PESCARA: FINE DEL MERCATO ETNICO, COMUNE PRONTO A REVOCARE POSTI

19 Agosto 2019 16:06

PESCARA – L'amministrazione comunale di Pescara mette la parole fine al fallimentare esperimento del mercatino etnico nel sottopasso della stazione ferroviaria.

Proprio oggi il dirigente competente ha firmato il provvedimento per la revoca dei posti. 

La struttura, motivo di forti polemiche e dure battaglie intraprese da cittadini, commercianti ed esponenti di centrodestra, di fatto non ha mai realmente funzionato. 

Fortemente voluto dalla precedente amministrazione di centrosinistra, guidata dall'ex sindaco Marco Alessandrini, è stata inaugurata lo scorso aprile alla presenza dell’ambasciatore senegalese Mamadou Saliou Diouf, del console per l’Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna Tullio Galluzzi, del vescovo della Diocesi di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, dell’imam della comunità senegalese Faye Dame, dei rappresentanti dell’esecutivo e della maggioranza, di quelli delle associazioni e sigle in sinergia con le quali nasce la manifestazione: Cgil Pescara, Alis, l’Associazione Dei Lavoratori Immigrati Senegalesi Fondazione Caritas, Arci, On the Road, Anpi, Movimentazioni, Pepe Collettivo, Rete Oltre il Ponte, Artisti per il Matta.

Per la sua realizzazione sono stati spesi 250 mila euro: 84 inizialmente le domande giunte a palazzo di città. Oltre 50 gli operatori ritenuti idonei. Ma nei giorni subito dopo l’inaugurazione nel sottopasso ferroviario soltanto due o tre commercianti hanno provato ad allestire le loro bancarelle. 




“Pescara, città dei ponti, città tradizionalmente vocata alla solidarietà e alla relazionalità sociale e commerciale, celebra oggi l’avvio del mercatino etnico e dell’integrazione, che da utopia è divenuto realtà per favorire politiche di coesione sociale, che contrastino la cieca logica degli steccati”, aveva sottolineato Alessandrini.

Una scelta che non ha comunque frenato, altrove, il proliferare di bancarelle abusive a tutti gli angoli della città, in particolare nel lungomare.

E oggi il forzista Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, strenuo oppositore del progetto, commenta: “Inizia l'iter per smantellare il mercatino fintamente etnico riallestito dalla precedente amministrazione di sinistra e dal sindaco Alessandrini sotto il tunnel della stazione ferroviaria”. 

“Dopo mesi nessun ambulante su 100 assegnatari ha allestito la propria bancarella per vendere la propria merce legale. Come mai? Colpa delle telecamere? Fatto sta che ora la norma ci consente di revocare quelle postazioni assegnate e di cancellare un errore della politica”.

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