VOTO L’AQUILA, CIALENTE VINCENTE NEL CENTROSINISTRA, SONDAGGIO DEL PD SPARIGLIA LE CARTE

EX SINDACO PER DUE MANDATI BATTEREBBE ATTUALE PRIMO CITTADINO BIONDI, FDI, DI SEI PUNTI AL BALLOTTAGGIO, DI DUE PEZZOPANE E DI BENEDETTO. “CONTENTO PER STIMA AQUILANI”. CENTRODESTRA MEDITA AZIONI LEGALI SU MODALITA' RILEVAZIONE. PERDEREBBERO LOLLI CHE HA COMMISSIONATO IL LAVORO SU UN CAMPIONE DI MILLE PERSONE, PALUMBO, BENEDETTI, INVERARDI E COCCIA

9 Novembre 2021 19:21

L'Aquila - Abruzzo, Politica

L’AQUILA – C’è una notizia che ha del clamoroso e fa riflettere molto in seno al Pd nel sondaggio sulle prossime elezioni dell’Aquila commissionato dall’ex sottosegretario e vice presidente della Regione, il dem Giovanni LolliMassimo Cialente, sindaco per due mandati, in pieno terremoto e post terremoto, sarebbe il candidato vincente per il centrosinistra alle amministrative che si terranno nella primavera del 2022, capace di battere al ballottaggio nel modo più netto, con sei punti di vantaggio, l’attuale primo cittadino del centrodestra, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, già lanciato dalla coalizione compatta nella ricandidatura.

Contento che gli aquilani abbiano stima nei miei confronti, ma altro davvero non voglio aggiungere”, il quasi no comment di Cialente a questa testata.

Sull’esito del sondaggio che ha coinvolto mille cittadini, tace il centrodestra, ed anzi si registrerebbero imbarazzi, visto che fino a poche settimane fa l’attuale sindaco era dato come stra-favorito, con il centrodestra compatto a suo sostegno. E secondo  quando si è appreso sarebbero al vaglio azioni legali per  denunciare le modalità di comunicazione del sondaggio.

L’ex parlamentare Pd e medico in pensione, è stato in sella fino al giugno 2017 quando non è sceso in campo lasciando il testimone all’attuale consigliere regionale civico, leader del gruppo comunale Il Passo Possibile, Americo Di Benedetto, che dopo aver vinto largamente al primo turno ha perso clamorosamente al ballottaggio con Biondi e il centrodestra.

E’ questa la vera novità del sondaggio che dice al Pd che Biondi è battibile, spuntato fuori lunedì sera in occasione dell’evento promosso dal Pd sul Pnrr nel cratere del sisma su iniziativa di Lolli che ne ha illustrato e commentato i risultati a questa testata, senza però fare nomi.

Gli altri due candidati vincenti, il deputato del Pd Stefania Pezzopane e il consigliere regionale della lista Legnini Presidente, Di Benedetto, già ridisceso in campo con una proposta civica e moderata, batterebbero Biondi con un margine meno netto, circa due punti di scarto.

I risultati del lavoro commissionato da Lolli sparigliano le carte nel Pd e nel centrosinistra spaccati e diviso, oltre a scuotere il clima elettorale in largo anticipo facendo capire quali saranno i contorni della prossima campagna.

Tornando a Cialente, evidentemente gli aquilani non hanno dimenticato il sindaco del terremoto e della ricostruzione che in questi anni non ha mai rinunciato al suo rapporto con i cittadini, pur non facendo politica attiva: in questi mesi, da medico in pensione, è  impegnato sul fronte delle vaccinazioni anti covid. Appare evidente che per il popolo del centrosinistra e anche non, appare la figura più rassicurante.

Il sondaggio, emerge, ha coinvolto circa mille persone, contattate telefonicamente, ed è stato realizzato dagli stessi professionisti che hanno curato i sondaggi “interni” commissionati dal candidato sindaco di Roma, poi eletto, Roberto Gualtieri.

Il Pd tiene nel cassetto la documentazione ufficiale e dunque occorre fidarsi di quello che trapela.

Spuntano anche altri nomi di ipotetici candidati, sottoposti all’opzione del piccolo campione, che però sarebbero sconfitti da Biondi: si tratterrebbe del presidente del partito aquilano ed ex presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti, del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, autocandidandosi nei mesi scorsi, dell’ex rettrice dell’Università, Paola Inverardi, ora stimata prof in campo nazionale ed internazionale, e del rettore del Gran Sasso Science Institute, Eugenio Coccia.

Nella lista anche Lolli che lunedì scorso ha comunque perentoriamente confermato che non sarà in nessun modo candidato sindaco, nonostante in questi mesi abbiano cercato di convincerlo a farlo.

Come del resto, non ambiscono a candidarsi né la prof Inverardi, né tantomeno Coccia, seppure Lolli, che resta in prima fila come regista della coalizione, abbia cercato di convincerlo, per mettere in difficoltà Di Benedetto, e indurlo ad una scelta unitaria, ritirando la sua candidatura lanciata da mesi, a favore di una figura di più alto profilo, civica e aggregante.

Coccia, però, comprensibilmente preferisce continuare ad occuparsi di fisica astro-particellare e del Gran Sasso science institute, piuttosto che caricarsi sulle spalle il pesante fardello della gestione di un comune capoluogo. Palumbo invece ambizioni le ha coltivate, nel segno del rinnovamento e dell’andare oltre la mitica “triade” che ha dettato legge per decenni nel Pd aquilano, composta da Cialente, Pezzopane e Lolli.

Ma alla fine della giostra, il più gradito è stato proprio Cialente.

Non sondato il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, spesso critico con la dirigenza regionale del partito, in particolare con il segretario abruzzese, Michele Fina, che non ha dato disponibilità a candidarsi facendo un passo di lato per non ingrossare le fila.

Il sondaggio interno su un campione limitato, comunque infonde ottimismo nel Pd, rimasto nel guado in questi mesi, nella scelta del candidato, e ora vede la partita delle elezioni apertissima.

Risulterebbe infatti che tra gli elettori di centrodestra, alla domanda su chi voterebbe come sindaco tra Biondi, il senatore civico Gaetano Quagliariello o un altro nome, il sindaco sarebbe votato al 60%, Quagliariello al 10%,, il terzo candidato del centrodestra è al 30’%.

Non positivo sarebbe il gradimento sia per la giunta regionale di Marco Marsilio, di Fdi, che per quella di Biondi, il che significherebbe che il sindaco ha perso consenso rispetto alle elezioni del 2017.

Un altro dato importante è il giudizio negativo sull’operato di tutti i partiti: in questo quadro, il Pd sarebbe quello messo meno peggio, seguito da Fi, Fdi e Passo Possibile. Male la Lega. Una buona notizia per le ambizioni delle formazioni civiche. (red)

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