VOTO L’AQUILA: TIBERTI STRIGLIA DANIELE: “DISPIACE SUA DERIVA VERSO FDI, FUTURO E’ AL CENTRO”

ELEZIONI COMUNALI: DOCENTE STORICO ESPONENTE DEMOCRISTIANO SU VICINANZA VICESINDACO ELETTO NEL 2017 CON UDC, A PARTITO DEL SINDACO BIONDI, E PRONTO A RICANDIDARSI. " DA PARTE SUA DISCUTIBILE SALTO DELLA QUAGLIA VERSO ESTREMA DESTRA, MENTRE SI STA AFFERMANDO IL NEO CENTRISMO, CON RIVINCITA DELLA PRIMA REPUBBLICA"

15 Aprile 2022 08:41

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Ci sono stati parecchi salti della quaglia, anche nel centrodestra aquilano, ma ad addolorarmi è quello dell’amico Raffaele Daniele, che è stato, anche grazie al sottoscritto, eletto cinque anni fa nell’Udc. Peccato per lui, ha scelto di andare con l’estrema destra, a tagliare nastri quando il suo ‘principale’ Biondi ha altri impegni. Quando invece la storia, e anche i destini della politica aquilana, vanno in tutt’altra direzione, verso il campo moderato”.

L’affondo contro il vicesindaco dell’Aquila, l’avvocato Raffaele Daniele, eletto nel 2017 con l’Unione di Centro ed ora fedelissimo del ricandidato sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia alle elezioni comunali del 12 giugno prossimo arriva da un vecchio amico democristiano, il professor Sergio Tiberti, ex docente dell’università dell’Aquila di Igiene e Medicina preventiva e del lavoro, ora docente presso vari enti e organismi europei. Grande “nemico” dell’ex rettore Ferdinando Di Orio ed ex-componente del cda dell’Ateneo. Membro dell’accademia delle scienze che il 12 aprile a L’Aquila ha organizzato il convegno “Covid-19: due anni di sfide per il sistema sanitario italiano”, alla presenza di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Daniele, fedelissimo del sindaco, uomo di punta dell’esecutivo, in virtù di deleghe pesantissime come Bilancio, Ricostruzione pubblica e Commercio, sarà anche lui di nuovo in campo da protagonista, sicuro di una sua rielezione, dato però oramai come un esponente del partito di Giorgia Meloni, anche se il suo ingresso in Fdi non è stato mai formalizzato e ufficializzato.

Un “tradimento” comunque, per Tiberti, vicino politicamente all’Udc, e che è pronto a dare il suo contributo, come grande organizzatore di esperienza,  per una presenza scudocrociata nella coalizione di centrodestra alle prossime elezioni a L’Aquila, in accordo con Forza Italia, in linea oramai con la consolidata convergenza dei due partiti anche a camera e Senato.

Tornando a Daniele, Tiberti ricorda: “è stato il sottoscritto a farlo mettere in lista dell’Udc nelle comunali del 2017, nella lista, e mi impegnai poi personalmente nella sua campagna elettorale. Daniele fu così eletto con  228 preferenze, con l’Udc che ottenne 787 voti, pari a 2% circa. Ora non è tanto una questione di incoerenza, quello che mi dispiace è che si sta tirando fuori da solo, andando a destra, da un progetto politico nascente, nel Paese e anche a L’Aquila, che invece va in tutt’altra direzione, e che potrebbe garantirgli un futuro ben più promettente, anche come prossimo sindaco della città”.

E Tiberti, democristiano non pentito, orgogliosamente nostalgico della prima Repubblica, che “ha fatto grande questo Paese, ha espresso statisti come Alcide De Gaspari, ha garantito un benessere duraturo agli italiani”, illustra la direzione nuova, verso cui la politica si sta a suo dire evolvendo, ora che si sta spegnendo la spinta populista e sovranista.

“Cominciamo con il dire che la Lega oramai non tocca palla né al Comune dell’Aquila, né al governo, né nelle Regioni, compresa la Regione Abruzzo, nonostante i tanti voti presi, pur essendo come a L’Aquila e in Abruzzo il primo partito . La verità è che la forza traino del centrodestra è nel guado, e registro con soddisfazione che il leader Matteo Salvini, finalmente ben consigliato, stia spostando la barra verso il centro, convergendo con le posizioni moderate di Forza Italia e dell’Udc. In futuro avremo insomma un centro destra che sarà più centro che destra, finalmente. La rivincita della prima Repubblica”.

A questo proposito Tiberti ha accolto con soddisfazione la vittoria al primo turno alle elezioni politiche francesi di Emmanuel Macron, seppure con solo il 4,7%  di distanza da Marine Le Pen candidata della formazione di destra Rassemblement National .

“L’esperimento centrista di Macron – commenta Tiberti -, è quello del Partito della nazione, e deve essere il punto di riferimento anche per il centrodestra italiano. Macron ha ottime possibilità di essere riconfermato presidente, e questo significa che la destra di Le Pen sarà ancora una volta costretta all’opposizione. Ritengo che sia lo stesso destino di Fratelli d’Italia nel nostro Paese. Peccato che però Raffaele Daniele non lo abbia compreso”. red.

 

 

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