VOTO L’AQUILA: CIRILLO, “PICCOLA TASSA DI SOGGIORNO DA REINVESTIRE IN SERVIZI AL TURISMO”

10 Giugno 2022 11:53

L'Aquila - Abruzzo, Politica

L’AQUILA – “A L’Aquila manca una vera strategia sul turismo, che potrebbe invece essere fatta decollare ed essere alimentata con l’introduzione di una piccola tassa di soggiorno, come avviene in tante altre città, da reinvestire in promozione e servizi al turismo”.

Così Maurizio Cirillo, 63enne ex manager della Telecom, ed ora affermato imprenditore del turismo e in Brasile titolare di un pluripremiato birrificio, candidato, in ticket con Emanuela Cossetti, 46 anni, insegnante di scuola primaria, alle elezioni di domenica prossima a L’Aquila,   nella lista L’Aquila viva e forte, che sostiene il candidato sindaco Americo Di Benedetto.

“Alla nostra città – spiega Cirillo -, serve un turismo di qualità,  incentrato sulla cultura, la musica e l’arte di alto livello. A questo proposito, per creare l’humus adatto per le ambizioni che questa città deve coltivare, sarebbe stato importante un coinvolgimento nelle progettualità  ad esempio dell’Accademia delle belle Arti, anche per valorizzare e rendere fruibili ai visitatori, i tanti e bellissimi cortili ristrutturati e restaurati nel post sisma, da far adottare agli studenti dell’accademia per poter realizzare esposizioni personali ed varie iniziative, creando una città da arte aperta ai giovani agli artisti e turisti”.

C’è poi il problema dei parcheggi: “sono pochi, tremendamente pochi, e questo ha frenato non poco il ritorno nel centro storico.  Oltre alla mancanza cronica di parcheggi, che in tutto il mondo sono un business ma da noi creano solo debito, basti pensare al parcheggio di Collemaggio. Manca il controllo, basta girare il centro e vedere parcheggi selvaggi senza nessuna multa.
Bisognerebbe avere il coraggio di ripensare le destinazioni degli immobili pubblici, alcuni dei quali potrebbero essere trasformati in parcheggi multipiano distribuiti in città in modo anche da distribuire il traffico”.

Infine, ancora sul turismo, “perché nn rompere un tabù e pensare ad una tassa di soggiorno anche piccola per creare ricavi da reinvestire nel turismo stesso? Si potrebbe generare un circolo virtuoso per richiamare i turisti sulla scia di quanto avviene nella maggior parte delle citta e borghi d’arte, in Italia e nel mondo”.

 

 

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