VOTO: EX PM ANTIMAFIA INGROIA CON ITALIA SOVRANA E POPOLARE, “ULTIMO TRENO PER SALVARE IL PAESE”

16 Agosto 2022 09:09

Italia - Politica, Politiche 2022

L’AQUILA – “Capisco lo sconforto dei cittadini anche abruzzesi, la loro delusione, perfino la forte tentazione di abbandonare ogni speranza, ma questa tornata elettorale ed il nostro progetto politico sono l’ultimo treno per poter provare a cambiare le cose. Rifugiarsi nell’astensionismo purtroppo favorirà ancora una volta il potere, il sistema, questa classe dirigente corrotta e criminale. Invece, tutti insieme possiamo accelerare l’uscita dal tunnel”.

Il conto alla rovescia per le elezioni politiche italiane del prossimo 25 settembre è cominciato e le forze antisistema corrono anche a Ferragosto per riuscire a presentarsi ad un appuntamento che molti considerano decisivo per le sorti del Paese.

Tra questi c’è sicuramente l’ex pm antimafia e politico Antonio Ingroia che, con il movimento, da lui fondato, Azione Civile, fa parte dell’alleanza Italia Sovrana e Popolare a cui hanno aderito, oltre al movimento del siciliano Ingroia, Ancora Italia di Francesco Toscano, Partito Comunista di Marco Rizzo e Riconquistare l’Italia, partito nato in Abruzzo, del docente avezzanese di Diritto privato Stefano D’Andrea.

“Io per tradizione non ho mai scelto le cause vincenti in partenza – afferma Ingroia, che nei giorni scorsi ha proposto, con successo, la candidatura della nota attrice Gina Lollobrigida come capolista al Senato, ad AbruzzoWeb -. E a dimostrazione di quanto dico, basta guardare a quante offerte di candidature mi sono state offerte da partiti che avevano maggiori opportunità di portarmi chi Parlamento, chi in Regione Sicilia, chi al Comune di Palermo. Io credo sempre, ed ho sempre creduto, anche quando ho lasciato la magistratura, che ciò che conta di più sono i principi, gli ideali, le passioni civili, etico-morali, politiche e la coerenza. E quindi, venendo all’ultimo tratto di strada, ho ritenuto più coerente con la mia storia, con i miei principi, i miei ideali, le mie passioni civili, etico-morali, politiche, fare questa scelta. Perché Italia sovrana e popolare ha in sé un baluardo, un punto cardine, che è la nostra Costituzione”.

“Oggi nel quadro ahimè desolante fatto di mediocrità imperante nella politica e di prevalenza degli interessi delle lobby nazionali e sovranazionali, l’unica ‘zattera’ alla quale ci dobbiamo e ci possiamo aggrappare è la Costituzione. In una situazione di emergenza costituzionale, chi ha contribuito a costituire questa nuova soggettività politica ha fatto in modo che fosse quella più confacente alle esigenze che abbiamo. Non è più tempo di sventolare le bandiere della sinistra, le bandiere rosse, alzare i pugni chiusi. Senza voler apparire snob, vedo un po’ di consenso nostalgico verso un passato che non c’è più: penso al mio ex collega Luigi De Magistris che si è messo a capo di un progetto che vuole unire e ricostruire la sinistra radicale, cosa che ho io tentato di fare anni fa. All’epoca aveva un senso, anche se è stata vittima di una legge incostituzionale, ma oggi le cose stanno molto peggio”.

Si spieghi meglio.

Si tratta di difendere la Costituzione con un progetto trasversale nel nome della Costituzione. Non altro.

Qualche anno fa, chi ha tentato di manomettere la Costituzione attraverso un referendum è stato sconfitto…

Certo, perché gli italiani hanno espresso la loro opinione in modo netto e chiaro, ma la classe dirigente è rimasta sostanzialmente la stessa. E le differenze tra destra e sinistra in Parlamento sono cosmetiche. Secondo me bisogna voltare pagina e prendere atto che quella è stata una grande vittoria dal punto di vista formale, ma l’assalto materiale e sostanziale alla Costituzione non è stato sventato. Di fatto, la Costituzione è stata violata. Siamo fuori dalla Costituzione, siamo in un contesto di totale emergenza, con un Parlamento ridotto a zerbino del potere esecutivo per lo più espressione di poteri extra-costituzionali ed extra-nazionali, che hanno ridotto l’Italia ad una colonia di interessi di altre potenze straniere, a cominciare dagli Usa e dalla Ue. Allora bisogna creare un fronte di difesa costituzionale che non vada troppo per il sottile anche sulle diverse provenienze. Del resto, la Costituzione del 1948 ha avuto solo una pregiudiziale: doveva essere antifascista. E allora, liberali, comunisti, socialisti, comunisti e cattolici hanno trovato una sintesi formidabile.

Voi di Italia Sovrana e Popolare volete imitarli?

Noi vogliamo riproporre lo stesso schema, senza apparire velleitari. Ci sono forze di diversa ispirazione, appunto da quella cattolica a quella liberale ma non liberista, fino a quelle comunista e socialista. Solo unendo le forze si può salvare la Costituzione.

Gli spazi democratici, però, vengono sistematicamente ridotti. Il taglio dei parlamentari, ad esempio, per molti è un taglio di natura oligarchica. Crede che quello sia stato uno dei momenti decisivi verso l’ulteriore contrazione della democrazia, oppure no?

Le rispondo così: io non demonizzo il populismo in quanto tale, ma bisogna intendersi se il populismo è mera demagogia e nemico della democrazia, o se significa stare dalla parte del popolo, quindi l’essenza della democrazia. Io ho visto che il Movimento 5 stelle in particolare enucleare in sé entrambi gli aspetti. Ci sono delle battaglie fatte da loro che ho condiviso e che erano corrette dal punto di vista della restituzione del potere e della sovranità al popolo, che poi hanno tradito quando sono andati al governo, ma se guardiamo alle battaglie da populismo demagogico, vediamo che gliene hanno fatte passare tutte. Ed è evidente che il referendum sul taglio dei parlamentari era qualcosa da populismo demagogico, sdoganato con l’elemento del taglio delle spese e non ad esempio del taglio degli stipendi, che avrebbe portato ad una riduzione della democrazia, poiché è evidente che la restrizione del numero dei parlamentari produca una minore rappresentanza del popolo in Parlamento. Oggi quindi ci troviamo a che fare con una serie di ulteriori “ghigliottine” della democrazia. Ed una di queste “ghigliottine” è una legge elettorale farraginosa, incomprensibile, di una natura di sostanziale avversione nei confronti del popolo che vorrebbe rappresentare e che io definisco del tutto incostituzionale.

Neppure dover raccogliere le firme nel mese di agosto per presentare le liste è qualcosa che facilita il processo democratico…

Diciamo pure che si è aggiunta questa “curiosa”, per usare un eufemismo, corsa verso le elezioni anticipate in pieno agosto che sembra fatta apposta per impedire alle forze di opposizione antisistema ed extraparlamentare come la nostra di entrare in Parlamento. Noi però stiamo riuscendo a raccogliere le firme. E ci riusciremo. Alla faccia loro, aggiungo, riusciremo anche a superare lo sbarramento del per cento.

Nonostante non sia affatto facile convincere gli elettori. Pensi, ad esempio, agli abruzzesi delusi dalla politica che vivono in una regione sempre più depressa dal punto di vista economico-sociale.

Capisco lo sconforto dei cittadini anche abruzzesi, la loro delusione, perfino la forte tentazione di abbandonare ogni speranza, ma questa tornata elettorale ed il nostro progetto politico sono l’ultimo treno per poter provare a cambiare le cose. Rifugiarsi nell’astensionismo purtroppo favorirà ancora una volta il potere, il sistema, questa classe dirigente corrotta e criminale. Invece, tutti insieme possiamo accelerare l’uscita dal tunnel. C’è ancora una speranza di cambiare le cose, siamo ancora dentro questo tunnel, la luce è ancora un po’ offuscata, sbiadita, ma grazie agli elettori possiamo aumentare le nostre forze e le nostre energie per accelerare l’uscita dal tunnel. Io so che è solo questione di tempo, ma da quel tunnel usciremo. E con la partecipazione di tutti faremo più in fretta per tornare finalmente alla luce, alla libertà, ai diritti e alla democrazia. (red.)

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