BOCCIATE LE CONSULENZE DA 100 MILA EURO AGLI ESPERTI SCELTI DA FONTANA

RICOSTRUZIONE: CORTE CONTI STOPPA STM, ”ILLEGITTIMI INCARICHI AI ‘SAGGI”’

Autore dell'articolo: Alberto Orsini

28 Aprile 2012 08:09

L’AQUILA – La Corte dei conti mette un freno ai costi della governance e boccia le consulenze da più di 100 mila euro per quattro “saggi” della ricostruzione proposte dal coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

A cadere sotto la mannaia della magistratura contabile gli incarichi all’urbanista Giovanni Croscioni, all’avvocato Paolo Stella Richter, al sociologo Aldo Bonomi e all’economista Paolo Leon.

Questi ultimi due, tra l’altro, erano nella task force composta anche dall’urbanista Vittorio Magnago Lampugnani e il vice presidente di Confindustria, Cesare Trevisani, presentata alla città il 26 luglio 2010 come l’organismo che, con le sue competenze, avrebbero dato una svolta alla ricostruzione dell’Aquila e del cratere.

Con la fine delle “vacche grasse” della ricostruzione, però, la Corte ha deciso di dare una stretta alle spese per esperti e collaboratori vari e ha bocciato i decreti commissariali di nomina.

Sono diversi gli aspetti dei provvedimenti contestati dal collegio della sezione abruzzese presieduta da Maurizio Tocca: a partire dalla “genericità dell’oggetto dell’incarico, definito ora come ‘affidamento di servizio specialistico’ ora ‘affidamento di incarico professionale'”, nonché a quella “del compenso, pari a 20 mila euro al lordo di Irpef, al netto di Iva, se dovuta e della quota contributo previdenziale obbligatoriamente a carico del committente; in ciò ravvisandosi una mancata quantificazione della spesa complessiva derivante dall’attivazione del contratto”.

Inoltre, rileva la Corte dei conti, Fontana “non è legittimato a conferire incarichi”, poiché tale prerogativa è esclusivamente delegata dal governo al commissario, Gianni Chiodi.

Una bacchettata ulteriore arriva sulla circostanza, riferita dal coordinatore della Stm nella memoria depositata presso il collegio, che “l’incarico risulta ormai in gran parte espletato”: per i magistrati “l’aver portato a esecuzione gli atti ancora inefficaci attiene alla sfera comportamentale e di responsabilità dell’amministrazione”, poiché ogni atto è subordinato al parere di legittimità della Corte.

Per i magistrati, dunque, l’Stm può continuare a svolgere tranquillamente il compito che gli è stato assegnato dalla legge con le 30 persone in organico, di cui AbruzzoWeb ha parlato in una puntata dell’inchiesta “I costi della governance”, senza che ci sia la necessità di andare a cercare in giro altre “eminenze grigie” della ricostruzione. Alberto Orsini

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