PESCARA: 24ESIMA PRESENTAZIONE PER IL LIBRO “I PAPI E CELESTINO”

20 Novembre 2022 11:03

Pescara - Cultura

PESCARA – Dopo di 23 incontri in Abruzzo e non solo, verrà presentato anche a Pescara “I Papi e Celestino V” (One Group Edizioni), l’ultimo libro di Angelo De Nicola dedicato agli eventi che hanno legato la Perdonanza e l’Eremita del Morrone ai vari Papi, da Bonifacio VIII fino a Papa Francesco.

L’appuntamento, promosso dell’Associazione Alcua per la libera cultura in Abruzzo e da Giovanni Lufino, è per oggi pomeriggio, alle ore 17:30, presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi.

Dopo i saluti per l’Alcua di Mario Massarotti, interverrà con l’autore Antonio Di Loreto. Presenta Anna Michetti mentre le letture dal libro sono affidate a Sabrina Giangrande.

SCHEDA DEL LIBRO

Potrebbe cambiare il Pil dell’intero Abruzzo ma anche il corso della Storia, non solo della Chiesa, il pellegrinaggio di Papa Francesco del 28 agosto 2022 all’Aquila per aprire la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio. Un evento epocale.

Si tratta, infatti, del primo Pontefice in 728 anni che schiude, la prima Porta Santa della Storia, anticipatrice anche del Giubileo, riconoscendo il messaggio di Pace di Papa Celestino V (ancor più di attualità in questi drammatici giorni di guerra) per secoli ignorato e ostracizzato dalla Chiesa per quelle sue clamorose dimissioni il 13 dicembre 1294 dopo soli quattro mesi dall’incoronazione all’Aquila, il 29 agosto di quello stesso anno.

Per celebrare l’evento epocale, “I Papi e Celestino V”, sesto libro dedicato all’argomento Perdonanza-Celestino V del giornalista e scrittore abruzzese Angelo De Nicola, ripercorre e approfondisce l’atteggiamento che i vari Papi, nel corso della Storia, hanno avuto nei confronti della figura di Pietro del Morrone V e della Perdonanza Celestiniana, ovvero della Bolla con cui, al momento dell’incoronazione all’Aquila, l’Eremita concesse il Perdono da tutti i peccati a chi, sinceramente pentito e confessato, fosse passato sotto la Porta Santa di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto di ogni anno.

Un gesto rivoluzionario perchè concesso erga omnes e gratis, cioè anche ai poveri che non potevano permettersi di “lucrare” l’indulgenza plenaria.

Dunque, da Bonifacio VIII, il successore di Celestino, che tentò in tutti i modi di annullare (che per l’epoca voleva dire distruggerla fisicamente) la Bolla del Perdono, senza riuscirvi per la coraggiosa resistenza del popolo aquilano che, infatti, ne custodisce la proprietà morale e materiale da 728 anni e, ancora oggi, promuove e organizza ogni anno la Perdonanza Celestiniana con l’apertura della Porta Santa che è stata tenuta, nella versione cosiddetta “moderna” (ossia dal 1983 in poi) da 39 Cardinali.

Passando per Clemente V che fece santo, e subito, Celestino V ma significativamente non con il nome da Papa, bensì da Eremita: San Pietro Confessore.

Fino, in epoca moderna, a Paolo VI, il primo a parlare delle dimissioni di Celestino come di un gesto eroico; a Giovanni Paolo II e soprattutto a Benedetto XVI che, dopo aver fatto un percorso di “riabilitazione” della “damnatio memoriae” di Pietro del Morrone, sostenendo che «seppe agire secondo coraggio e in obbedienza a Dio» e smontando così il marchio di vigliaccheria causato dal famoso verso dantesco (“vidi l’ombra di colui che per viltade fece il gran rifiuto”), fino al punto da dimettersi esattamente come fece il suo predecessore.
E, infine, Papa Bergoglio che di Celestino V ha detto, riabilitandone definitivamente la figura: «Erroneamente ricordiamo la figura di Celestino V come “colui che fece il gran rifiuto”, secondo l’espressione di Dante nella Divina Commedia; ma Celestino V non è stato l’uomo del “no”, è stato l’uomo del “sì”. Celestino V è stato un testimone coraggioso del Vangelo, perché nessuna logica di potere lo ha potuto imprigionare e gestire. In lui noi ammiriamo una Chiesa libera dalle logiche mondane e pienamente testimone di quel nome di Dio che è la Misericordia».

Il volume contiene anche un saggio di don Luigi Maria Epicoco (teologo, filosofo e scrittore italiano, assistente ecclesiastico del Dicastero per la comunicazione ed editorialista dell’Osservatore Romano) e la prefazione di Giovanna Chiarilli (giornalista, autrice Rai, sceneggiatrice, editor e insegnante di scrittura).

L’AUTORE

ANGELO DE NICOLA (L’Aquila, 1965), giornalista professionista dal 1991, dal 1996 è caposervizio della Cronaca dell’Aquila del quotidiano Il Messaggero. E’ autore dei saggi “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” (2003, Edizioni Tracce), “Da Tragnone a Fidel Castro, gli eventi che sconvolsero L’Aquila” (2004, Edizioni Textus) e “La centesima rocca” (1998, edito dalla Bnl dell’Aquila) sulla Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza dell’Aquila. Ha pubblicato il diario sul sisma del 6 aprile 2009 “Il nostro terremoto” (2009, One Group Edizioni), e i saggi “Don Attilio Cecchini – Il giornalista di razza, il principe del foro, l’impolitico” (2018, One Group Edizioni) e “Passione & futuro” (2019, One Group Edizioni) sul cinquantennale della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila.
Sulla figura di Papa Celestino V e sulla Perdonanza Celestiniana ha pubblicato i romanzi “La maschera di Celestino” (2005, Edizioni Textus) e “La missione di Celestino” (2006, Edizioni La Nuova Editrice) e i saggi “Il Mito di Celestino” (2010, One Group Edizioni) e “Trent’anni di Perdonanza” (2014, One Group Edizioni) e “Dante, Silone e la Perdonanza” (2021, One Group Edizioni). E’ al suo 14.mo libro.

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