VOTO L’AQUILA, IL FLOP E I “TRADIMENTI” NEL PD: “PEZZOPANE HA PERSO, ORA DIETRO LE QUINTE”

DURO SCONTRO ALL'INTERNO DEL PARTITO DEMOCRATICO, PALUMBO E PIETRUCCI CHIEDONO RINNOVAMENTO: "FAVORIRE RICAMBIO GENERAZIONALE"; CANDIDATA SINDACO: "RESTO AL MIO POSTO, HO SUBITO COLPI BASSI"

16 Giugno 2022 20:21

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – Il centrosinistra a pezzi dopo le elezioni amministrative dell’Aquila, che hanno visto la riconferma al primo turno del sindaco Pierluigi Biondi, fa i conti con quella definita una “sconfitta epocale” e l’allargata coalizione a sostegno della deputata dem Stefania Pezzopane si sgretola senza paura di mostrare i cocci rotti.

È la stessa Pezzopane ad innescare le dure reazioni di chi la vorrebbe “dietro le quinte”, quando tirando dritto avverte: “Non mi ritiro”, aggiungendo che “la sconfitta è colpa di tutti” alludendo poi a “colpi bassi, tradimenti malcelati, attacchi personali, voci false, doppiezze e ambiguità”.

Non ci sta il capogruppo Pd al Consiglio comunale dell’Aquila Stefano Palumbo, con 541 voti il secondo più votato tra i candidati del centrosinistra, dopo Paolo Romano (L’Aquila Nuova) con 811 preferenze, e in un post su Facebook tuona: “No, non ci si può lavare le mani dicendo che abbiamo perso tutti. Ha perso lei e la sua proposta, ritenuta la meno convincente tra le tre in campo. Né si può giustificare il pessimo risultato parlando genericamente di colpi bassi e tradimenti. Io che purtroppo ho nella correttezza il mio punto debole in un ambiente di gente senza scrupoli, non lo consento. Dirò di più, se fosse stato un confronto tra soli candidati sindaci, senza la spinta dei candidati consiglieri, la situazione sarebbe stata per lei drammaticamente peggiore”.

Uno “sfogo” in linea con l’invito lanciato ieri del consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci per cui “Stefania potrebbe essere la prima a dare l’esempio e a favorire un ricambio, un investimento e una responsabilità sul gruppo bello e affiatato di consiglieri del centrosinistra che è stato eletto”.

Se il colpo è stato avvertito forte e chiaro da tutta la coalizione – Pezzopane era sostenuta da 6 liste: Partito democratico, L’Aquila coraggiosa, L’Aquila nuova, 99 L’Aquila, Demos e Movimento 5 stelle – il dato che non passa inosservato, in quanto in controtendenza rispetto a quello nazionale, è il flop del Partito democratico che con l’ 8,6% ha perso quasi 10 punti rispetto a 5 anni fa.

E in molti nel Pd ora invocano rinnovamento, cambio generazionale, mettono in discussione l’intera classe dirigente del Pd, incardinato sulla leggendaria “trimurti”, che ha fatto le fortune del partito in città, composta come noto, dalla stessa Pezzopane, dall’ex sindaco per dieci anni Massimo Cialente e dall’ex parlamentare ed ex presidente della Regione vicario, Giovanni Lolli. Cresce poi il malcontento nei confronti del segretario regionale Michele Fina, accusato per di più di essere poco presente ed efficace in quella che era la partita più importante delle amministrative in Abruzzo.

Come se non bastasse, nella nota di oggi, Pezzopane non risparmia pesanti critiche al civico Americo Di Benedetto, ben contento, nonostante la sconfitta di essere arrivato secondo, al 23.7% pari a 8.947 voti, davanti al centrosinistra, con 7.758 voti pari al 20.6%. Pezzopane gli ricorda infatti che anche lui ha perso come nelle elezioni del 2017, dove era anche lì candidato sindaco, questa volta dell’intera colazione di centrosinistra. Salvo poi assicurare: “Lavorerò per riavvicinare questi due mondi e con Americo dai banchi del consiglio comunale così come si lavora e si sta insieme in consiglio regionale”.

Da qui le considerazioni di Palumbo: “Adesso bisogna ripartire dalle macerie, e rimango senza parole quando leggo che si propone lei come ricucitrice del rapporto con il gruppo di Americo Di Benedetto (senza mancare però di precisare che ha perso pure lui) o addirittura come garante del ricambio generazionale che insieme ad altri ha finora ostacolato”.

Infine: “Sono costretto allora ad essere molto diretto, se veramente vuole consentire tutto questo sia coerente, si dimetta dal consiglio comunale favorendo l’ingresso del quarantenne Gianni Padovani e, dopo avere avuto tantissimo da una comunità politica che le ha consentito di fare 40 anni di onorata carriera nelle istituzioni, si metta finalmente a disposizione da dietro le quinte. È quello che la città ha chiesto attraverso il voto, in maniera inequivocabile. ‘Mi rialzerò anche questa volta’ è l’evidenza di come invece il destino personale viene prima di tutto, prima del futuro di un’area politica e della città”.

Nel dibattito in corso nell’allargato centrosinistra interviene anche Alfonso D’Alfonso, coordinatore regionale Demos Abruzzo, lista che ha ottenuto l’1.06% dei consensi, che osserva: “Bisogna evitare lo scarica-barile o le auto-assoluzioni che portano all’inutile caccia al responsabile e al conseguente tutti contro tutti. Ogni forza politica deve prioritariamente guardare al proprio interno, facendo passaggi utili per rimuovere le cause della sconfitta, evitando così di intossicare la parte sana della coalizione, e solo quando saranno state individuate e rimosse le cause della sconfitta ritrovando l’assetto giusto e autorevole di ogni singolo partito si potrà riprendere il percorso per ricomporre un campo largo dove nessuno potrà pensare di recitare il peso di azionista di maggioranza o ancora peggio di amministratore delegato”.

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