VOTO IN CONDOTTA, MELONI: “CON RIFORMA TORNA RISPETTO A SCUOLA”

18 Settembre 2023 15:22

Italia - Politica, Scuola e Università

ROMA – “Con la riforma del voto di condotta e della sospensione riportiamo la cultura del rispetto nelle scuole, e rafforziamo la autorevolezza dei docenti. È una svolta molto attesa dalla società italiana”.

Così si apprende, la premier Giorgia Meloni, in Cdm, ha elogiato il ministro Giuseppe Valditara, anche per la riforma della istruzione tecnico professionale, “molto attesa dalla scuola italiana, dall’opinione pubblica e dalle forze produttive”.





“Si tratta di una riforma che rende competitiva la filiera della istruzione tecnica e professionale trasformandola in un percorso formativo di serie A e collegandola con il mondo del lavoro e dell’impresa. Offriamo così importanti opportunità lavorative ai nostri giovani e rendiamo più competitivo il nostro sistema produttivo”.

Per Valditara, “promuovere la cultura del rispetto vuol dire ridare senso al voto di condotta e alle sospensioni. Noi non abbiamo paura del voto di condotta, noi non abbiamo paura delle sospensioni, perché noi non bullizziamo il compagno, non molestiamo una ragazza, non picchiamo un insegnante. Noi siamo persone per bene che hanno il senso della responsabilità”, ha detto.





“Io – ha aggiunto Valditara – credo che chi picchia un compagno, chi molesta una ragazza debba essere sanzionato per imparare il senso della responsabilità. Non ci appartiene una sterile voglia di vendetta, ma per tirar fuori il bello che anche in lui c’è”.

Oltre a lanciare una riforma sperimentale per gli istituti tecnico-professionali, con il decreto arrivano nuove norme sul voto in condotta e sulla sospensione. Va tenuto a mente, però, che questa riforma non entrerà immediatamente in vigore: prima dovrà passare dal Parlamento, che avrà due mesi per discutere eventuali modifiche e approvarla. Poi, il ministero dell’Istruzione avrà fino a sei mesi per scrivere dei regolamenti che mettano in pratica le novità previste. È possibile, quindi, che i primi effetti si vedranno solo dal prossimo anno scolastico.

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