A24-A25: TORNA IN SELLA SDP DAL PRIMO GENNAIO, EMENDAMENTO PER AZZERARE CONTROVERSIA CON STATO

BOCCIATA REVOCA GOVERNO DRAGHI; CON INTESA BLOCCO TARIFFE FINO AL 2032; PROVVEDIMENTO DA CONVERTIRE IN LEGGE ENTRO IL 18 DICEMBRE

29 Novembre 2023 22:45

Italia - Cronaca

ROMA – Reintegro della ex concessionaria Strada dei Pachi Spa dal primo gennaio prossimo nella gestione delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25, nuovo subentro nei contratti firmati da Anas, tornata a gestire la tratta dal primo agosto del 2022 in seguito alla revoca in danno decisa dal precedente governo Draghi il 7 luglio del 2022, con conseguente abrogazione del decreto poi convertito in legge. Ed ancora azzeramento di ogni controversia tra lo Stato e la società del gruppo industriale abruzzese Toto alla quale viene riconosciuto un indennizzo di 500 milioni di euro, la compensazione dei debiti nei confronti di Anas in cambio della rinuncia all’ulteriore risarcimento miliardario stabilito in circa 2,3 miliardi di euro, stimato in circa un miliardo di euro.

È quanto prevede un emendamento della maggioranza di centrodestra inserito in serata al Dl Anticipi a firma dei relatori, i senatori Claudio Borghi, della Lega, Vita Maria Nocco, di Fdi, e Dario Damiani, di Fi.





Il provvedimento, in discussione al Senato e da convertire in legge entro il prossimo 18 dicembre, è destinato a determinare una svolta in una vicenda caratterizzata da oltre cento controversie legali tra le parti.

A volere l’ intesa il vice premier e ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che dopo un lungo approfondimento della documentazione, ha scelto di limitare i danni per le casse dello Stato trovando l’accordo con l’esecutivo Meloni.

Con il ritorno in sella, Sdp tornerebbe in bonis visto che il 14 e 15 dicembre prossimi l’assemblea dei creditori approverà il piano per uscire dal concordato al 100 per cento al quale la ex concessionaria aveva dovuto dare ricorso dopo la revoca.





Sdp aveva impugnato la revoca in danno della concessione in scadenza nel 2030 rigettando le accuse dell’ex governo di non aver fatto manutenzione, messo a rischio la sicurezza degni utenti e di aver causato il rischio crollo della infrastruttura, rilievi dai quali due tribunali abruzzesi hanno assolto i dirigenti della ex concessionaria. Concessionaria che nei giorni scorsi ha incassato il sì definitivo da parte del tribunale di Roma ad una provvisionale di 500 milioni di euro.

Se l’intesa dovesse andare a buon fine, scatterebbe anche il blocco delle tariffe del 2017 fino al 2032, anno in cui è stata allungato il contratto e il nuovo piano economico finanziario (Pef). Ma soprattutto non ci sarà più il pronunciamento della Corte Costituzionale alla quale aveva inviato gli atti il Tar dopo la impugnazione di Sdp.

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