ZONA BIANCA E MOVIDA, IN ABRUZZO CITTA’ FRENANO: LIMITI DI ORARIO E DIVIETO CONSUMO BEVANDE

8 Giugno 2021 08:21

L’AQUILA – Limiti di orario e divieto di consumo bevande nelle vie del centro. Alle porte dell’estate, le città abruzzesi provano a limitare gli effetti di un ritorno repentino alla normalità, facendo i conti con quello che sembra essere diventato il primo ostacolo alla sicurezza, già prima dell’ingresso in zona bianca: la “movida”.

E mentre i ragazzi tornano a riempire le strade, e i gestori dei locali sperano nel pienone della stagione calda per rifarsi di quasi un anno e mezzo di pandemia, le Amministrazioni comunali frenano, non solo per il timore del contagio ma anche alla luce di recenti episodi di degrado e violenza, in qualche caso sfociati in risse, principalmente nel fine settimane.

Diverse le misure adottate nelle principali città.

A L’Aquila, ad esempio, il sindaco Pierluigi Biondi, a seguito della riunione del Comitato ordine e sicurezza pubblica, ha disposto un’ordinanza che prevede il divieto di consumare bevande alcoliche in diverse strade, piazze e, in generale, aree pubbliche del centro storico dell’Aquila, in particolare in quelle dove è più attiva la cosiddetta “movida”, al di fuori dei casi e degli spazi autorizzati. Un provvedimento che si è reso necessario, secondo il primo cittadino, dopo le numerose denunce dei cittadini ed esercenti che, specialmente nell’ultimo periodo, hanno lamentato una totale assenza di controllo nelle zone più frequentate, invase da rifiuti di ogni genere lasciati dai ragazzi (ma non solo), con il rischio che l’abuso di alcolici possa condurre a casi di violenza, come accaduto la scorsa settimana con la rissa sotto ai portici di San Bernardino.

A Pescara non si placano le polemiche per gli orari di bar, ristoranti e locali: dalla domenica al giovedì dovranno chiudere a mezzanotte e mezza e il venerdì e sabato all’1.30. Il sindaco, Carlo Masci, ha tenuto a precisare “che non è un’ordinanza coprifuoco, è una regolamentazione degli orari. Pescara ha una grande capacità di concentrazione di persone, soprattutto in centro, e quindi c’è bisogno di regolamentare”. Motivazioni che non sono bastate a sedare gli animi, con i titolari delle attività di nuovo sul piede di guerra.

A Chieti, invece, non sono previste ulteriori misure restrittive: “Abbiamo deciso di dare fiducia all’esigenza di rinascita espressa della città, chiaramente richiamando gli esercizi a un’attenzione massima alle regole e a un monitoraggio continuo della situazione e assicurando la nostra presenza nei luoghi dove maggiormente si concentrano i locali e la presenza di pubblico. Un passo per volta, dobbiamo tornare a respirare una vita il più possibile vicina alla normalità”, le parole del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore al Commercio Manuel Pantalone.

Il tema, comunque, è al centro del dibattito in tutta Italia, non solo nell’Abruzzo in zona bianca.

Sulla possibilità che ci siano più controlli sulle norme anti-virus ancora in vigore, il vicepresidente nazionale e responsabile romano di Fipet (Federazione italiana pubblici esercizi) Confcommercio, Claudio Pica, spiega: “Come Confcommercio siamo per il rispetto delle regole. Più controlli significano più sicurezza per i cittadini e per le imprese. Meglio un aperitivo in meno”.

Una preoccupazione, a Roma ma non solo, è legata al fenomeno delle risse tra minorenni ubriachi, spinti dalla voglia irrefrenabile di riassaporare la libertà: “Chiederemo un incontro al prefetto per cercare di prevenire problemi nelle piazze della movida, con conseguente rischio di chiusura delle stesse e danno economico per i locali – afferma Pica – Una soluzione potrebbe essere riportare il divieto di asporto dalle ore 20 alle 19, specie per arginare la vendita di alcolici nei minimarket”. Viene citata la lite di alcuni giorni fa a Campo de Fiori, nel cuore della movida e del centro di Roma.

Ma episodi simili si sono verificati ad Arezzo, con due ventenni denunciati per il ferimento di un vigile urbano, sabato sera. Cinque invece a Reggio Emilia per una rissa. Nelle stesse ore a Cagliari a decine, molti senza mascherina, cantavano accalcati “Bevo, bevo, mi ubriaco e son felice anche se poi il Covid ho”, scena finita subito sui social. A Firenze il sindaco Dario Nardella promette che “sui controlli della movida non ci faremo trovare impreparati”, pur tenendo conto che “le persone sono da un anno e mezzo chiuse in casa, c’è una grande voglia di riprendere a vivere”.

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