AFGHANISTAN, 1.200 PROFUGHI AD AVEZZANO:
“IN ABRUZZO MACCHINA ACCOGLIENZA IN MOTO”

25 Agosto 2021 15:33

L'Aquila: Cronaca

AVEZZANO – Sono circa 1.200 i profughi afghani che arriveranno all’interporto di Avezzano in questi giorni, i primi 200 sono attesi già per il tardo pomeriggio di oggi.

Continua il ponte aereo Kabul-Roma per portare in Italia i collaboratori afghani a rischio ritorsioni talebane ed i connazionali rimasti ancora nel Paese. L’operazione messa a punto dal Ministero della Difesa, denominata “Aquila Omnia” (ad indicare la volontà di non lasciare indietro nessuno), era iniziata con circa 670 nominativi da “esfiltrare”: interpreti, autisti, baristi, collaboratori del contingente e dell’ambasciata italiana insieme alle famiglie.

Per quanto riguarda lo scalo marsicano, si tratta di un’operazione di accoglienza temporanea, con relativo allestimento di un campo base, che si tradurrà, secondo quanto emerso, in una permanenza momentanea per il tempo utile a permettere ai centri di accoglienza di poterli ricevere per il periodo necessario. Un piano disposto per decongestionare momentaneamente il flusso da Kabul all’aeroporto di Fiumicino, e che prevede l’arrivo di circa 250 persone al giorno.

Il lavoro di accoglienza ad opera della Croce rossa italiana in sinergia con il Ministero terrà conto di tutte le disposizioni anti covid, prevedendo quindi il tampone molecolare per tutti gli arrivi.

Già nei giorni scorsi,  venti ex collaboratori afghani sono stati trasferiti in pullman in una struttura dell’Esercito a Roccaraso (L’Aquila).

Ed è proprio a Roccaraso che è ospitata la 32enne che oggi ha dato alla luce Hina a Sulmona. La piccola, che pesa tre chilogrammi, è nata nell’ospedale del capoluogo peligno. La mamma è stata accompagnata questa mattina in ospedale dall’ambulanza del 118. “È stato un parto non facile soprattutto perché dovevamo coordinarci con il mediatore culturale. Ma alla fine ci siamo tutti commossi”, raccontano medici e infermieri del punto nascita peligno. La storia della 32enne è drammatica perché, da quanto si é appreso, il marito della donna sarebbe stato fucilato prima della fuga da Kabul.

“La macchina della solidarietà e della accoglienza in Abruzzo è una funzione da poco visto che in Afghanistan tutto è naufragato in brevissimo tempo”, dice il direttore dell’agenzia regionale abruzzese di Protezione civile, Mauro Casinghini.

Casinghini sottolinea che questa mattina all’Aquila c’è stata una prima riunione con la Prefettura per fare il punto sull’azione tesa ad individuare strutture disponibili ad accogliere che fanno parte della rete del Ministero dell’Interno.

L’Abruzzo, spiega ancora il direttore dell’Agenzia regionale, deve anche far fronte alla istanza della Protezione civile nazionale, di mettere a disposizione strutture adeguate per la quarantena dei profughi fissata in sette giorni. “Nella nostra regione si ospiterà un numero di persone in quota parte con le altre regioni italiane – aggiunge Casinghini – La macchina è partita e dece agire in pochi giorni visto che il 30 agosto lo scalo aereo di Kabul viene chiuso”.

La Protezione civile abruzzese opera anche nell’hub di prima accoglienza all’interporto di Avezzano gestito dalla Croce Rossa.

“Stiamo lavorando per creare una rete di strutture autorizzate che abbiano però i requisiti adeguati per accogliere mamme con bambini o minori non accompagnati che vengono da una cultura e una religione diverse e che fuggono da un territorio dove in pochi giorni sono tornati il totalitarismo e la paura. Una situazione peraltro annunciata”, le parole del garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Abruzzo, Maria Concetta Falivene.

Falivene ha convocato per lunedì prossimo un tavolo per mettere a punto le azioni di solidarietà: tra gli altri saranno presidenti associazioni di volontari, responsabili di strutture, l’assessore regionale al sociale Pietro Quaresimale ed i prefetti.

“Facciamo appello a famiglie ed associazioni al fine di avere la disponibilità, reale e concreta, per una ospitalità molto complessa vista la provenienza e la situazione che vivono queste persone – spiega ancora la dottoressa Falivene – Siamo già in contatto con diversi interlocutori, devo dire che la sensibilità c’è, ma che gli stessi che si sono resi disponibili hanno timore perché il compito di accogliere queste persone non è certo semplice”.

“La Croce Rossa Italiana procederà all’accoglienza temporanea, nella prossima settimana e presso la propria sede all’interno dell’Interporto regionale, di un migliaio di uomini e donne provenienti dall’Afghanistan, collaboratori delle istituzioni italiane a Kabul, in fuga dagli orrori generati dal ritorno dei Talebani”, scrive in una nota il consigliere e presidente della Commissione Cultura del Comune di Avezzano, Nello Simonelli.  

“Il tutto avverrà nella massima sicurezza e sotto la loro egida e controllo: sarà infatti la CRI che si occuperà direttamente del piano di accoglienza temporanea, del rispetto delle misure antiCovid e, di concerto col Ministero, della futura assegnazione della meta di accoglienza definitiva, nulla a che vedere con operazioni poco chiare di altro tipo”.

“La nostra Città e tutto il territorio Marsicano, e va detto con enorme orgoglio, non si sono tirati indietro. Non si poteva né si può restare indifferenti nei confronti delle migliaia di persone – che hanno scelto la Democrazia ed i Valori dell’Occidente, rinnegando quelli dell’Oscurantismo e del Totalitarismo imposto dalle forze talebane – che, restando in Patria, in forza dei consolidati rapporti con le Istituzioni Italiane, avrebbero sicuramente subito la rappresaglia e le feroci torture, o peggio, degli aguzzini tornati al potere”, continua.

“Nella prossima settimana, tempo utile a permettere il decongestionamento del flusso dall’aeroporto di Fiumicino e lo smistamento degli afghani nelle sedi deputate all’accoglienza, grazie al nostro Interporto si avrà modo di dimostrare ancora quel che caratterizza da sempre la nostra Città e tutto il popolo Marso: la forte solidarietà nei confronti di chi veramente scappa da una guerra civile, accogliendo su di sé le responsabilità di un Occidente che – nel ritirarsi dal territorio di guerra, senza pensare al destino delle migliaia di persone che ormai avevano ed hanno aderito con convinzione ai nostri Valori – forse è venuto meno alla propria”.

“Come Comune di Avezzano, inoltre, siamo a disposizione della Rete SAI promossa dall’ANCI, relativamente all’adozione, avendo ricevuto già diverse domande, di alcuni minori non accompagnati dall’Afghanistan, all’interno del programma di protezione definito dal Governo e riservato al personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila”.

“Il popolo Avezzanese e della Marsica tutta ha insito nel proprio DNA, nella propria storia, i Valori della Solidarietà, della Condivisione e della Responsabilità, Valori che rendono impossibile voltare le spalle a chi con le nostre forze ha collaborato ed ora si trova di fronte il collasso delle Istituzioni afghane, e darne dimostrazione di fronte all’Italia e al Mondo, tutelando più di un migliaio di esseri umani – con un’operazione della durata di una settimana, ma necessaria – deve essere motivo di orgoglio per ognuno di noi”, conclude.

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