MAXI-RISSA COPPITO: CONVALIDA ARRESTI PER NOVE, GIP, ‘INAUDITA VIOLENZA, SPREZZO LEGALITA”

3 Giugno 2021 09:01

L’AQUILA – ll gip Baldovino De Sensi ha ieri confermo gli arresti ai domiciliari per i nove protagonisti della maxi-rissa di sabato sera al Progetto Case di Coppito 3. Per tutti l’accusa è di rissa aggravata dai futili motivi e per sei di loro anche dall’aver portato oggetti atti all’offesa.

Il gip ha parlato di violenza inaudita, e indifferenza al rispetto della legalità”. Confermate dunque le misure cautelari chieste dal pm Simonetta Ciccarelli a carico dei fratelli Jonathan Bargoni, di 28 anni, Richard Bargoni, di 21 anni, e Gual Michel Bargoni, di 34 anni, originari di Chieti, il 43enne di Latina Giorgio Contini, il romeno di 21 anni Iosif Marian Anghel,  l’albanese di 34 anni Sokol Beshiri, il 21enne romeno Romeo Limbutu, il 27enne ucraino Stepan Karp,  e l’aquilano di 21 anni Matteo Federico.

A difendere gli accusati gli avvocati Vincenzo Calderoni, Francesco Valentini, Sabrina Altamura, Antonio Valentini, Giulio Michele Lazzaro e Paolo Vecchioli.

Si è trattata di una vera e propria “spedizione punitiva”, nata a causa della pubblicazione  su Instagram, da parte di Stepan Karp, che era già a domiciliari, di una “storia” riguardante Matteo Federico e una ragazza, in precedenza fidanzata con uno dei Bargoni.

La fazione dei fratelli Bargoni, dopo l’aggressione all’aquilano, hanno assaltato la casa di Karp, al progetto case di Coppito tre. Inevitabile lo scontro tra pugni, spranghe, lancio di bottiglie, con sei feriti.

Si legge infatti nell’ordinanza di convalida degli arresti: “Gli indagati hanno confermato la partecipazione alla rissa se pure con versioni contrastanti, in merito alle modalità dell’aggressione al possesso dei mezzi atti ad offendere. E’ emerso che a seguito la discussione telefonica tra Bargoni Richard e Karp Stepan, per la pubblicazione su un social network di una storia riguardante anche l’ex fidanzata di Bargoni – discussione avvenuta alla presenza di Federico Matteo che nella circostanza sarebbe stato anche percorso da Bargoni Richard – quest’ultimo si è recato presso l’abitazione di Karp, seguito dello stesso Federico Matteo da  Limbutu Edward Romeo e dopo una discussione con Karp per la vicenda dell’ex fidanzata è stato raggiunto dei fratelli Jonatan e Guan Michel Bargoni, nonché da Contini Giorgio e  Anghel Marian Iosif”.

E dunque, prosegue il gip, “Presso l’abitazione di Karp già si trovavano Beshiri Sokol e una terza persona. Dalle pur contrastanti versioni rese dagli indagati è chiaramente emerso, confermando le dichiarazioni della persona informata sui fatti, che tutti hanno partecipato alla rissa, compreso Federico Matteo, che invece di allertare le forze dell’ordine, già il momento della telefonata tra Bargoni Richard e Karp, si è recato con la propria auto presso l’abitazione di Karp e ha partecipato alla rissa, non essendo allo stato verosimile che si sia sottratto allo scontro rifugiandosi all’interno dell’ascensore. Pur nella contraddittorietà delle versioni rese dagli indagati è stato confermato che durante la rissa vi è stato l’uso di spranghe di ferro e altri mezzi idonei ad offendere”.

In una testimonianza di una vicina di casa di Karp, riportata nell’ordinanze si legge: “erano totalmente inferociti e assatanati, correndo per le scale hanno raggiunto l’appartamento. Ho sentito un putiferio: botte, colpi, urla e qualcuno che gridava “buttiamolo di sotto”, sentivo la piastra traballare come se ci fosse una scossa di terremoto e rompersi oggetti, mentre altre cose venivano scaraventate dalla finestra. La rissa è durata almeno una decina di minuti. Ero terrorizzata per quanto accadeva. Ad un certo punto, mentre urlavo di smetterla, ho realizzato che Karp non era più lì, e che loro se ne stavano andando via. Ho creduto anche che lo avessero ammazzato”.

 

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