PUNTA PENNA, RADDOPPIO DEPURATORE: POTENZA DA 30MILA A 60MILA ABITANTI

EQUIVALENTI RICONSEGNATO A SOCIETA' IDRICA SASI DOPO INTERVENTO STRUTTURALE CURATO DA ARAP; ASSESSORE AMBIENTE CAMPITELLI: RISULTATO DI UNA BUONA AMMINISTRAZIONE, OPERA TERMINATA PRIMA E CON RISPARMIO DI RISORSE, RISOLTE PROBLEMATICHE DI VASTO E DEL SUO TERRITORIO; SAVINI: IMPIANTO DA POTENZIARE PERCHE' NON PIU' ADEGUATO, RISCHIATA INFRAZIONE COMUNITARIA

30 Maggio 2022 20:15

Chieti - Cronaca

VASTO – Il depuratore di Punta Penna ha raddoppiato la sua potenza da 30mila a 60mila abitanti equivalenti, con i lavori in anticipo rispetto ai tempi stabiliti e con un risparmio di risorse: collaudato nel marzo scorso, è pronto ad entrare in funzione per risolvere le problematiche della città di Vasto e del suo territorio, in particolare nella imminente stagione estiva.

Ad annunciarlo in una conferenza stampa che si è svolta a Vasto (L’Aquila), i vertici dell’Arap, l’Agenzia regionale per le attività produttive, braccio operativo della Regione Abruzzo, che ha avuto il ruolo di soggetto attuatore.

A seguito del completamento dei lavori da parte dell’azienda Faver e del conseguente collaudo, il depuratore è stato riconsegnato alla società pubblica del ciclo idrico integrato Sasi, e quindi è tutto pronto perché entri in servizio nell’agglomerato industriale di Punta Penna (Chieti), ma anche e soprattutto di gran parte della città di Vasto: era stato realizzato dal Consorzio Industriale negli anni ’80 con i principali interventi affidati alle imprese Degremont e Galva.





L’originaria potenzialità depurativa si attestava sui 30.000 abitanti equivalenti, valore che per molti anni “è risultato essere adeguato rispetto alle complessive esigenze di trattamento dei reflui di origine domestica ed industriale”. Ma che “con il passare del tempo e col mutare delle esigenze, la potenzialità necessaria è via via aumentata in funzione soprattutto dell’incremento demografico conseguente all’espansione territoriale dell’abitato con i maggiori volumi di refluo da trattare, assieme alla necessità di gestire i problemi legati in particolare alla presenza di fanghi di sempre più complesso ed oneroso smaltimento, il tutto aggravato dall’esistenza di una procedura di infrazione comunitaria per sottodimensionamento dell’impianto, hanno determinato il nascere dell’esigenza di un consistente intervento di potenziamento attraverso il quale pervenire al raddoppio della potenzialità depurativa determinata di conseguenza in 60.000 A.E.”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti tra gli altri l’assessore regionale con delega ad Ambiente ed Energia, Nicola Campitelli, il presidente dell’Arap, Giuseppe Savini, il direttore generale, Antonio Morgante, il presidente della società del ciclo idrico integrato Sasi, Gianfranco Basterebbe, il sindaco di Vasto, Francesco Menna e il consigliere regionale Sabrina Bocchino, oltre agli ingegneri Giada Giampaolo e Nicola Bernabeo e al dottor Gianni Cordisco.

“Oggi si certifica il risultato di una buona amministrazione: è importante e strategico potenziare un impianto del genere che è stato sicuramente all’avanguardia negli anni 80 ma che con il passare degli anni, con l’industrializzazione, con la crescita demografica, con l’espansione della città, a un certo punto non è più riuscito a soddisfare le esigenze – spiega Campitelli – E voglio dire, spendere meno e finire prima credo che sia l’identikit ideale di un’opera pubblica. La maggior parte delle volte purtroppo non è così. Magari anche per motivi che poi nascono durante la realizzazione di un’opera. Però, credo che portare a casa un risultato del genere significa dare quel giusto contributo per aumentare la qualità di vita dei vastesi, ma anche di un intero territorio”.





“Il raddoppio da 30mila a 60mila abitanti equivalenti di un impianto molto importante per la città di Vasto diventa realtà – sottolinea Savini -.  Era un impianto che doveva essere potenziato perché molti a monte di questa attività, che è stata delegata come soggetto attuatore dalla Regione Abruzzo all’Arap, si sono dimenticati che si rischiava una pesante procedura di infrazione. E poi c’è il tema che non riguarda solo Vasto, ma tutti i territori, anche durante il periodo estivo del recupero dell’acqua, della risorsa idrica che è la più importante soprattutto in queste zone. Non solo per finalità civili ma anche e soprattutto per la parte industriale. Sul tema della transizione ecologica, della circolarità, rientra il rafforzamento degli impianti sia da un punto di vista civile che delle imprese. È un aspetto molto importante per la città di Vasto. È un aspetto molto importante per l’Abruzzo intero”.

La linea guida dell’intervento è stata quindi duplice: da un lato il massimo rispetto dell’ambiente, particolarmente prossimo ad un sito SIC (riserva di Punta Aderci), dall’altro l’efficienza e funzionalità dell’impianto, con adozione di nuove tecnologie e apparecchiature di prim’ordine.

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