QUARESIMALE SINDACO CON CENTROSINISTRA A CAMPLI. IRONIA MARIANI, “SARA’ ASSESSORE REGIONALE”

7 Aprile 2024 19:57

Regione - Politica

TERAMO – “Quaresimale candidato del centrosinistra a Campli? Più probabile che alla fine diventi assessore regionale esterno, e sono convito che la Lega e Marco Marsilio gli diranno di sì, per non disperdere il prezioso patrimonio elettorale del mio concittadino…”

Gioca con l’ironia, interpellato da Abruzzoweb, il rieletto consigliere regionale del Partito democratico, il camplese Sandro Mariani, sulla clamorosa ipotesi di una corsa nel comune teramano del leghista, non si sa per quanto, Pietro Quaresimale, ex sindaco e assessore regionale al Sociale negli ultimi cinque anni, non rieletto il 10 marzo, pur avendo preso oltre 5.500 voti. Una corsa a sindaco, appoggiato addirittura dal Pd e da altre forze del centrosinistra, in una roccaforte del centrodestra, contro il già ricandidato sindaco uscente Federico Agostinelli, civico vicino a Fratelli d’Italia, da giovanissimo segretario provinciale dei Giovani democratici.

Ha infatti confermato Quaresimale in una nota: “nei prossimi giorni deciderò se far parte della prossima competizione elettorale di Campli, forte dell’esperienza amministrativa acquisita nel tempo. Sono in corso, infatti, delle interlocuzioni con cittadini, associazioni e forze politiche per valutare sia i loro contenuti programmatici sia le varie candidature, nel rispetto dello spirito civico che contraddistingue i Comuni inferiori agli 8.000 abitanti”.





Una ipotesi che agita ovviamente le acque del centrodestra, e sia il presidente riconfermato Marco Marsilio, di Fdi, già alle prese con la difficile partita della composizione della giunta, che il segretario regionale della Lega e sottosegretario di Stato all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, hanno avuto telefonate con l’ex assessore, il quale sarebbe stato anche convocato anche a Roma dal sottosegretario leghista Claudio Durigon.

“Noi valutiamo tutte le ipotesi, ma ora Quaresimale è tesserato Lega”,  afferma sempre Mariani sibillino, per poi non voler aggiungere altro, in attesa di una assemblea pubblica che si terra la prossima settimana, mentre le voci di una candidatura nel centrosinistra del “compagno Quaresimale”, a cui lavorerebbe anche il presidente della Provincia, e sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo, che ha solide amicizie anche nel centrodestra, ha già creato scompiglio e indignazione nella base elettorale del centrosinistra. E allora può anche darsi che Mariani, dominus della politica camplese, stia solo giocando a spaccare il fronte avversario, consapevole che il centrodestra è in vantaggio, come attestato anche dal voto delle regionali,  con la coalizione di Marco Marsilio che ha preso a Campli il 54,2% contro il 45,7% del centrosinistra del professor Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo.

Tornando alla provocazione di Mariani: che Quaresimale possa diventare assessore regionale esterno è a dir poco improbabile, visto che alla Lega che ha preso il 7,5% alle regionali del 10 marzo, spetta un solo posto in giunta, ed è già una bella bega scegliere tra gli unici due eletti, per un secondo mandato, l’aquilano Emanuele Imprudente e il pescarese Vincenzo D’Incecco.

Ma resta il fatto che Quaresimale, mister preferenze con oltre 8.8oo voti alle regionali del 2019, e con un buon risultato portato a casa anche il 10 marzo, nonostante il declino della Lega,  non ci sta ad essere messo da parte e ignorato. E avrebbe pertanto, assicurano fonti interne ai salviniani, proposto all’indomani del voto, un qualche riconoscimento, per il buon lavoro svolto nelle politiche sociali e nella formazione, per essere rimasto tra i pochi fedeli alla Lega in consiglio, dove se ne sono andati 6 consiglieri su 10, e due e dei quattro assessori, durante la legislatura, a vantaggio di Fdi e Fi.





Ha del resto scritto nella nota Quaresimale: “Il mio impegno in politica resta e resterà intatto. È la mia passione e continuerà ad essere tale, anche per rispetto delle migliaia e migliaia di persone che avrebbero gradito proseguissi il mio lavoro in Regione. Ho sempre vissuto la politica con spirito di sacrificio e ritengo che il mio essere soprattutto uomo leale non debba essere sacrificato né da chi non lo è stato, né dai meandri di una legge elettorale anche discutibile”.

Quaresimale dopo il voto è stato assente alla convention di Roma della Lega, e pure alla segreteria regionale sulla analisi del voto convocata a Giulianova. Del resto bruciano ancora all’ex assessore, i tradimenti subiti alle regionali, che gli hanno fatto mancare la rielezione per poche centinaia di voti, che lui considerava sicuri. Del resto il vicesegretario regionale leghista, e sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, avrebbe appoggiato il teramano Paolo Gatti di Fratelli d’Italia, che è trionfalmente tornato in Consiglio con oltre 10mila voti.  E sono mancati all’appello anche molti voti che gli doveva assicurare Agostinelli, che pure lo ha sostenuto pubblicamente. Ecco anche perché nella sua Campli Quaresimale ha preso sì 918 voti, tanti per un comune di 6.630 abitanti, ma è stato battuto da Sandro Mariani, che di voti ne ha presi 932.

Certo è che l’addio anche di Quaresimale, sarebbe un ulteriore mazzata per la Lega abruzzese, che alle regionali ha rimediato il 7,5% rispetto al 27,5% dei tempi d’oro del 2019, con 121mila voti persi per strada. E a giugno non ci sono solo le comunali di Campli, ma anche le elezioni europee, il cui esito sarà decisivo per il segretario nazionale e vicepremier Matteo Salvini, e a caduta del suo fedelissimo sottosegretario D’Eramo.

 

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