SMART WORKING, BRUNETTA: “RESTERA’ SOLO FINO AL 15 PER CENTO”

5 Settembre 2021 09:30

Italia: Cronaca

ROMA – “Dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici gran parte ha continuato a lavorare sempre in presenza: la sanità, le forze dell’ordine. La scuola sta per ripartire. Adesso è bene che anche tutti gli altri tornino, per sostenere la ripresa del Paese”.

Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, in una intervista al Corriere della Sera.

Il ministro spiega che lo smart working non sarà abolito, “resterà per una quota fino al 15%”.

A proposito del Green Pass e della sua obbligatorietà per i lavoratori pubblici, Brunetta spiega: “È una storia di successo italiano, europeo. Si tratta ora di estenderla a tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, come una sorta di passaporto di libertà e sicurezza”. Ancora: “Il Paese sta crescendo al 6%: dentro questa crescita ci sono consumi, investimenti, produzione industriale, esportazioni, c’è un Paese che comincia ad avere un metabolismo forte e dinamico dopo il lockdown. La burocrazia è altrettanto importante per lo sviluppo. E tornare al lavoro in presenza è una necessità di buon senso. Io vorrei che la burocrazia accompagnasse la crescita, che fosse un catalizzatore della ripresa”.

Il ritorno in ufficio, fa presente il ministro, servirà a “smaltire le montagne di arretrati, che non sono stati ovviamente smaltiti durante lockdown e smart working, e i nuovi arretrati che si accumulano. Aiuta in questo senso il decreto legge sul reclutamento nella Pa convertito in legge dal Parlamento a inizio agosto: grazie allo sblocco del turnover e al Pnrr stanno arrivando decine di migliaia di nuovi assunti , al Mef, alla Giustizia, nei Comuni”.

Per Brunetta, “lo smart working non ha avuto una regolazione contrattuale, nessuna garanzia di sicurezza o di disconnessione. Non c’è stata neppure nessuna piattaforma ufficiale di tipo informatico, digitale. È stato uno smart working all’italiana. Condotto con grande intelligenza e talvolta abnegazione, ma senza adeguate infrastrutture e senza regole contrattuali”. Nei prossimi mesi “saranno definite le regole su disconnessione, produttività, misurazione dei risultati. Poi c’è da costruire la piattaforma informatica”.

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