UCRAINA: “MANOVRE MILITARI IN DEPOSITO MONTE SAN COSIMO SULMONA, COSA STA ACCADENDO?”

20 Marzo 2022 10:57

L'Aquila - Cronaca

SULMONA - "Abbiamo appreso con preoccupazione delle ultime manovre militari attorno a Monte San Cosimo, Valle Peligna, come pubblicato questa settimana da diverse testate giornalistiche locali. Chiediamo la smilitarizzazione dei nostri territori, incluso lo smantellamento del deposito militare, come già chiesto più volte in questi decenni e ancora una volta, che si levi il segreto militare e si faccia chiarezza su che cosa sia effettivamente depositato al suo interno, per il bene (anche e non solo) delle e degli abitanti".

Così in una nota il collettivo Altrementi, che  organizza un flash mob a Sulmona, Piazza XX Settembre, dalle oggi dalle ore 18:30 alle ore 19:30

"Si moltiplicano in queste settimane in tutti i Paesi le iniziative di cittadine e cittadini contro la guerra e per un immediato cessate il fuoco e si moltiplicano in Italia, da Sud a Nord, anche i presìdi di contestazione sui luoghi sede di basi militari NATO e di siti industriali legati alla produzione e al commercio internazionale di armi di distruzione e di morte",  si legge nella nota.

"È inoltre di questi giorni la notizia dell’approvazione al Parlamento italiano di un aumento delle spese militari, a fronte di: un sistema sanitario pubblico in via di dissesto, smantellamento e privatizzazione; una pandemia non risolta; un aumento delle bollette di gas e luce e dei prezzi dei beni di prima necessità e dei carburanti dovuto non alla guerra ma alla privatizzazione dei servizi essenziali (con riferimento particolare al sistema energetico) e a operazioni di speculazione sui mercati da parte di oligarchie economiche lasciate libere di predare e saccheggiare le nostre vite e i nostri territori; un sistema di trasporti collettivi anch’esso sempre più privatizzato e insufficiente; licenziamenti di massa; salari da fame; carenza di case per tutte/i e affitti sempre più esorbitanti; scuole fatiscenti e un’istruzione sempre meno pubblica; (la lista potrebbe continuare)", prosegue la nota.

"Ci dicono però sempre che non ci sono i soldi. Dovremmo invece fare molta attenzione a come verranno spesi, tra gli altri, quelli del PNRR, oltre a quelli che noi versiamo all’erario. Chiediamo al nostro governo, a quelli europei e alle istituzioni europee di impegnarsi concretamente per un immediato cessate il fuoco e per risolvere il conflitto e i conflitti armati in corso con gli strumenti della diplomazia, del dialogo e del negoziato. Non con le armi o con sanzioni economiche che colpiscono le persone comuni. Se condanniamo in primo luogo e nella maniera più assoluta la politica di aggressione e di guerra di Putin, riteniamo tuttavia che l’escalation del conflitto in Ucraina (già in corso dal 2014) sia anche responsabilità (storica e più recente) dei governi e delle élite economico-militari europei e occidentali", conclude la nota.

 

 

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