OFF SITE ART: IMMAGINI E COLORI SUI PONTEGGI DELLA
RICOSTRUZIONE, A L'AQUILA APPAIONO ALTRE OPERE

Pubblicazione: 26 dicembre 2016 alle ore 09:12

L’AQUILA - Una rivoluzione di arte e colori ha appena invaso i ponteggi di Piazza Duomo. Da via del Corso a via Marrelli, tra le gru, le betoniere e il grande albero di Natale, otto gigantografie regalano significati nuovi agli scorci sempre uguali della ricostruzione post sisma.

Salendo da Corso Federico II la prima all’angolo dei portici, lì dove una volta c’era il Bar del Commercio, è l’opera di Serena Vittorini, giovane fotografa aquilana fresca di vittoria al Fotografia Festival internazionale di Roma. E poi le opere di Tatiana Arocha, Clara Vannucci, To/Let, Claudia Borgia, Deanna Lee, Giampiero Marcocci, Pierpaolo Mancinelli. Un giro del mondo dall’Africa al Medio Oriente, dall’Europa agli Stati Uniti passando per il Sud America.

Sono le opere dei primi artisti selezionati per “Change!”, il concorso internazionale a cura di Veronica Santi lanciato lo scorso luglio dall’associazione aquilana Off Site Art. Sviluppato in partnership con la noprofit americana ArtBridge e rivolto agli artisti residenti in Italia e a New York, ha visto la partecipazione di più di 350 emergenti per un totale di 1400 opere.

I vincitori sono stati selezionati da una giuria d'eccellenza composta da Ian Alteveer, curatore presso il dipartimento di arte moderna e contemporanea del Metropolitan Museum of New York; Valerio Bindi, architetto e illustratore, organizzatore del festival Crack! Fumetti Dirompenti; Malin Fezehai, fotografa, vincitrice del World Press Photo e del Wallis Annenberg Prize.

Il cantiere questa volta è della Ditta Cingoli, una delle società edili che dal 2014 partecipa attivamente al progetto, mettendo a disposizione ponteggi e competenze per trasformare in realtà quello che al suo nascere in molti ritenevano un progetto troppo ambizioso per il capoluogo abruzzese.

Di questo, e dell’importanza dell’arte pubblica in una città come L’Aquila si è parlato oggi alla conferenza stampa indetta da Off Site Art al Gran Sasso Science Institute, finanziatore del concorso di quest’anno.

“Con questo concorso -  ha dichiarato la curatrice Veronica Santi - abbiamo cercato progetti artistici che parlassero di cambiamento. L’Aquila oggi sta crescendo nella sua ricostruzione. L’arte può aiutarla a guardare fuori, creando una traiettoria di solidarietà nei confronti di situazioni e mondi altri da sé”.

Dal 2014 Off Site Art ha installato sulle facciate degli edifici della ricostruzione più di quaranta gigantografie di opere di artisti emergenti. Un virus creativo finalizzato a spezzare la monotonia visiva del cantiere più grande d’Europa e a rilanciare la città in un circuito internazionale di arte contemporanea. Il progetto è patrocinato dall’Università dell’Aquila e dalla Regione Abruzzo,  e da quest’anno è parte del progetto “L’Aquila verso Italia 2019” del Comune dell’Aquila.

In molti si chiederanno il significato delle nuove opere in Piazza Duomo. Ecco dunque la presentazione, una per una, delle otto nuove gigantografie.

Una figura che risale le acque e rivela la tensione propulsiva propria di ogni ascensione: è Telemaco, personaggio dell’Odissea, simbolo di coraggio, cambiamento e passione, protagonista dell’opera di Giampiero Marcocci (Teramo 1971) situata al centro del ponteggio. Estensione fisica e psicologica dei territori remoti che Telemaco ha dovuto attraversare per riabbracciare il padre Ulisse, appaiono le opere “Urban Map” di Pierpaolo Mancinelli (L’Aquila 1955) e “Transformation Rhythms” di Deanna Lee (New York 1970). La prima, a sinistra, ricorda una griglia urbana in cui le strade e i punti di attrazione della città sono elaborati digitalmente per creare un pattern sinuoso sul quale si staglia l’ombra di un’aquila in volo. Nella seconda, a destra, si abbandona invece la figurazione per addentrarsi e toccare le corde dell’inconscio attraverso il colore e un ritmo visivo che segue l’andamento delle strutture proprie del mondo naturale.

Dietro il velo e oltre il pregiudizio. L’opera di Claudia Borgia (Roma 1975), collocata a sinistra del ponteggio, fa parte della serie “Behind. Secularism and religion in Iran”, un reportage fotografico che indaga le contraddizioni esistenti in Iran tra la generazione che ha vissuto la rivoluzione del 1979 e quella successiva che conta ormai il 65% della popolazione. Emergono sogni, desideri e approcci al Corano diversi tra loro. Nell’immagine selezionata per L’Aquila, la ricerca di una pentola in cucina diventa un pretesto per mostrare la quotidianità di una famiglia di religione musulmana sciita e suggerire il passaggio tra dimensioni conosciute o nascoste, fisiche, temporali e culturali.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui