COVID TERAMO: D’ALBERTO, “REGIONE ASSENTE, PIU’ TAMPONI E NUOVI DRIVE-IN”, APPELLO A MEDICI DI BASE

10 Novembre 2020 18:29

TERAMO – “La gestione dell’emergenza Covid-19 si fa ogni giorno più complessa, in considerazione delle molteplici criticità che quotidianamente si riscontrano. Non mi voglio certo dilungare in considerazioni sui ritardi, sulla mancata programmazione, sull’assenza di un coordinamento efficace da parte di un assessorato regionale completamente assente ed inerme, in balia degli eventi. Ma certo, in vista della crescita di contagi, è necessario porre in essere dei correttivi immediati prima che questa emergenza ci travolga”.

Così il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto sull’emergenza Covid-19 che chiede più tamponi sull’intero territorio, supporto all’Asl anche con l’allestimento di nuove aree per i test drive-in e fa appello ai medici di base affinché diventino “attori fondamentali per l’esecuzione dei test”.

“Abbiamo bisogno di più tamponi, perché nonostante la Asl faccia un enorme sforzo, c’è la necessità di potenziare l’esecuzione dei tamponi sul territorio, perché l’incremento dei contagi e del numero di persone interessate, inevitabilmente sta mettendo il sistema in grandissimo affanno. La tempistica è troppo lunga: dall’esecuzione fino al tampone di riuscita, col quale riscontrare la negatività, passano settimane. Tutto questo non è conciliabile con un tracciamento efficace, con la possibilità di perimetrare possibili focolai, con la necessità di arginare la diffusione altrimenti incontrollata del virus”, spiega il primo cittadino.

“A ciò si aggiunge la richiesta che si completi il percorso della Regione di acquisizione dei tamponi, già annunciato, e della loro messa a disposizione dei territori, in modo conforme e coerente alle richieste. In tale istanza è compreso il tema dei tamponi rapidi antigenici, ora fondamentali in particolare per le scuole. Abbiamo bisogno di più coinvolgimento, nel senso che appare evidente come il sistema pubblico sia attualmente insufficiente per costituire un argine di difesa contro questo nemico. I lunghi tempi di attesa per sottoporsi a tampone da parte della Asl, stanno spingendo le famiglie verso strutture private, ad oggi ancora non accreditate, per cui i risultati di tali tamponi ad oggi non sono presi in considerazione, se non dal buonsenso dei cittadini”, si legge nella nota.




E criticando la Regione dice: “Cosa sta aspettando la Regione per accreditare le strutture ed includerle in una cabina di regia finalmente efficace? Bisogna arrivare necessariamente al collasso del sistema per poter intervenire? È un tema sul quale sono già intervenuto, supportato dal Comitato Ristretto dei Sindaci e dalla stessa Asl e confortato dall’identico parere dell’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Sanità, ma finora ancora nulla accade”.

“Colgo questa occasione per indirizzare un plauso all’IZS – il cui inserimento tra i laboratori autorizzati per l’effettuazione dei tamponi era stato da noi sollecitato – che sin dall’inizio della pandemia ha risposto con estrema professionalità ed efficacia, dimostrandosi strategico e fondamentale. Abbiamo bisogno di più organicità e capillarità: non può essere Casalena l’unico sfogo per un territorio ben più ampio di quello del Comune di Teramo per coloro che devono sottoporsi a test drive-in – prosegue – Intere famiglie già provate fisicamente e psicologicamente dal Covid, devo attendere ore prima di essere sottoposte a tampone. Si allestiscano immediatamente altri punti, non solo nel capoluogo, ma in tutta la provincia: come Comune siamo pronti a mettere a disposizione ogni spazio necessario”.

“Abbiamo bisogno di più medicina del territorio e sul territorio. È il momento di chiamare a raccolta e responsabilità tutti gli attori della Sanità, in particolare l’anello territoriale: i medici di base. Sono proprio loro a dover diventare attori fondamentali per l’esecuzione dei test. Con molti di essi ho già avuto interlocuzione -afferma D’Alberto- rilevando una generale disponibilità; ora l’auspicio e l’invito è che lo facciano tutti, perché questa fase è decisiva. Adesso è il momento più che mai del territorio; la medicina del territorio deve alzare forte le barriere di protezione e farlo col supporto delle istituzioni. Noi continuiamo ad assicurare la nostra disponibilità e il nostro sostegno. Ma tutti dobbiamo sentirci chiamati ad un sovraccarico di responsabilità. Non possiamo consentire che i cittadini si sentano soli, abbandonati agli eventi, disarmati, di fronte ad un nemico che va invece affrontato insieme, con consapevolezza del ruolo cui ciascuno è ora chiamato” conclude.

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