VOTO REGIONALI 2019: CASSAZIONE RESPINGE RICORSO CONTRO ELEZIONE SCOCCIA E ALTRI CONSIGLIERI

8 Maggio 2021 11:12

L’AQUILA – La Cassazione pone la parola fine alla vertenza riguardante i ricorsi presentati da una cittadina di Avezzano contro l’elezione dei consiglieri regionali Marianna Scoccia dell’Udc, Roberto Santangelo di Azione Politica, Mauro Febbo di Forza Italia e Francesco Taglieri del M5s.

I ricorsi, già respinti da Tribunale Amministrativo Regionale e Consiglio di Stato, riguardavano l’ammissibilità alla competizione elettorale del febbraio 2019 della lista Udc, nella quale Scoccia è stata eletta e il calcolo dei resti, ai fini della determinazione della cifra elettorale per l’elezione di un candidato. Rigettato anche questo ricorso i quattro consiglieri regionali possono restare in Consiglio regionale, per il prosieguo del loro mandato.

Schema che se fosse saltata l’elezione di Scoccia, avrebbe compromesso anche l’elezione degli altri consiglieri. Al suo posto sarebbe entrato infatti l’ex consigliere di Forza Italia, Emilio Iampieri, non rieletto, oppure ci sarebbe stata l’esclusione con un effetto domino di altri consiglieri candidati in province diverse dall’aquilana.

Alla base del ricorso della cittadina, assistita dall’avvocato Walter Feliciani, i voti conseguiti dall’Udc, che secondo la ricorrente, non dovevano essere considerati perché la lista non poteva essere ammessa alla consultazione elettorale non avendo raccolto le firme per partecipare.

La norma infatti prevede di raccogliere 1.500 firme di cittadini per ogni Provincia a sostegno di una lista, quindi 6.000 nell’intera regione. Oppure si può produrre una dichiarazione di esonero dalla raccolta ma solo se la lista ha avuto, al momento dell’indizione delle elezioni, una rappresentanza nel Consiglio regionale o fa parte di un gruppo parlamentare. Per i ricorrenti però l’Udc ha ottenuto l’esonero delle firme presentando la dichiarazione di un singolo parlamentare riconducibile a un’altra lista.

L’Ufficio centrale elettorale ha poi disposto che 17 seggi dovevano andare alle liste collegate a Marco Marsilio, presidente eletto. Nel dettaglio: 10 alla Lega, 3 a Forza Italia, 2 a Fratelli d’Italia ed 1 rispettivamente ad Azione politica e all’Udc.

 

 

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