghista.

“La mia proposta politica  – spiega Ferrara – si contraddistingue per la centralità della cura delle persone e la cura della città. Per etica personale di l’ontologia professionale ha sempre avuto estrema attenzione per le fasce vulnerabili della società anziani malati cronici famiglia disabili famiglie in difficoltà economica. quello che garantisco è che mi adopererò come sindaco per ridurre i loro disagi per perseguire l’uguaglianza dei cittadini.

Diego Ferrara, prima di tutto, quale bilancio si sente di tirare al termine di questa lunga e dura campagna elettorale?

Entusiasmante, per la vicinanza con la cittadinanza che ho vissuto, ancora più intensamente rispetto a quello che ero abituato nell’esercizio della mia professione medica. È stato un grande accrescimento umano e di conoscenza dei problemi. C’è stata tanta empatia, con persone di tutte le estrazioni sociali, e ho potuto constatare anche la vulnerabilità e la sofferenza che si vive in questo periodo non facile

L’apparentamento con De Cesare il sostegno del Movimento 5 stelle basterà a abbattere Di Stefano?




Noi ci appelliamo a tutti i cittadini che vogliono il bene e il progresso della nostra città. Con De Cesare è stato un approdo naturale: molti suoi punti programmatici sono perfettamente sovrapponibili ai miei. E gli ho sempre riconosciuto grande coerenza e serietà. Per quanto riguarda l’altra coalizione, quella di Di Iorio, mancavano queste caratteristiche e quando mi sono trovato a decidere su una proposta di accordo di apparentamento ho riflettuto a lungo e ho deciso che era irricevibile. Sono certo comunque che gli elettori e le liste Chieti viva e di Ad azione democratica non potranno non sostenere il mio progetto politico, e nei confronti di queste liste faccio il mio sentito ringraziamento e formulo un augurio di fattivo lavoro prossimo venturo. Felice poi nel sostegno del Movimento 5 stelle.

Che giudizio dà invece del sostegno di Mauro Febbo a Di Stefano al ballottaggio, dopo le reciproche bordate del primo turno?

Il massimo della coerenza verrebbero unicamente da dire…

Cosa la differenzia maggiormente rispetto al suo avversario Di Stefano?

Il vero punto debole di Di Stefano è che propone nella sua coalizione ex assessori ed ex consiglieri che hanno mal governato Chieti in questi ultimi dieci anni. Se sarà lui a vincere torneranno tutti in pista. Parla poi di fondi europei, a cui tutti possono accedere, ma li fa sembrare come se fossero nella sua esclusiva disponibilità, l’unico capace di intercettarli. È un atteggiamento poco serio, come lo è del resto arrivare a promettere l’utilizzo  dell’ eco-sisma bonus al 110%. Anche qui, come noto parliamo di un’ottima misura varata dal governo di centro-sinistra e Movimento 5 stelle, a cui ogni cittadino può liberamente e direttamente accedere senza l’intermediazione di questo o quel politico.

Su quali temi ha insistito di più in questi ultimi giorni di campagna elettorale per convincere gli indecisi?

La mia proposta politica si contraddistingue per la centralità della cura delle persone e la cura della città. Per etica personale di l’ontologia professionale ha sempre avuto estrema attenzione per le fasce vulnerabili della società anziani malati cronici famiglia disabili famiglie in difficoltà economica. quello che garantisco è che mi adopererò come sindaco per ridurre i loro disagi per perseguire l’uguaglianza dei cittadini.
l’altro pilastro del mio programma è scaturito in un’indagine fatta su un ampio campione di cittadini che ha evidenziato l’importanza di restituire decoro a questa città. priorità che sarà declinata nella riparazione delle strade e dei marciapiedi nelle eliminazione delle barriere architettoniche degli spazi verdi e della loro implementazione il miglioramento della viabilità di accesso alla città e risolvendo soprattutto il grosso problema dei parcheggi quelli a ridosso del centro in particolare

La pandemia economica, mi passi il termine, determinerà anche a Chieti con ogni probabilità un aumento della disoccupazione: cosa potrà fare un sindaco, alla luce dei suoi limitati poteri?

Voglio tal proposito citare la nostra strategia, che abbiamo indicato con l’acronimo p.i.c.s.e.l. che sta a significa “programmi integrati per la cultura lo spettacolo gli eventi e il lavoro”.
Appena insediato istituiremo un tavolo di lavoro allargato, a cui parteciperanno associazioni culturali, del terzo settore, associazioni di categoria nessuna esclusa, università e sindacati, per far sì che innanzitutto vengano creati eventi culturali da calendarizzare tutto l’anno. Ogni mese Chieti dovrà essere riconoscibile ed appetibile per una manifestazione di spessore. Sarà poi prioritario promuovere percorsi museali e ed archeologici introducendo il biglietto unico, e creando info-point specifici. Come si può intuire, questa progettualità e questa pluralità di iniziative, potranno già da sole creare economia e posti di lavoro.

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