“IN PARLAMENTO MIO APPOGGIO L’AQUILA-ROMA”, CALENDA, “IN ABRUZZO SEMPRE PIU’ PRESENTI”

3 Dicembre 2022 17:36

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – “Io sono abituato a tenere al minimo il tasso di balle. Siccome non sono al Governo, prendere un impegno non standoci sarebbe ridicolo. Se non quello di appoggiarlo in Parlamento, come è giusto, come L’Aquila si merita”.

Così il leader di Azione, Carlo Calenda, all’Aquila a margine della presentazione del suo libro “La libertà che non libera” rispondendo alla domanda su un suo possibile impegno per il progetto di collegamento ferroviario veloce L’Aquila-Roma.

“Io ho fatto un giro lungo a piedi per vedere L’Aquila. Devo dire che ci sono posti dove è stata fatta un’opera di recupero strepitosa, ma molti posti che sono ancora da recuperare, per cui il minimo che si merita è l’alta velocità”, ha concluso Calenda.





In merito all’azione dell’Esecutivo: “Mi pare un governo di galleggiamento. Francamente mi aspettavo un po’ di più”, ha osservato.

“È molto presto per dare un giudizio. Certamente sulla manovra abbiamo un giudizio per larga parte negativo, abbiamo proposto anche alternative, io spero che vengano raccolte. D’altro canto anche sull’immigrazione mi pare che si sono fatti tutti passi falsi”.

“Quello che manca in Italia è che tutti parlano di destra, sinistra, eccetera ma nessuno parla di come fare le cose che devono essere fatte. Noi siamo nati come centro riformista per superare il conflitto tra destra e sinistra”, ha aggiunto.

“Prima – ha continuato Calenda- ho incontrato un signore che mi ha detto ‘io la stimo ma sono di destra’. Ma che vuol dire gli detto sei d’accordo su quello che dico o non sei d’accordo? Perché sennò continuiamo sempre con questa cosa che non finisce mai e quello che ci definisce non è quello che facciamo o quello che reputiamo giusto, ma il colore di una bandierina che è sempre più stinto”, ha spiegato ancora.





“Noi abbiamo pensato negli ultimi 30 anni che l’unica cosa che potevamo o dovevamo ricercare era una libertà illimitata la libertà di fare quello che volevamo e abbiamo dimenticato che le comunità si tengono insieme su i doveri ed in ogni periodo storico una comunità ha avuto dei valori morali di riferimento”.

“E se noi non ci poniamo più neanche come obiettivo la ricerca di ciò che è giusto, non riusciamo ad insegnarlo e questo fa sì che noi abbiamo dei ragazzi di 11 anni che passano 5 ore e mezzo sui social ma che non leggono un libro – ha spiegato ancora – Siamo un Paese che ha più siti Unesco e L’Aquila ha delle cose incredibili, strepitose, ho appena fatto un giro del Forte Spagnolo. Ma siamo il Paese che meno le visita, conosciamo pochissimo. Questa cosa deriva dal fatto che siamo diventati una società in cui l’unico elemento è ‘voglio fare quello che mi pare’ godendo il presente il più possibile e del resto non mi importa niente. Ma così una società appassisce e muore”.

In riferimento alla situazione del partito in Abruzzo, Calenda ha sottolineato: “Noi abbiamo un consigliere comunale all’Aquila ma soprattutto abbiamo un deputato, Giulio Sottanelli, incominciamo ad essere sempre più ramificati e presenti soprattutto con gli amministratori locali che sanno amministrare, che per noi è la cosa più importante”, ha concluso.

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