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COLTELLATE E ALCOOL IN UNA CENA TRA AMICI: A CHIETI 4 A GIUDIZIO

Pubblicazione: 31 gennaio 2019 alle ore 12:25

CHIETI - Una cena finita a coltellate tra 4 amici a Chieti, a causa anche di qualche bicchiere di troppo; per questo motivo il 12 aprile inizierà il processo a carico di 3 persone dopo il rinvio a giudizio del gup Maria Allieri.

Come riporta Il Messaggero, alla sbarra per tentato omicidio, Annamaria Marinelli, 54 anni di Chieti, mentre altre due persone devono rispondere di omissione di soccorso e di favoreggiamento personale. Si tratta di Antonio D'Ingiullo, 60 anni di Chieti e di Mauro Noè, 38 anni di San Salvo (Chieti) mentre era stata stralciata la posizione di Remo Marcuccitti Del Rosario,61 anni di Bucchianico (Chieti). L'uomo rimasto ferito è un 57 anni di Chieti, Massimo Spadaccini.

I fatti risalgono al 12 marzo 2018, la donna rinviata a giudizio, che fa lavori saltuari come commerciante, quel giorno era uscita di casa armata di un coltello a serramanico, con una lama di dieci centimetri, per andare a cena a casa dei suoi amici.

Con uno di loro, secondo quanto riportato dalla donna, c'era un vecchio conto in sospeso per un favore che aveva fatto tempo prima, consentendo cioè di spostare la residenza presso la propria abitazione a cambio di 50 euro che non aveva mai ricevuto.

Durante la cena, complice il vino, gli animi si sono accesi e la donna ha tirato fuori il coltello, la vittima, Spadaccini, era intervenuta per provare a sedare gli animi ma era stata raggiunta da alcuni fendenti al ventre e al fegato.

All'arrivo dei Carabinieri la donna aveva subito consegnato il coltello ammettendo le proprie responsabilità e sostenendo di essersi sentita aggredita da Spadaccini, che l'avrebbe afferrata violentemente alle spalle per i capelli, e di aver dunque reagito colpendolo.

I due uomini sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di non aver prestato la necessaria assistenza a Spadaccini, nonostante questi avesse chiesto espressamente di chiamare un'ambulanza ovvero di essere accompagnato in ospedale.

Quanto al favoreggiamento, si sarebbero adoperati per pulire la casa di D'Ingiullo, dove si erano verificati i fatti, cancellando le tracce di sangue e aiutando così la Marinelli a eludere le indagini dei Carabinieri.



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